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SANITA’ E SANTITA’ ENNESE IL DOTTOR IGNAZIO FAZIO IL MEDICO DEI POVERI Servo di Dio – di Francesco Gatto

SANITA’ E SANTITA’ ENNESE
L’ENNESE DOTTOR IGNAZIO FAZIO
IL MEDICO DEI POVERI
Servo di Dio
(1795)
Cari amici
la Giornata Mondiale del Malato istituita della Chiesa ci invita a riflettere sul senso della sofferenza e su come possiamo porci cristianamente a servizio dell’umanità che soffre nel corpo e nello spirito.
La luminosa testimonianza del Servo di Dio, Dottor Ignazio Fazio nostro concittadino può essere d’ispirazione a quanti operano nel campo della sanità e sono a servizio degli ammalati a vario titolo. Che la sua preghiera sostenga quanti sono chini a curare la “CARNE DI CRISTO SOFFERENTE” (termine coniato da Papa Francesco, per indicare l’esperienza mistica che offre la vicinanza ad un ammalato) spesso profanata dell’indifferenza o dalla superficialità di parenti, amici e quanti operano nell’ambito della sanità.
IGNAZIO FAZIO il medico dei poveri
Il giovane ennese Ignazio Fazio di professione Medico, sposò una donna del ceto civile di questa città, con la quale dimorò per molti anni; ma illuminato da una luce superiore, di comune accordo, si separarono, coabitando nella stessa casa come fratelli e sorelle, senza riunirsi mai più, nonostante sia l’uno che l’altra erano ancora di giovane età.
Questo Sant’uomo, si avvalse dell’arte Medica come di una veste, per nascondere la sua rara virtù, egli infatti se ne serviva per lo più per curare le infermità dei poveri, nei quali egli scorgeva l’immagine di Gesù Cristo.
A tal riguardo teneva con se le chiavi delle case di quei poveri infermi, che erano privi di parenti ed amici, per soccorrerli in quegli estremi bisogni della malattia, facendo loro da padre, da medico, e da parente.
Andava a visitarli la mattina di buon’ora, a notte avanzata per la sera, al fine di nascondere quegl’atti di quella carità che esercitava in vantaggio del prossimo.
A proprie spese comprava le carni per i brodi, e i medicamenti necessari, e con le sue stesse mani condiva loro i cibi e dava loro i medicamenti opportuni; e quando ciò non poteva lasciava loro il denaro sufficiente per i medicamenti e per le vivande.
Il dott. Ignazio, oltre ad essere stato un uomo penitente, per le sue lunghe veglie che soffriva di continuo nel visitare gli infermi e per gli incomodi delle acque, e delle nevi, che gli si riversavano addosso nei tempi dell’inverno; sembrava un esatto imitatore del glorioso San Giovanni di Dio (apostolo degli infermi), con la sua rara carità verso i poveri ammalati, non si curava per l’incomodo, ne conseguenze per la sua stessa salute e del tempo che gli avanzava dopo le visite degli ammalati, lo impiegava a girare la maggior parte delle chiese della città, a sentire devotamente la messa, e a visitare il SS: Sacramento delle 40 ore.
Scrupoloso osservatore del silenzio non trattava con nessuno, per non incontrare delle distrazioni, nella recita di quelle assidue orazioni vocali, che andava sempre recitando per strada.
Innamorato devoto di Maria Addolorata, si portava di continuo nella sua chiesa a visitarla, e qui contemplandone i dolori spesso prorompeva in un pianto a dirotto.
Assalito più del solito da un forte dolor nefritico (ai reni), che l’aveva fatto soffrire già da diversi anni, sopportò tutto con una incredibile pazienza; agli astanti che lo assistevano quando il suo stato si aggravò, predisse il punto e l’ora della sua morte, munito dai Santi Sacramenti rese lo spirito al suo Creatore il giorno 12 luglio, del 1795.
Il suo corpo fu portato in processione nella Collegiata Chiesa Madre di Castrogiovanni, accompagnato dalle lacrime del popolo e dei poverelli, che avevano perduto il loro Padre. Si celebrò un solenne funerale e si recitò in sua lode un orazione, nella quale si resero pubbliche le sue rare virtù, e fu sepolto nella stessa Chiesa Madre con ogni decoro.
Signore Gesù
ti ringraziamo per la testimonianza luminosa
del nostro concittadino Dott. IGANZIO FAZIO
il suo esempio di serviszio e generosità
verso gli ammalati indigenti
sproni quanti sopraffatti dalla routine
non riconoscono più a vedere il Cristo sofferente
nel fratello che soffre per la malattia, la povertà, l’abbandono.
La sua preghiara soccorra gli ammalati,
e sostenga coloro che se ne prendano cura.
Per l’intercessione ed i meriti del Tuo Servo Ignazio Fazio,
benedici e custudisci la nostra città.
Autore : Vincenzo Menzo
10/02/2018 Francesco Gatto

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