Sanità: Cgil Sicilia, le case e gli ospedali di comunità che la regione ha l’obbligo di completare entro il 31 agosto non restino scatole vuote. Servono 4.204 assunzioni di personale sanitario dedicato in un sistema pubblico che già sconta carenze di organico per 20 mila unità
“La situazione è di vera e propria emergenza. Si eviti il completo tracollo della sanità pubblica”
Palermo, 29 dic-“ Il sistema sanitario regionale sconta carenze di organico intorno alle 20 mila unità, tra medici, infermieri e altro personale, considerando i 2.736 pensionamenti che si saranno nel 2026. Entro il 31 agosto inoltre la regione ha l’obbligo di completare e mettere in funzione le case e gli ospedali di comunità che abbisognano a loro volta di personale, stimato in 4.204 unità. La regione come si sta attrezzando per far fronte a questa che si presenta come una vera e propria emergenza?” Lo chiede la Cgil Sicilia al presidente della Regione e all’assessora regionale alla sanità con una nota del segretario generale Alfio Mannino e del segretario confederale Francesco Lucchesi. “La mancanza di personale – rilevano i due esponenti della Cgil- oltre ad avere messo già in ginocchio la sanità pubblica, rischia di rendere inutile la spesa messa in campo con il Pnrr per la costruzione delle nuove strutture, portando le carenze di organico dell’intero sistema a 25 mila unità circa. Sarebbe un disastro”. E’ di qualche giorno fa l’inaugurazione della casa di comunità di Barcellona Pozzo di Gotto: “Taglio di nastro- osservano Mannino e Lucchesi- e struttura rimasta scatola vuota. Peraltro- sottolineano- visto che da ora al 31 agosto le inaugurazioni dovrebbero man mano susseguirsi, l’intervento per il reclutamento del personale dovrebbe avere i contorni chiari già ora”.
“Vorremmo anche sapere – aggiungono i due esponenti sindacali- a che punto si è con le dette strutture visto che solo pochi mesi fa, a ottobre, per le case di comunità si era speso solo il 18,6% dei 278 milioni a disposizione e per gli ospedali di comunità solo il 13,6% della dotazione di 128 milioni. Assicurare il diritto alla salute senza medici, infermieri, operatori socio- sanitari e altre figure necessarie al sistema—affermano Mannino e Lucchesi- è di fatto impossibile. Costruire strutture, ammesso che la Regioni rispetti le scadenze, per lasciarle vuote è un nonsenso, così come lo è il fatto di continuare a non colmare le carenze d’organico del sistema. In ogni caso il tempo a disposizione è sempre meno, è quindi fondamentale intervenire con le nuove assunzioni e le stabilizzazioni, come abbiano già più volte sollecitato, per evitare il collasso definitivo del sistema sanitario pubblico”.


