Al corso di formazione hanno partecipato oltre 120 dipendenti una buona parte del Libero Consorzio Comunale e molti funzionari del territorio e da fuori provincia
La firma dei contratti collettivi nazionali ha inevitabilmente una ricaduta sulla vita professionale e lavorativa di ciascuno e l’auspicio comune a tutti è quello che porti con sé elementi migliorativi sia in termini economici che di gestione ed organizzazione del lavoro. L’applicazione dei contratti collettivi nazionali del personale e dei dirigenti delle Funzioni locali triennio 2022/20224 è stato il tema affrontato nel corso della giornata formativa organizzata da ASAEL, associazione siciliana amministratori enti locali, con il patrocinio del Libero Consorzio Comunale di Enna che si è tenuta nella sala Colajanni dell’Università Kore. L’evento formativo ha richiamato un centinaio di dipendenti, oltre a quelli del Libero Consorzio, anche provenienti dai comuni dell’ennese e da fuori provincia. Nel porgere i saluti il presidente del Libero Consorzio, Piero Capizzi, ha posto l’attenzione sull’importanza di cogliere nel contratto gli aspetti che possano valorizzare il personale degli enti locali costretto a fare i conti con una carenza di organico e con una richiesta di competenze sempre più aggiornate. ” Occorre avere cura del personale dipendente cura a impegno che debbono essere reciproci per garantire sempre una migliorata qualità nei servizi”. Ad introdurre i lavori è stato il presidente dell’ASAEL, Matteo Cocchiara che ha ricordato l’impegno dell’associazione nel favorire un dibattito sui temi che riguardano gli enti locali in Sicilia sempre più in affanno tra carenza di risorse, mancato turnover e criticità organizzative e strutturali. Ad entrare nel tema oggetto dell’incontro l’esperto in materie di Enti Locali, Arturo Bianco che nella sua attenta e precisa relazione ha posto l’accento sulle principali novità introdotte dal nuovo contratto. Una firma che arriva in ritardo e cambia le relazioni sindacali per l’assenza al tavolo delle future contrattazioni decentrate della sigla sindacale più rappresentativa, la CGIL, non firmataria del contratto. Tra le novità Bianco ha ricordato la possibilità di attivare lo smart working, finito in cantina dopo il COVID, per il quale occorrerà che gli enti provvedano con un proprio regolamento che fissi il tetto massimo delle ore, definito dal contratto, da destinare al lavoro a distanza. Sulle progressioni verticali in deroga, tema di grande interesse per i dipendenti soprattutto quelli dei Liberi Consorzi che hanno subito per oltre 15 anni lo stop delle assunzioni e di carriera per le note vicende legate alla grave crisi finanziaria, la novità contenuta nel contratto è una proroga fino al 2026, fermo restando la dote finanziaria dello 0.55 per cento rispetto al monte salari del 2016. L’esperto ha sviscerato gli altri temi in scaletta tra cui gli incarichi di elevata qualificazione, ha trattato le possibilità contenute nel contratto per gli enti senza dirigenza, si è soffermato sull’obbligo degli enti di prevedere il buono pasto anche per il lavoro straordinario e per i recuperi, e riferito dei nuovi permessi studio per garantire al lavoratore di conseguire un titolo accademico per il quale è prevista anche la frequenza in stage. E’ stato dato spazio anche al dibattito per chiarimenti sulle diverse questioni. Tre queste la segretaria dell’Ente, Anna Giunta ha posto l’attenzione su una specifica fattispecie riguardante la quota da destinare al fabbisogno del personale. Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato utile al raggiungimento delle 40 ore di formazione previste dalla direttiva Zangrillo.


