Culmina con il sigillo di Faggioli lo show del 61° Trofeo Fagioli
Il pilota fiorentino della Nova Proto vince a Gubbio per la 15esima volta e corona la prestigiosa settimana della prima finale del Campionato Italiano Supersalita, che sul podio premia anche l’abruzzese Di Fulvio e il senese Torsellini. Centrano i rispettivi titoli tricolori Di Caro, Scarafone, Peruggini, Iacoangeli, Angelini e Scarpelli. L’orvietano Ferretti è il primo umbro al traguardo, mentre con 258 iscritti e il successo di pubblico la Montecarlo delle Salite si conferma fulcro d’avanguardia della specialità tra organizzazione e logistica ottimizzate, interazione con il territorio e grandi eventi
Gubbio (PG), 23 agosto 2026. Gubbio e il suo prestigio tornano nelle mani di Simone Faggioli. La settimana-show del 61° Trofeo Luigi Fagioli si è conclusa in una gradevole domenica dal meteo perfetto nella quale il campione in carica ha vinto la prima finale del Campionato Italiano Supersalita, allungando nella classifica tricolore 2026 e firmando il suo 15esimo successo nell’ambìta cronoscalata umbra, che lo scorso anno gli era invece sfuggita. Al volante della Nova Proto Np01 Zytek da 3000cc, Faggioli ha primeggiato in entrambe le salite disputate agli ordini del direttore di gara internazionale Fabrizio Fondacci lungo i 4150 metri della Gubbio – Madonna della Cima. L’asso fiorentino ha alzando il Trofeo Fagioli grazie al crono totale di 3’11″32 (gara 1; 1’35″95; gara 2: 1’35″37) e sul podio ha ritrovato al secondo posto Stefano Di Fulvio, pilota abruzzese suo più immediato inseguitore nel Tricolore con la Np01 in versione turbo, e sul terzo gradino Mirko Torsellini, alfiere senese del Team Faggioli sulla Norma M20 Fc.
Organizzato e ottimizzato nei minimi dettagli dal Comitato Eugubino Corse Automobilistiche, l’evento si è confermato come l’autentica Montecarlo delle Salite della specialità, tra efficienza logistica, attenzione alla sicurezza con anche uno sperimentale progetto-pilota con l’ausilio di droni professionali sul tracciato di gara e tutte le iniziative a supporto, avviate addirittura il 12 agosto con una mostra sui 60 anni della propria storia. Poi nella settimana clou si è celebrato il Memorial Barbetti alla Dallara Automobili e al fondatore Giampaolo Dallara, ospitando fra gli altri il nuovo direttore generale di ACI Sport Mario Isola. L’intero programma del Trofeo Fagioli 2026 è stato quanto mai ricco e ha compreso anche tutte le attività svolte nell’Arena Paddock, il nuovo spazio aperto a tutti che ha messo al centro della scena sia i protagonisti sia il pubblico e gli appassionati. La Supersalita umbra è stata trasmessa in diretta e on demand su Aci Sport TV (Sky 228) e come prima finale del campionato ha assegnato diversi scudetti di categoria: a Gubbio si sono quindi laureati campioni italiani 2026 il giovane nisseno Andrea Di Caro con la Nova Proto Np03 Aprilia tra i Prototipi Motori Moto, Alberto Scarafone in gruppo CN e poi Lucio Peruggini (Supercup Divisione I), Marco Iacoangeli (GT3), Giovanni Angelini (RS Plus) e Paolo Scarpelli (RS aspirate).
Dopo la “pole” in prova sabato, in gara Faggioli è stato assoluto protagonista, ma le sfide con i rivali sono rimaste serrate e in generale i distacchi molto ravvicinati. La battaglia per il podio è infuriata sia in gara 1 sia in gara 2, con Di Fulvio e Torsellini a giocarsi la piazza d’onore e gli altri big a cercare l’effetto sorpresa o almeno un posto al sole della top-5. Con una ficcante rimonta, nella seconda salita l’operazione è riuscita alla perfezione a due protagonisti siciliani, Samuele Cassibba, quarto assoluto, e Francesco Conticelli, quinto, entrambi in decisa progressione sulle rispettive Np01. Anche le due piazze seguenti si colorano di Sicilia: Franco Caruso ha concluso sesto con l’ennesima Np01, mentre Luigi Fazzino è settimo e con la prima Osella al traguardo precede il potentino Achille Lombardi e l’altra Pa30 riuscita a entrare in top-10. I migliori dieci sono completati dal milanese Giancarlo Maroni jr., al rientro in Supersalita e in continuo crescendo a Gubbio con la Np01 turbo di classe 2000 (vittoria per lui in questa categoria), e il pluricampione francese Seb Petit, decimo su Np01 Zytek. “Sotto” alla top-10 rimangono i Prototipi Motori Moto, gruppo nel quale Andrea Di Caro centra il terzo tricolore consecutivo, oltre che l’ennesima vittoria di fila che gli consente di confermarsi campione imbattuto sulla Np03. Il giovane pilota di Caltanissetta ha centrato l’11esimo posto assoluto e ha preceduto Filippo Ferretti, che sulla Wolf Gb08 Thunder è il primo umbro sul traguardo del Trofeo Fagioli 2026 e si aggiudica il Trofeo Mauro Rampini. Il pilota orvietano è secondo sul podio dei Motori Moto davanti al toscano Michele Gregori (Np03), mentre non ha preso il via il giovane etneo Michele Puglisi, ottimo protagonista in prova ma fermato da una noia al propulsore della sua Np03 dopo la prima ricognizione di sabato. Il gruppo dei prototipi CN ha vissuto sul duello tra il leader ciociaro Alberto Scarafone e l’inseguitore bolognese Marco Capucci, che ha avuto la meglio in gara 1 per soli 8 centesimi e si è aggiudicato anche gara 2, nella quale purtroppo Scarafone è invece stato costretto al ritiro per un’uscita di strada, imprevisto che comunque non gli ha impedito di confermarsi campione italiano di categoria.
Per il titolo di gruppo E2Sh sarà testa a testa nel prossimo round, visto che a Gubbio Manuel Dondi ha vinto e con la Fiat X1/9 Alfa Romeo ha riavvicinato il capoclassifica teramano Marco Gramenzi, protagonsita sull’ammirata silhouette dell’Alfa 4C con propulsore Judd che ha concluso secondo davanti al rientrante maceratese Abramo Antonicelli su Bmw M3.
Nel prestigioso gruppo GT ha dettato legge il campione in carica e confermato della GT SuperCup Div.I Lucio Peruggini con la Ferrari 296 Challenge, ma è mancato l’atteso duello di vertice per un testacoda che in gara 1 ha rallentato Marco Iacoangeli e la Bmw Z4 con la quale il driver romano ha dovuto cedere il passo anche in classe GT3, vinta dal bresciano Ilario Bondioni con la Lamborghini Huracan GT3, terzo nell’aggregata assoluta di gruppo alle spalle di Peruggini e un efficace Giuseppe D’Angelo, secondo con la Ferrari 488 Challenge Evo. Per Iacoangeli è in ogni caso arrivato il titolo italiano GT3, mentre è stato sfortunato l’orvietano Michele Fattorini, costretto a fermarsi in gara 1 e poi in top-5 in gara 2 con un riscontro interessante per il suo esordio al volante della 296 Challenge.
Fra le Turismo del TCR in gara ha sorpreso il marchigiano Emidio Luzi con la Seat Leon Cupra, mentre dopo l’argento di gara 1 è costretto allo stop Gianluca De Masi (che era stato il più veloce in prova sabato su Hyundai i30). Il secondo posto di gruppo è così di Selina Prantl, la giovane altoatesina che con la Volkswagen Golf centra anche il successo di classe Dsg, mentre terzo risale Antonio Scorza (Seat Leon Cupra).
Domenica di conferme in gruppo E1. Il leader tricolore Giuseppe Aragona ha concluso in trionfo con ottimi riscontri sulla sua estrema Golf 7 motorizzata Audi e ora il cosentino di Villapiana ha allungato in campionato sul cavese Alessandro Tortora, ottimo protagonista d’argento e vincitore di classe 3000 con l’elaborata Peugeot 106 turbo a precedere la versione aspirata di Valerio Magliano, il migliore tra le 1600.
Hanno fornito un grande ed equilibrato spettacolo i gruppi Racing Start. In RS Cup Salvatore Tortora (fratello di Alessandro) ormai “vede” il titolo e rimonta in gara 2, quando sul traguardo finale precede il pugliese e rivale diretto Francesco Savoia (che l’aveva battuto in gara 1 per soli 33 centesimi), mentre la terza Peugeot 308 sul podio è quella dell’eugubino Kristian Fiorucci. Giovanni Angelini ha centrato il titolo 2026 della RS Plus con un perentorio successo al quale non ha controbattuto il rivale diretto Giovanni Tagliente (Seat Leon), con il podio di gruppo completato da Andrea Currenti e Fabio Titi, entrambi sulle Peugeot 106 aspirate. Non ha tradito le aspettative di agonismo la RS turbo, dove il giovane derby cosentino tra Seat Leon St non a caso finisce con un clamoroso… pareggio! Salvatore Mondino, ormai con le mani allungate sullo scudetto, e il suo inseguitore Antonio Aquila hanno vinto una gara ciascuno e concluso con identico tempo complessivo in 4’17″31, mentre il bronzo di gruppo permette al fasanese Cosimo Laghezza (Peugeot 308) di alzare la coppa di classe 1600. Tra le RS aspirate, con ben quattro marchi diversi al comando, successo per il salernitano Francesco Paolo Cicalese (Honda Civic), insidiato da vicino dall’umbro di Todi Lodovico Manni (Renault Clio), secondo davanti all’eugubino Riccardo Pascolini (Citroen Saxo) e al leader tricolore Paolo Scarpelli: al cosentino di Castrovillari è bastato il quarto posto finale per mettere le mani sul suo primo Scudetto in carriera con la Peugeot 106.
Per le altre validità, il “Fagioli” 2026 ha premiato Orazio Maccarrone su monoposto Gloria C7, con il crono di 4’02″40 il più veloce fra i protagonisti del solo Campionato Italiano Velocità Montagna Nord/Sud davanti al pluricampione Rudi Bicciato (Mitsubishi Lancer Evo), mentre nel Tricolore Bicilindriche “girando” in 4’29″09 l’ha spuntata Angelo Mercuri. Il pilota calabrese ha preceduto sul podio Mirko Paletta, che a sua volta ha superato per un solo centesimo Oronzo Montanaro, tutti al volante delle agili e sgommanti Fiat 500 che animano la serie. Infine, se tra le Classic in 3’45″69 sorride l’inossidabile veterano ragusano Giovanni Cassibba con l’Osella Pa20 Bmw, la competizione delle auto storiche ha esaltato Piero Lottini. Il driver pisano alza la Coppa Città di Gubbi aggiudicandosi anche il 4. Raggruppamento in 4’09″01, mentre fra i piloti di casa l’eugubino Lanfranco Pastorelli su Fiat Giannini 695 si è imposto nel 2. Raggruppamento.
Ordine di arrivo ufficioso dei primi 10 assoluti: 1. Faggioli (Nova Proto Np01) 3’11″32; 2. Di Fulvio (Np01 T) 2″13; 3. Torsellini (Norma M20 Fc) 3″66; 4. Cassibba (Np01) 5″67; 5. Conticelli (Np01) 7″35; 6. Caruso (Np01) 7″40; 7. Fazzino (Osella Pa30) 7″65; 8. Lombardi (Osella Pa30) 9″48; 9. Maroni (Np01 T 2.0) 10″56; 10. Petit (Np01) 11″76.


