Sciopero generale in Sicilia: Sorrentino ( Cgil nazionale), “Se l’ambizione del governo è la crescita zero il messaggio che ne deriva è di un esecutivo che non scommette sul fatto che gli investimenti pubblici possano stimolare occupazione, ricchezza benessere”
Il governo rispetti il diritto allo sciopero e al dissenso e dia le risposte
Palermo, 12 dic- “Chi sciopera oggi e rinuncia a una giornata di retribuzione lo fa per protestare e per segnalare il proprio dissenso su una legge di bilancio che aumenta le disuguaglianze e non dà prospettive al Paese. Chi governa anziché polemizzare dovrebbe rispettare il diritto di sciopero garantito dalla Costituzione, il diritto al dissenso e alla libertà di espressione. E soprattutto ha il dovere di dare le risposte””: lo ha detto Serena Sorrentino, della Cgil nazionale, nel comizio che ha concluso la manifestazione regionale della Cgil a Palermo. “E’ una manovra che penalizza il lavoro- ha aggiunto – all’insegna del ritorno all’austerità, che opera tagli alla spesa sociale, non prevede investimenti per i settori produttivi e per l’occupazione nei settori pubblici. Nei servizi servono 1 milione di nuovi lavoratori e lavoratrici, altrimenti si andrà incontro alla loro privatizzazione, servono stabilizzazioni. Non si investe sullo stato sociale, sull’istruzione, sulla sanità, sulla casa, sui trasporti. L’unica voce che si finanzia-ha rilevato Sorrentino- è la difesa, cioè il riarmo”. Sorrentino ha aggiunto: “Se l’ambizione del governo è la crescita zero, il messaggio che si dà al Paese è che il governo ha rinunciato a scommettere sul fatto che gli investimenti pubblici possano stimolare occupazione, ricchezza, benessere. Ma noi- ha sottolineato – non ci arrendiamo”. La Cgil insomma chiede una diversa politica economica, rispetto a una manovra del governo che “non dà risposte al Paese reale”, quello del lavoro povero, precario, delle pensioni sotto i mille euro, dei giovani costretti a emigrare, 175 mila , nel Mezzogiorno tra il 2022 e il 2024. Salari, fisco, pensioni, rilancio dei settori produttivi, lavoro, rilancio della sanità pubblica e dello stato sociale: sono i temi i della mobilitazione promossa dalla Cgil trattati nel comizio conclusivo, insieme a quello della pace, con la sottolineatura che “delle guerre e dell’economia di guerra pagano il prezzo sempre i soggetti più deboli”.


