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Infortuni, Fillea Cgil Enna: «Infortuni in crescita nel primo trimestre 2026. Serve più coerenza rispetto a quello che si dichiara nei convegni»

Riccardo Maggio 22, 2026 3 minuti letti
Salvo Carnevale

Infortuni, Fillea Cgil Enna: «Infortuni in crescita nel primo trimestre 2026. Serve più coerenza rispetto a quello che si dichiara nei convegni»

Enna, 21 maggio 2026 – «I dati Inail del primo trimestre 2026 consegnano anche alla provincia di Enna un quadro pesante nel settore delle costruzioni. Le denunce complessive di infortunio passano da 187 nel primo trimestre 2025 a 245 nel primo trimestre 2026, con un aumento di 58 casi, pari a circa +31%. Nel settore “costruzioni allargato” si passa da 24 a 28 infortuni. Nello stesso periodo, in provincia di Enna, risulta anche un infortunio mortale denunciato a marzo 2026». Lo dice Salvo Carnevale, segretario generale della Fillea Cgil, che sottolinea: «Questi dati non possono essere trattati come una normale oscillazione statistica. Sono il segnale di una condizione che resta drammatica e che nei cantieri assume tratti ancora più preoccupanti: lavoro straordinario usato in modo smodato, ritmi alti, verifiche scarsissime sugli orari, scarsi controlli sulla reale organizzazione del cantiere, prevenzione spesso ridotta a documenti e adempimenti formali».

Carnevale continua: «La patente a crediti, introdotta dal Governo degli annunci, sta mostrando tutti i propri limiti. Doveva rappresentare una svolta ma nei cantieri la svolta non si vede. Se il sistema non produce selezione reale, se non impedisce alle imprese scorrette di continuare a operare, se non è accompagnato da ispezioni frequenti e da sanzioni effettive, resta un meccanismo più utile alla comunicazione di facciata che alla prevenzione. Lo stesso vale per il nuovo accordo Stato-Regioni sulla formazione. L’accordo dell’aprile 2025 è stato approvato per individuare durata e contenuti minimi della formazione in materia di salute e sicurezza ma la formazione non può essere usata per spostare tutta la responsabilità sul lavoratore. Il lavoratore formato può comunque morire se il cantiere è organizzato male, se i tempi sono impossibili, se lo straordinario diventa regola, se il subappalto frantuma le responsabilità, se nessuno controlla davvero».

«C’è poi un tema che vogliamo porre con chiarezza. Abbiamo assistito a una bella creatività di alcune associazioni imprenditoriali – prosegue il segretario generale della Fillea Cgil Enna – bravissime a organizzare giornate come quelle del 28 aprile, Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, nata per ricordare il valore della vita, della salute e della memoria delle lavoratrici e dei lavoratori colpiti dal lavoro. Un momento importante di riflessione. Ma non può essere sufficiente se la pratica del giorno dopo non è coerente con il valore del 28 aprile. Qualcuno, a Enna, riesce persino a organizzare iniziative sulla sicurezza dimenticando di invitare i sindacati. I sindacati sono il termometro di ciò che avviene ai lavoratori nei cantieri».

Carnevale ribadisce: «La sicurezza non è una cerimonia. Non è solo un cartello appeso all’ingresso del cantiere. Non è solo un attestato di formazione, talvolta farlocco. Non è una patente a punti se poi nessuno controlla davvero. La sicurezza è organizzazione del lavoro, tempi compatibili, organici adeguati, stop agli appalti al massimo ribasso, verifica quotidiana delle condizioni di cantiere, potere reale di intervento per Rls e Rlst. La situazione resta oscena. E proprio per questo non servono parole prudenti. Serve dire che il modello attuale non funziona. Se aumentano gli infortuni, se si continua a morire, se nei cantieri lo straordinario diventa normalità e i controlli restano eccezione, allora – conclude il segretario generale della Fillea Cgil Enna – il problema non è la distrazione del singolo lavoratore a cui vengono addossate responsabilità e a cui si chiede la trasformazione in malattia per non pagare penali sui premi assicurativi. Il problema è il sistema. E il sistema va cambiato»

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Riccardo

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