UNA MONTE ERICE IN CHIAROSCURO PER LA ISLAND MOTORSPORT
L’iconica nonché titolata cronoscalata trapanese dice bene al portacolori Rino Giancani (Mini Cooper S),
fregiatosi di un oro di classe nel Campionato Italiano Supersalita
Tra le auto storiche, rientro sfortunato per l’altro alfiere Ciro Barbaccia (Osella PA9/90 BMW),
costretto al ritiro per problemi tecnici
Erice (Tp), 8 settembre 2025 – Alla luce di una performance in crescendo, lo “scalatore” nisseno Rino Giancani, su Mini Cooper S, ha conquistato il primato in classe RSP/1600 Turbo al termine della 67ª Monte Erice, ultimo round del Campionato Italiano Supersalita nonché valida per il Campionato Italiano Velocità Montagna girone Sud, andata in scena lo scorso fine settimana nel Trapanese. Alla sua prima cronoscalata della stagione, il portacolori della scuderia Island Motorsport (sempre in partnership con Tempo srl) non poteva sperare in miglior risultato, affermandosi nettamente in entrambe le salite lungo gli iconici 5730 metri del tracciato. «Mi ritengo estremamente soddisfatto. Molto buono il riscontro cronometrico quanto la resa della vettura, dimostratasi affidabile e competitiva e con la quale sto prendendo sempre più confidenza» – ha sottolineato Giancani a ruote ferme – «Tra l’altro, torno da Erice a punteggio pieno nel “Regionale” di specialità. Un ottimo viatico prima di affrontare i due prossimi impegni: l’imminente Coppa Nissena, la corsa di casa, e a ottobre la “Monti Iblei».
È stato della partita, altresì, l’altro alfiere Ciro Barbaccia, su Osella PA9/90 BMW (sostituta all’ultimo momento della prevista Paganucci), in lizza nell’altrettanto affascinante 10ª Salita Storica Monte Erice, valevole per la serie tricolore riservata ai modelli d’antan. Al rientro dopo una lunga pausa, il noto pilota-preparatore di Marineo, già vincitore delle prime tre edizioni della “classica” ericina, è riuscito a spuntare un considerevole terzo tempo assoluto nella prima manche domenicale, nonostante un filtro della benzina mezzo intasato (poi sostituito). È andata, decisamente, peggio nella seconda frazione di gara dove, difatti, Barbaccia è stato costretto al ritiro per l’improvviso arresto del motore, probabilmente dovuto alla rottura della pompa del carburante, ma già in difficoltà sin dallo start.


