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CARCERI: SAPPE, CAPECE REPLICA A LONGI (FDI), “SU ENNA SI INFORMI MEGLIO, I POLIZIOTTI HANNO VISSUTO UN’ALTRA REALTÀ”

Riccardo Luglio 5, 2026 3 minuti letti

CARCERI: SAPPE, CAPECE REPLICA A LONGI (FDI), “SU ENNA SI INFORMI MEGLIO, I POLIZIOTTI HANNO VISSUTO UN’ALTRA REALTÀ”

“Le dichiarazioni dell’onorevole Eliana Longi sulla rivolta avvenuta nel carcere di Enna dimostrano, purtroppo, una conoscenza parziale di quanto realmente accaduto all’interno dell’istituto. Sarebbe opportuno che, prima di smentire le denunce del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, acquisisse informazioni complete da chi quella drammatica giornata l’ha vissuta in prima linea”.

È durissima la replica di Donato Capece, segretario generale del SAPPE, alle affermazioni della parlamentare di Fratelli d’Italia secondo cui la rivolta non sarebbe stata causata dal malfunzionamento della telefonia, ma esclusivamente dal sequestro di materiale illecito destinato ad alcuni detenuti.

“Dispiace constatare – afferma Capece – che qualcuno continui a minimizzare problemi che, invece, erano sotto gli occhi di tutti. Se davvero il disservizio telefonico fosse stato risolto nell’immediatezza, come viene sostenuto, qualcuno dovrebbe spiegare perché il personale di Polizia Penitenziaria, ad ogni cambio turno, era costretto a lasciare in portineria il proprio numero di telefono cellulare privato affinché potesse essere contattato in caso di necessità, visto che le linee telefoniche dell’istituto risultavano fuori uso. Questo è un fatto concreto, conosciuto da chi presta servizio nella Casa circondariale di Enna.”

“Ed è altrettanto singolare – prosegue Capece – che si tenti di rappresentare una situazione ormai superata quando, proprio in queste ore, i Vigili del Fuoco sono presenti all’interno dell’istituto per effettuare le verifiche tecniche e la perizia sui danni riportati dal padiglione interessato dalla rivolta. La realtà è che, allo stato attuale, nei tre piani della sezione coinvolta è stata ripristinata una sola linea telefonica: se la utilizzano i detenuti di un piano, gli altri due non possono farlo contemporaneamente. Non solo. È bene ricordare che anche prima dei danni provocati dal fulmine l’impianto telefonico presentava continui malfunzionamenti, con frequenti interruzioni del servizio e ripetuti disagi sia per i detenuti sia per il personale. Negare questa evidenza significa ignorare ciò che chi lavora quotidianamente nell’istituto conosce perfettamente.”

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“Il SAPPE – prosegue il leader del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria – non costruisce ricostruzioni di fantasia né alimenta polemiche. Riporta ciò che i nostri iscritti, che operano quotidianamente nelle sezioni detentive, ci riferiscono. Sono loro ad avere gestito una situazione estremamente critica, mettendo a rischio la propria incolumità per riportare ordine e sicurezza.”

Capece sottolinea inoltre che “ridurre quanto accaduto alla sola intercettazione di alcuni pacchi contenenti materiale illecito significa offrire una lettura incompleta di una vicenda assai più complessa. Le tensioni maturano sempre nel tempo e nascono da una sommatoria di criticità organizzative, strutturali e gestionali che il SAPPE denuncia da mesi, senza che siano stati adottati interventi realmente risolutivi.”

Il Segretario generale del SAPPE conclude con un invito alla politica: “Chi ricopre incarichi istituzionali dovrebbe anzitutto ascoltare gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria che lavorano negli istituti, invece di affrettarsi a smentire le loro denunce. La realtà del carcere di Enna la conoscono gli agenti che ogni giorno garantiscono legalità e sicurezza in condizioni spesso proibitive. A loro va il nostro sostegno, non certo a chi tenta di ridimensionare criticità che esistono e che continuano a mettere a dura prova il personale. Prima di rilasciare dichiarazioni categoriche, sarebbe opportuno verificare personalmente lo stato dell’istituto e confrontarsi con chi vi opera ogni giorno, perché la realtà dei fatti è ben diversa da quella che qualcuno cerca di rappresentare.”

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Riccardo

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