In questi giorni nel Web, alcuni leoni da tastiera attaccherebbero l’ex parlamentare Vladimiro Crisafulli in merito ad un articolo uscito su un noto organo di stampa, dove gli si attribuiva di aver dichiarato che “Il clientelismo non è reato” , ma Mirello, così è affettuosamente chiamato il senatore, da amici e nemici, asserisce di non avere detto quella frase e ha minacciato di querelare, l’organo di stampa che ha provveduto a modificare l’articolo. Per quanto riguarda le accuse di clientelismo, va ricordato che in Sicilia e in Italia intera, purtroppo, la logica del “favore” appartiene ad una consolidata consuetudine, tant’è che ormai di rado si riesce a provare il voto di scambio perché sono pochi coloro che lo denunciano, non mettendo la Magistratura nelle condizioni di potere indagare nel merito, ma va ricordato, che proprio ad Enna, sei anni fa, quando non era candidato di certo Crisafulli e non vinse le elezioni, sempre di certo, un candidato del PD, due eminenti esponenti del Partito Democratico, Fabio Venezia, allora presidente provinciale del PD , uomo sulla cui moralità non crediamo sia possibile obiettare, poiché ha avuto, da sindaco, il coraggio di sfidare la mafia dei pascoli e per questo è finito sotto scorta, insieme a Vittorio Di Gangi, allora segretario provinciale del partito, si recò dall’allora Procuratore della Repubblica Palmeri per comunicargli delle presunte anomalie che pare avessero riscontrato nella condotta della campagna elettorale da parte degli avversari. Queste le dichiarazioni che resero i due ad una nota testata online della provincia di Enna.
Fabio Venezia: “L’annuncio in questi ultimi giorni di centinaia di posti di lavoro e di sospette selezioni a poche settimane dalle elezioni amministrative in diversi comuni ennesi desta più che qualche sospetto rispetto a certi metodi clientelari che sembravano ormai appartenere al passato.
Il consenso elettorale si raccoglie con la limpidezza dell’azione amministrativa e con la credibilità degli uomini che sono impegnati nelle istituzioni e non con false promesse tese a speculare sui bisogni di chi cerca con dignità un lavoro.
Quantunque siano da provare eventuali profili di rilevanza penale in merito, chi gestisce la cosa pubblica deve anche attenersi ai sani principi morali che vanno oltre i profili giuridici valutando l’opportunità di emanare provvedimenti a pochi giorni dalla presentazione delle liste per le elezioni amministrative”
Vittorio Di Gangi: “Quanto dichiarato da Fabio Venezia fa il paio con contributi elargiti in questi giorni, proprio a ridosso delle elezioni, da qualche amministrazione comunale e con le assunzioni effettuate e da effettuare in sanità. Il Partito Democratico raccoglierà le segnalazioni dei territori, con relativa documentazione, e si farà carico di essere particolarmente vigile durante tutta la campagna elettorale”. Dunque, non sarebbe il caso che cotanti “accusatori” si passassero una mano sulla coscienza e facessero un sano esame prima di puntare l’indice su Crisafulli? Da nostre fonti, abbiamo appreso che fino a qualche anno fa presso un certo Ente, qualcuno, in fatto di assunzioni l’avrebbe fatta da padrone ed ora punterebbe l’indice su Crisafulli che non gestisce la cosa pubblica ormai da più di vent’anni. Molti cittadini ci chiedono di scrivere affinché la Magistratura si attivi su ciò che avveniva qualche anno fa presso un certo ente ma noi diciamo ai cittadini: noi scriviamo, come vedete, ma voi se sapete qualcosa e di certo tra voi c’è qualcuno che sa, portateci le prove e noi scriveremo di più, garantendovi l’anonimato ai sensi dell’art. 200 del CPP, ma soprattutto, ancora meglio, se sapete, denunciate all’Autorità Giudiziaria mettendola nelle condizioni di agire.
Mario Antonio Filippo Pio Pagaria
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