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PETIZIONE “RICOSTRUZIONE POST CICLONE”: RAGGIUNTE LE 40.200 FIRME

Riccardo Febbraio 5, 2026 3 minuti letti

PETIZIONE “RICOSTRUZIONE POST CICLONE”: RAGGIUNTE LE 40.200 FIRME

L’iniziativa propone di “dirottare” sulla ricostruzione i fondi destinati al Ponte sullo Stretto. La dichiarazione del promotore, Nunzio Meli

Raggiunte le 40.200 firme dalla petizione, aperta sulla piattaforma Change.org, che propone di “dirottare” sulla ricostruzione post-ciclone Harry i fondi originariamente previsti per il Ponte sullo Stretto. Adesso, la richiesta verrà inviata al Governo.
Questa la dichiarazione del promotore, Nunzio Meli:

«Il ciclone Harry e la situazione di Niscemi hanno creato delle ferite aperte nelle nostre comunità.

Quasi tutta la costa da Messina a Ragusa è stata dilaniata e ferita, in tanti centri i lungomari sono stati cancellati e Niscemi sta scivolando nella frana.

I fondi per il Ponte di Messina sono in parte inutilizzabili per via della nota sentenza.

Servono tante risorse, immediatamente spendibili, non si tratta di essere a favore o contro il ponte, ma avere un senso concreto delle cose.

Destinare i fondi per ponte farebbe partire immediatamente i lavori di ricostruzione, il ponte poi potrebbe essere rifinanziato nella prossima legge di bilancio.

Il 21 gennaio a poche ore dal disastro di Harry è stata lanciata una petizione su Change.org che ad oggi sarà trasmessa per il protocollo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché la volontà di 40.200 italiani possa essere comunicata al governo».

Il testo della petizione:

Il problema

Il ciclone Harry ha devastato gran parte della Sicilia orientale, da Messina a Ragusa, lasciando distruzione totale al suo passaggio. L’uragano ha sferzato queste zone, rendendole vulnerabili e lasciando le scogliere in uno stato pericolante e fragile. La situazione è critica e richiede azioni urgenti: non solo per ricostruire, ma anche per proteggere e prevenire ulteriori danni.

Inoltre l’uragano ha colpito molti centri dell’entroterra.

La costiera ionica non è l’unica minacciata. Altre zone, come la costa tirrenica messinese e quella agrigentina, versano nella stessa condizione precaria. La prevenzione dell’erosione è fondamentale, e ciò può essere ottenuto attraverso l’installazione di frangiflutti a mare, strumenti di difesa costiera necessari per salvaguardare le nostre comunità, la pesca ed il nostro turismo.

Inoltre servono molti altri interventi urgentissimi come a Niscemi dove sta scivolando a valle tutto il paese.

In Sicilia si necessita di fondi immediatamente disponibili per affrontare questa emergenza ambientale. Fondi che potrebbero derivare dal progetto del ponte sullo stretto di Messina. Attualmente, questi fondi giacciono inutilizzati a causa di una sentenza della Corte dei Conti che ne blocca l’impiego. Tuttavia, la riassegnazione di queste risorse può rappresentare una soluzione concreta e tempestiva per la ricostruzione e la prevenzione di futuri disastri ambientali.

Chiediamo quindi al governo e alle istituzioni competenti di prendere in considerazione un piano di riassegnazione dei fondi del ponte per interventi immediati sulla costiera siciliana. La ricostruzione e la protezione di queste aree non sono solo necessarie, ma urgenti, con un costo economico che, se affrontato per tempo, potrebbe evitare ulteriori spese maggiori nel futuro.

Occorrono tantissimi fondi forse superiori a quelli destinati per il ponte, non possiamo perdere tempo, perché lasciare quella costiera senza i pennelli significa che anche una piccola mareggiata potrebbe distruggere tutto, interi borghi marinari, compreso il lungomare di Catania.

Troppi territori sono a rischio e troppi cittadini vivono nell’incertezza. È tempo di agire con determinazione e di dare priorità alla sicurezza delle persone e alla tutela del nostro patrimonio esistente. Firmate questa petizione per sollecitare una decisione responsabile e coraggiosa da parte dei nostri leader politici. Sigla la petizione ora e contribuisci a fare la differenza per la Sicilia.

Il link alla petizione:

https://www.change.org/ricostruzionepostciclone

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Riccardo

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