ARS: SANITÀ. GIAMBONA “SU TAGLIO SPESA FARMACEUTICA EMERGE POSIZIONE UNANIME: RITIRARE DECRETO E CANCELLARE REGIME SANZIONATORIO”
PALERMO (12 maggio 2026) – “Nel corso dei lavori della Commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana è emersa una posizione unanime da parte di tutte le componenti presenti: il decreto che interviene sulla spesa farmaceutica deve essere ritirato e va eliminato il regime sanzionatorio previsto nei confronti dei medici”. Così Mario Giambona, vicepresidente del gruppo del Partito Democratico all’ARS.
“È inaccettabile – prosegue Giambona – che eventuali criticità di bilancio vengano scaricate sui cittadini siciliani, limitando l’accesso alle cure e comprimendo il diritto alla salute. Ancora più grave è il fatto che gli indirizzi contenuti nel provvedimento risultino contraddittori: su alcune categorie di farmaci interessate dalle restrizioni, come quelli utilizzati per il diabete, per il sistema renina-angiotensina e per le sindromi delle vie respiratorie, esistono già indicazioni e accordi che ne incentivano l’utilizzo proprio per rafforzare la prevenzione e ridurre l’insorgenza di patologie più gravi”.
Il deputato dem poi sottolinea che “ridurre in maniera indiscriminata le prescrizioni significa danneggiare i pazienti, mettere sotto pressione i medici di medicina generale e, soprattutto, compromettere l’efficacia dell’attività di prevenzione. Una scelta di questo tipo rischia di produrre ulteriori costi per il sistema sanitario regionale, determinando nel medio periodo un inevitabile sovraccarico delle strutture ospedaliere”.
“È significativo e gravissimo – aggiunge Giambona – che lo stesso assessore regionale alla Salute abbia chiesto scusa ai medici per le tensioni generate dall’esigenza di adeguarsi a disposizioni normative. Un gesto che conferma la delicatezza e la gravità della situazione”.
“Il dato più sorprendente – conclude Giambona – è che la Sicilia registra attualmente una percentuale di spesa farmaceutica del 6,40 per cento, ben al di sotto del limite nazionale fissato al 6,80 per cento. Per questo appare davvero inaudito chiedere ulteriori sacrifici a medici e cittadini, con il rischio concreto di compromettere il sistema di prevenzione e assistenza sanitaria nell’Isola”.


