Questo il testo di una lettera aperta sottoscritta da imprenditori e professionisti a sostegno della candidatura a sindaco di Mirello Crisafulli
Lettera aperta alla città di Enna
Cara Enna,
crediamo che esistano momenti, nella storia di una comunità, in cui sia necessario fermarsi,
guardarsi attorno, guardarsi negli occhi e trovare dentro di sé il coraggio di riflettere sul
proprio tempo, pronunciando parole di verità sul presente e sul futuro.
Noi non abbiamo ruoli politici o istituzionali, ma siamo semplici cittadini, parte di quella
società civile che si interessa alla condizione della propria città, sente il dovere di
contribuire al suo futuro e non vuole restare indifferente al suo destino.
Enna sta vivendo una fase difficile e profonda, forse tra le più complesse della sua storia
recente.
Una città capoluogo, cuore geografico della Sicilia, custode di storia, cultura e identità, che
oggi sembra attraversata da una dolorosa perdita di sé. Come se, lentamente, avesse smarrito
la consapevolezza del proprio ruolo, della propria forza, della propria missione.
Eppure non ci mancherebbero gli strumenti per essere altro, per essere di più. Il polo
universitario, con ben due università e tutto ciò che comporta in termini di ricerca,
innovazione, indotto e socialità; la prospettiva di un grande polo sanitario legato al
Policlinico; il nostro patrimonio materiale e immateriale, capace di richiamare interesse
anche a livello internazionale; le nostre risorse naturali; le eccellenze che resistono sul
territorio; le competenze e la qualità che possediamo.
Tutto questo dovrebbe portarci a immaginare Enna come una vera città universitaria, una
città di servizi e di eccellenza, dove poter crescere, investire, restare. Una città capace di
attrarre giovani, energie, idee. Un laboratorio straordinario di crescita e rinascita.
E invece, troppo spesso, Enna si è ripiegata su se stessa.
Come se avesse smesso di osare, rinunciando a quella spinta — fatta di originalità, fantasia
e coraggio — che permette a una comunità di immaginarsi diversa. Si è lasciata
imprigionare da una quotidianità fatta di occasioni perdute, di parole senza seguito, di
enunciazioni prive di visione. Ci stiamo spegnendo, progressivamente.
E tutto questo ci preoccupa.
Negli ultimi anni, le liti interne alla politica hanno alimentato un clima pesante e corrosivo,
fatto di sfiducia e disillusione. I cittadini hanno assistito troppo spesso a divisioni,
personalismi, piccoli interessi e orticelli da difendere, mentre i problemi veri restavano lì,
irrisolti.
Avremmo dovuto arginare lo spopolamento, creare opportunità concrete per trattenere i
giovani, dare speranza a chi vorrebbe restare. Invece si sono inseguite logiche ristrette,
battaglie di parte e protagonismi sterili.
Non possiamo però rassegnarci a tutto questo.
Non possiamo rassegnarci a perdere abitanti, a perdere giovani e quindi a perdere
quell’energia che spinge una comunità a proiettarsi verso il futuro. Non possiamo cullarci
nella rassegnazione di un lento declino, di una città dove troppo spesso si vive con il
biglietto di sola andata e la valigia pronta.
Occorre una scossa morale, culturale e civile.
Vogliamo, come cittadini, riappropriarci del destino della nostra città, della nostra terra e
della nostra identità, immaginando un vero e proprio risorgimento ennese che restituisca il
senso della possibilità di un futuro diverso.
Lo dobbiamo a noi stessi, alla nostra comunità e, soprattutto, ai nostri giovani.
Senza personalismi e divisioni, superando terreni di scontro, in un clima di unità che ridia
protagonismo alla cittadinanza, dia dignità alle famiglie e opportunità ai giovani.
Una scossa, un risorgimento ennese che dia senso al nostro impegno e al nostro credere in
questa città, che amiamo profondamente nonostante le sue ferite.
In una logica che ricostruisca verso Enna un senso di appartenenza autentico e profondo,
che ci faccia davvero riscoprire comunità, come non accade da troppo tempo. Riscoprendoci
l’un l’altro e tornando a sentire che ogni strada, ogni piazza, ogni scuola, ogni università,
ogni pietra di questa città rappresentano una parte di noi
Il senso di comunità deve tornare centrale in ogni ragionamento quotidiano.
Come un vero principio guida, capace di superare steccati, logiche di divisione,
personalismi e confini. Dovremmo chiederci, nelle nostre scelte politiche, amministrative e
culturali: cosa è davvero bene per questa città? Cosa è utile alla nostra comunità? Cosa può
essere decisivo per il suo presente e, soprattutto, per il suo futuro?
Non è più tempo di tergiversare. Enna, oggi più che mai, ha bisogno di uno scatto
d’orgoglio, di riscoprirsi centrale, di credere ancora nella propria bellezza e nella propria
grandezza. Ma ha bisogno anche di una nuova generazione di coscienze, prima ancora che
di amministratori.
E a queste domande dobbiamo dare una risposta che sia all’altezza della nostra comunità.
Per questo auspichiamo che questo risorgimento possa trovare, alle prossime elezioni
comunali, una guida forte e autorevole, capace di restituire ruolo e peso alla nostra Enna e di
imprimere un cambio di passo reale alle sorti della comunità.
Pensiamo, al di là di ogni giudizio possibile e legittimo sugli altri candidati e sulle altre liste,
che la candidatura di Vladimiro Crisafulli rappresenti oggi la proposta più solida, credibile e
capace di aprire una nuova stagione per la città.
La nostra è una presa d’atto dello stato delle cose e, insieme, un invito a compiere una scelta
che riteniamo decisiva per il futuro di Enna.
Non possiamo e non vogliamo rassegnarci al tempo che stiamo vivendo. Sentiamo il dovere,
come cittadini, di prendere posizione e di contribuire alla rinascita della nostra città.
Il senso di questa lettera, che intendiamo aperta al contributo di tutti coloro che vorranno
sottoscriverla e aggiungersi ai primi firmatari, è tutto qui: nell’amore profondo che
proviamo per Enna e nella convinzione che questa città possa ancora rialzarsi, ritrovarsi e
costruire un futuro all’altezza della sua storia.
Enna, 16 Maggio 2026
L’elenco dei sottoscrittori è aperto
SOTTOSCRIVONO
Biondo Martina, agronomo
Bruno Nietta, imprenditrice
Catalano Franco, imprenditore
Di Serio Massimo, imprenditore
Di Salvo Elisa, docente
Gagliano Rosario, imprenditore
Gervasi Filippo, docente
Giangreco Marzia, imprenditrice
Gravina Fabio, medico
Lo Giudice Gianfranco, imprenditore
Margiotta Giuseppe, ingegnere
Mattiolo Liborio, agronomo
Miceli Dario, imprenditore
Nasca Roberto, imprenditore
Palermo Giovanni, avvocato
Patti Piero, avvocato
Pellegrino Patella Antonio, agronomo
Pregadio Roberto, dirigente sportivo
Rizzo Mario, medico
Rosso Cettina, docente
Savoca Stefania, imprenditrice
Salvaggio Calogero, imprenditore
Severino Fausto, ingegnere
Stanzu’ Floriana, docente
Stompo Luigi, imprenditore
Torre Tommaso, medico
Varelli Fabio, agronomo


