La Conferenza Provinciale sul Dimensionamento scolastico riunitasi presso la Provincia ha bocciato la proposta del Provveditore con il seguente esito: 16 votanti, 15 contrari, 1 favorevole.
Dopo anni di costante impegno a sostegno delle nostre scuole, in stretta collaborazione con le sigle sindacali CGIL e UIL, grazie ai nostri Sindaci e loro delegati e al magistrale lavoro di coordinamento del Presidente del Libero Consorzio, Piero Capizzi, coadiuvato dal Consigliere delegato all’ istruzione Domenico Scavuzzo e da tutti i consiglieri provinciali, portiamo a casa un risultato importante per il nostro territorio, finalmente condiviso oltre le appartenenze politiche.
Un sentito ringraziamento va anche alla Consulta degli Studenti, rappresentata quest’anno da Massimo Severino, che da sempre si batte per la difesa dell’autonomia scolastica e per il diritto degli studenti a vivere la scuola come luogo di crescita, partecipazione e democrazia.
Come Partito Democratico, alla vigilia del voto abbiamo elaborato un ordine del giorno con cui abbiamo chiesto a tutti i Sindaci della Provincia di:
Adottare tempestivamente tutte le iniziative necessarie e attivarsi con l’Ufficio scolastico provinciale, quello regionale e con l’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale, affinché sia applicata la sentenza del TAR e si annulli l’accorpamento del Liceo Scientifico “P. Farinato” di Enna all’Istituto “N. Colajanni” di Enna;
Evitare la costituzione di poli di percorsi di studio omogenei per gli Istituti di Istruzione Superiore, poiché nel territorio della Provincia di Enna non sussistono le condizioni di alta densità demografica, di efficienza della rete dei trasporti e di sostenibilità dei tempi di percorrenza;
Non consentire cambi di aggregazione e razionalizzazioni che riducano il numero di alunni delle istituzioni scolastiche al di sotto dei parametri previsti, per non colpire ulteriormente un territorio fragile, povero di infrastrutture e sempre più spopolato, dove le scuole rappresentano presìdi di legalità, cultura e sviluppo locale;
Garantire il mantenimento del presidio scolastico autonomo nei territori comunali montani o parzialmente montani, se unico;
Tutelare l’autonomia scolastica nei territori segnati da infiltrazioni mafiose o da scioglimenti per mafia, dove la scuola è baluardo civile e luogo di riscatto sociale.
Questa battaglia nasce da una visione chiara della scuola: non come semplice servizio, ma cuore pulsante della comunità, fondamento della Repubblica e diritto costituzionalmente garantito.
Difendere la presenza delle scuole nei nostri territori significa difendere la scuola della Costituzione, quella che garantisce uguaglianza delle opportunità, libertà di insegnamento e formazione della persona, così come sancito dagli articoli 3, 9, 33 e 34.
Solo mantenendo viva la rete scolastica nei piccoli centri possiamo contrastare lo spopolamento, promuovere coesione sociale e continuare a costruire, giorno dopo giorno, la democrazia nei luoghi in cui i nostri giovani crescono.
Katya Rapè
Segretaria Provinciale del Partito Democratico


