Sicilia, prezzi delle case in aumento dell’1,1% nel I trimestre 2026
Il valore medio delle abitazioni in regione sale a 1.025 euro al metro quadro
Trapani guida i rialzi tra le province con una crescita del 2% nel trimestre, mentre Enna registra il calo più marcato (-4,5%)
Palermo si conferma il capoluogo più caro della Sicilia con 1.412 euro al metro quadro, davanti a Catania e Siracusa
Milano, 2 aprile 2026 – La Sicilia apre il 2026 con prezzi delle abitazioni ancora in crescita. Nel primo trimestre dell’anno i valori medi in regione aumentano dell’1,1%, secondo l’ultimo report elaborato dall’Ufficio Studi di idealista, portale immobiliare N.1 in Italia. Il prezzo medio delle abitazioni si attesta così a 1.025 euro al metro quadro, in aumento dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2025 e dello 0,8% su base mensile.
Province
A livello provinciale il quadro resta nel complesso positivo, ma con andamenti diversi tra i territori. Il rialzo più marcato del trimestre si osserva a Trapani, che cresce del 2%, seguita da Messina (1,8%), Siracusa (1,2%), Catania (1,1%) e Palermo (0,8%). Più contenuto l’aumento a Ragusa (0,6%), mentre chiudono in calo Agrigento (-0,9%), Caltanissetta (-0,5%) e soprattutto Enna (-4,5%).
Sul fronte dei valori assoluti, Palermo si conferma la provincia più cara della Sicilia con 1.184 euro al metro quadro, seguita da Messina (1.149 euro/m²), Catania (1.074 euro/m²), Trapani (1.052 euro/m²) e Siracusa (1.037 euro/m²), tutte sopra la media regionale di 1.025 euro/m². Restano invece sotto la media Ragusa (835 euro/m²), Agrigento (805 euro/m²), Enna (709 euro/m²) e Caltanissetta, che con 632 euro/m² si conferma la provincia più accessibile.
Guardando all’andamento annuo, Trapani mostra la crescita più forte con un aumento del 2,8%, seguita da Messina (1,8%) e Palermo (1,1%). Più deboli Siracusa (0,6%), Ragusa (0,7%) e Catania (0,1%), mentre Enna (-2,9%) e Caltanissetta (-2,5%) restano in territorio negativo.
Capoluoghi
Anche nei capoluoghi il quadro è misto. Siracusa registra il rialzo trimestrale più forte con un aumento del 2,4%, seguita da Ragusa (2%), Catania (1,9%) e Trapani (1,6%). Più contenuti i rialzi a Agrigento (0,6%) e Palermo (0,5%), mentre Messina (-0,1%), Caltanissetta (-1,2%) ed Enna (-1,4%) chiudono il trimestre in calo.
Per quanto riguarda i valori assoluti, Palermo si conferma nettamente il capoluogo più caro della Sicilia con 1.412 euro al metro quadro, davanti a Catania (1.245 euro/m²) e Siracusa (1.166 euro/m²), gli unici sopra la media regionale. Più indietro Messina (1.001 euro/m²), Enna e Trapani (entrambe 894 euro/m²), Agrigento (819 euro/m²), Ragusa (730 euro/m²) e Caltanissetta, che con 653 euro/m² resta il capoluogo più accessibile.
Su base annua, Palermo è il mercato più dinamico tra i capoluoghi con una crescita del 5,3%, seguita da Siracusa (3,8%), Trapani (3,6%) e Messina (3%). In positivo anche Ragusa (2,5%) e Catania (0,4%), mentre restano in calo Agrigento (-4,5%), Caltanissetta (-6,2%) ed Enna (-1%).
Nel complesso, la Sicilia conferma un mercato ancora in crescita, ma a più velocità: Palermo, Catania e Siracusa restano sopra la media regionale, mentre nelle aree più accessibili il quadro è più debole e in alcuni casi ancora in calo.
Il report completo è consultabile al seguente link: https://www.idealista.it/sala-stampa/report-prezzo-immobile/vendita/sicilia/
*L’indice dei valori immobiliari di idealista aggiornato
A partire dal rapporto relativo al secondo trimestre del 2022, abbiamo aggiornato la metodologia di calcolo per la determinazione del prezzo delle abitazioni rimuovendo gli annunci di aste dal campione storico di idealista (da gennaio 2012 ad oggi).
Tale approccio permette di minimizzare le distorsioni statistiche derivanti dai prezzi di questi annunci, che non rispecchiano l’effettiva richiesta del proprietario, ma il prezzo di base d’asta (prezzo inferiore al suo valore), e garantisce la massima accuratezza del nostro report.
Dal 2021 abbiamo osservato una presenza crescente di annunci di aste sul portale, soprattutto nelle aree urbane, da qui la scelta di intervenire per rimuovere gli annunci prima di procedere al calcolo per minimizzare le distorsioni del campione e far sì che le serie di prezzi generate siano più stabili e rappresentino al meglio i prezzi di offerta.
Nel 2019 idealista aveva introdotto una nuova metodologia di calcolo tesa a rendere la nostra analisi dell’evoluzione dei prezzi, specialmente in aree di piccole dimensioni, ancora più robusta che in passato. Per evitare salti nella nostra serie, i dati dal 2007 erano stati ricalcolati con la nuova metodologia.
Su raccomandazione del team statistico di idealista/data, divisione specializzata nella gestione di grandi volumi di informazioni e nel data modeling, avevamo aggiornato la formula per indicare il prezzo medio con maggiore certezza: oltre a eliminare gli annunci atipici e con i prezzi fuori mercato, si calcola il valore mediano invece del valore medio. Con questo cambiamento, oltre ad affinare ulteriormente il nostro indice rendendolo più rispondente alla realtà del mercato, omologhiamo la nostra metodologia a quelle applicate in altri Paesi per ottenere dati immobiliari.
Tra le tipologie immobiliari che compongono il campione da analizzare, vengono incluse le case unifamiliari (viletta o chalet), mentre sono esclusi gli immobili, di qualsiasi tipo, che sono rimaste nel nostro database senza ottenere interazioni utente per molto tempo. Inoltre, a partire da questo mese sono state scartate anche le aste. Il rapporto è sempre basato sui prezzi di offerta pubblicati dagli inserzionisti di idealista.
Il report completo è consultabile al seguente link: https://www.idealista.it/sala-stampa/report-prezzo-immobile/
Il trimestre invernale conferma un andamento positivo dei prezzi delle case usate in Italia, con una crescita diffusa su gran parte del territorio”, afferma Vincenzo de Tommaso, Responsabile Ufficio Studi di idealista. “I dati mostrano una tendenza generalizzata, come dimostra l’elevato numero di capoluoghi e province in rialzo. Tra i grandi mercati, Roma mostra un incremento più deciso, mentre Milano evidenzia una crescita moderata. Il trend interessa anche numerosi centri di medie dimensioni, confermando la crescita dei prezzi. Nei prossimi mesi, tuttavia, il mercato residenziale potrebbe risentire di fattori macroeconomici, come l’aumento dei tassi per contenere l’inflazione, che potrebbe rallentare la crescita”
L’indice nazionale evidenzia un trend in crescita, con un aumento dell’1,5% dei prezzi delle abitazioni usate nel primo trimestre, che porta il valore medio a 1.891 euro al metro quadrato. La dinamica positiva risulta diffusa sul territorio, con l’80% dei capoluoghi e il 76% delle province che registrano variazioni al rialzo.
Tra i principali mercati, Roma segna un incremento dell’1,9%, portando il prezzo al metro quadro a 3.369 euro. Nell’ultimo anno i prezzi hanno registrato una crescita vigorosa del 7,8%. Tuttavia, rispetto ai massimi toccati nel maggio del 2012, i prezzi nella Capitale d’Italia sono diminuiti del 20,7%, ma in costante riassorbimento.
Milano cresce dello 0,2%, confermandosi la città più cara con 5.192 euro/m². I prezzi nel capoluogo lombardo sono aumentati del 4,1% su base annua, pressocché stabilmente intorno ai massimi dal 2012, anno di inizio delle rilevazioni di idealista.
Napoli ha segnato una flessione dello 0,4% nel trimestre appena trascorso, registrando, però, un aumento dei valori immobiliari del 3,7% negli ultimi 12 mesi (rallentando rispetto alle crescite registrate negli ultimi anni) e fissando il prezzo nel capoluogo campano a 2.814 euro al metro quadro.
Tra gli altri capoluoghi, gli aumenti più marcati si registrano a Belluno (8,7%), Cremona (6,9%) e Lecco (6,4%), seguiti da Bari (2,4%), Cagliari (2,3%), Bologna, Catania e Firenze (tutte tra 1,6% e 1,9%). I ribassi più evidenti riguardano Cesena (-1,8%), Oristano (-1,7%) e Reggio Calabria (-1,6%).
Sul fronte dei prezzi, dopo Milano si collocano Venezia (4.897 euro/m²), Bolzano (4.869 euro/m²) e Firenze (4.602 euro/m²), mentre i valori più contenuti si registrano a Caltanissetta (653 euro/m²), Ragusa (730 euro/m²) e Biella (752 euro/m²).
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