Realtà virtuale per formare i pediatri di emergenza del futuro
Fino al 17 maggio ad Acconia di Curinga i Clinical Games Campus 2026 di Simeup riuniranno cento specializzandi provenienti da oltre 20 università italiane tra simulazioni immersive, realtà virtuale, teamwork e scenari complessi di emergenza pediatrica
Parte oggi, 14 maggio, ad Acconia di Curinga, in Calabria, l’edizione 2026 dei “Clinical Games Campus”, il laboratorio nazionale di formazione esperienziale in emergenza-urgenza pediatrica promosso da Simeup, in programma fino al 17 maggio.
Per quattro giorni circa 100 medici specializzandi in pediatria provenienti da oltre 20 università italiane parteciperanno a simulazioni immersive, attività di team building, scenari complessi di emergenza, esercitazioni ad alta intensità e sessioni formative con tecnologie avanzate e sistemi di realtà virtuale, sempre più utilizzati nella formazione medica per riprodurre situazioni cliniche realistiche e migliorare la capacità decisionale in condizioni di stress. Ad affiancarli ci sarà una faculty Simeup composta da oltre 20 tutor e formatori esperti in emergenza pediatrica, simulazione clinica e medical education.
I “Clinical Games Campus” rappresentano oggi uno dei modelli più innovativi di formazione pediatrica avanzata in Italia. Il progetto integra simulazione realistica, gamification, realtà virtuale, capacità decisionale sotto pressione e sviluppo delle soft skills, con particolare attenzione alla leadership, alla comunicazione efficace e alla gestione dell’imprevisto.
L’obiettivo è rafforzare le competenze cliniche, organizzative e relazionali dei futuri pediatri, migliorando la capacità di diagnosi, cura e presa in carico globale del bambino nei contesti assistenziali più complessi.
Il campus, promosso da Simeup con il supporto delle istituzioni locali e delle principali università italiane, si ispira ai più moderni modelli internazionali di formazione immersiva e simulazione clinica avanzata.
«Formare un pediatra oggi significa allenarlo non solo alla conoscenza, ma alla capacità di decidere, comunicare e guidare un team nei momenti più critici», dichiara Vincenzo Tipo, presidente Simeup. «I Clinical Games rappresentano una straordinaria opportunità per costruire la pediatria dell’emergenza del futuro, attraverso un apprendimento dinamico, coinvolgente e profondamente umano».
Per Stefania Zampogna, past president Simeup e fondatrice dei giochi, «i Clinical Games nascono dall’idea che si possa imparare davvero solo vivendo esperienze autentiche. In questi anni abbiamo costruito un campus capace di trasformare la formazione in un’esperienza intensa, memorabile e condivisa, dove i ragazzi imparano ad affrontare insieme l’incertezza e la complessità della medicina reale».
«Nei Clinical Games non alleniamo semplicemente competenze tecniche», sottolinea Jacopo Pagani, direttore scientifico dell’evento e cofondatore. «Alleniamo la capacità di adattarsi, di collaborare, di assumere ruoli diversi e di prendere decisioni efficaci anche quando lo scenario è complesso e cambia improvvisamente. È questa la vera sfida della medicina d’urgenza contemporanea».
Secondo Francesco De Luca, coordinatore nazionale Simeup del campus, «esperienze formative come i Clinical Games aiutano i giovani medici non solo a diventare più preparati dal punto di vista clinico, ma anche più capaci di ascoltare, comprendere e lavorare insieme. In emergenza pediatrica la competenza tecnica da sola non basta: servono empatia, comunicazione, equilibrio emotivo e capacità di prendersi cura del bambino e della sua famiglia anche nei momenti di maggiore stress e fragilità».
Anche per il 2026 la Calabria si conferma il cuore operativo di un progetto che unisce formazione, innovazione e costruzione di reti professionali nazionali, trasformando il campus in un luogo di incontro tra giovani pediatri, tutor ed esperti provenienti da tutta Italia.
I Clinical Games Campus 2026 si confermano così non soltanto un evento formativo, ma un vero e proprio laboratorio nazionale di crescita professionale e culturale per le nuove generazioni della pediatria italiana, in linea con l’evoluzione del Servizio sanitario nazionale verso una presa in carico sempre più integrata tra ospedale e territorio e una medicina sempre più vicina ai bisogni concreti dei cittadini e delle famiglie.


