Memoria ritrovata: Barrafranca onora i suoi partigiani
Dopo ottant’anni di silenzio, il comune dell’ennese celebra i figli che lottarono per la libertà. Una lapide con 27 nomi restituisce alla coscienza collettiva un tassello fondamentale della storia siciliana.
BARRAFRANCA – Dopo ottant’anni di silenzio, i nomi di chi ha lottato per la libertà tornano a parlare alla coscienza collettiva. Grazie all’iniziativa dell’ANPI provinciale, impegnata da circa un anno nella mappatura della Resistenza in tutti i comuni della provincia, è stata inaugurata a Barrafranca una lapide in onore dei partigiani locali.
Una partecipazione corale
La manifestazione ha visto una partecipazione corale: autorità civili, militari e religiose si sono unite agli alunni delle scuole cittadine per rendere omaggio a figure fino a oggi sconosciute ai più. Il sindaco, Giuseppe Lo Monaco, ha sottolineato durante l’evento come il sacrificio di questi uomini rappresenti la radice stessa della nostra democrazia: “È grazie a loro se oggi possiamo riunirci e manifestare liberamente il nostro pensiero”.
La lapide è stata descritta da Renzo Pintus, presidente provinciale dell’ANPI, come un “quaderno della Memoria” aperto sulla Storia. Pintus ha rivolto un appello accorato alle istituzioni scolastiche affinché accompagnino gli studenti davanti a questo marmo: “Questa è la vera educazione civica: spiegare ai ragazzi chi erano questi uomini e perché hanno combattuto”.
Anche le dirigenti scolastiche Maria Stella Gueli e Nadia Rizzo hanno ribadito il valore dell’iniziativa, definendola non un semplice esercizio di nostalgia, ma un atto dovuto per onorare i valori di solidarietà, giustizia e dignità umana su cui si fonda la Costituzione.
Le storie di eroismo
Sulla lapide sono incisi 27 nomi. Tra questi, tre sono contrassegnati da una croce, simbolo del loro estremo sacrificio sul campo di battaglia. Dall’oblio emergono storie cariche di coraggio, come quella di:
Francesco Aleo: Medaglia di Bronzo, sopravvissuto miracolosamente a una fucilazione e al colpo di grazia finale.
Ettore Ippolito: Comandante partigiano che operò tra le montagne della Liguria.
Onofrio Ippolito: Medico e fratello di Ettore; rifiutò il trasferimento su una nave militare imposto dal regime, scegliendo la via della clandestinità per unirsi alla lotta.
Un ricordo commosso è stato rivolto anche a Pinnisi, l’ultimo partigiano barrese, scomparso pochi anni fa in una casa di riposo prima che l’Associazione potesse raccogliere la sua testimonianza diretta.
La mappa della Resistenza nell’Ennese
L’impegno dell’ANPI non si ferma a Barrafranca. Il percorso della memoria toccherà a breve altre tappe significative della provincia:
Villarosa: Il sindaco Costanza inaugurerà la lapide locale il 22 aprile.
Enna: A Palazzo Chiaramonte è già stato posizionato un monumento dedicato ai combattenti e ai caduti del capoluogo. Attualmente coperto da un velo, sarà svelato ufficialmente il 24 aprile dal sindaco Dipietro, alla presenza del Prefetto e delle massime autorità.
Luci e ombre tra le amministrazioni locali
Mentre comuni come Calascibetta, Leonforte e Agira hanno già onorato i propri partigiani grazie alla sensibilità dei rispettivi sindaci, non mancano le polemiche. Sebbene la maggior parte delle amministrazioni si sia mostrata disponibile, una piccola minoranza ha opposto resistenza.
Il caso più eclatante riguarda Piazza Armerina. Lo scorso gennaio, il PD locale ha espresso una ferma condanna verso il sindaco Cammarata — segretario provinciale di Fratelli d’Italia — accusandolo di aver ostacolato la posa della lapide commemorativa. Nonostante l’approvazione unanime del Consiglio Comunale nell’aprile 2025 e il sollecito della Prefettura, il sindaco avrebbe imposto ritardi e tentato di modificare il testo originale del monumento. Un atto denunciato come un tentativo di revisionismo storico che offende i valori antifascisti della Repubblica.
Giacomo Lisacchi


