Alta professionalità, amore per il proprio lavoro e senso di responsabilità. Sono tre fattori fondamentali per una buona sanità. E sono tutte componenti riscontrare in un episodio accaduto nei giorni scorsi all’Ospedale Umberto I di Enna dove oggi possiamo dire che grazie a delle belle persone è stato evitato il peggio.
Infatti una famiglia di Enna si è ritrovata a dover gestire una crisi glicemica della figlia di 11 anni che soffre di diabete tipo 1 in gergo diabete giovanile. Dopo aver effettuato tutti gli interventi previsti da chi quotidianamente deve convivere con questa patologia, e constatando che non veniva riscontrato nessun miglioramento hanno deciso di portare la figlia al Pronto Soccorso del nosocomio ennese.
Un luogo questo che come tante altre strutture di pronto intervento, è una sorta di “fanteria in prima linea” ma molto spesso senza armi, del sistema sanitario che deve convivere con una cronica carenza di risorse sia materiali che umane. Ma in questi luoghi il valore aggiunto è proprio il personale come è stato per il tempestivo intervento sulla undicenne.
Infatti appena arrivata, malgrado il quotidiano “movimento” di persone e la perenne battaglia sul colore dei codici e quindi la diatriba a chi spetta per primo entrare o meno la ragazzina è stata presa in carico personale in servizio in particolare dagli infermieri Andrea Colaleo, Andrea Vincenti ed Alessia La Rocca che immediatamente hanno trasferito la ragazzina in un ambiente idoneo e protetto anche da un punto di vista psicologico. Dopodichè come funziona in strutture di emergenza come queste dove c’è poco tempo per riflettere e pensare ma devi agire immediatamente e quindi serve il massimo gioco di squadra, è stato allertato il personale del reparto di Pediatria diretto dalla Dottoressa Anna Maria Millauro e dal professore Praticò che dopo una prima diagnosi, hanno deciso per il trasferimento della ragazzina in reparto dove poi trattata secondo i protocolli previsti ma non solo da un ponto di vista medico sanitario ma ancor di più umano. Quindi una storia che termina a lieto fine anche per una serie di coincidenze ma strettamente correlate ad una buona sanità, come gli stessi genitori hanno ritenuto opportuno far sapere alla collettività.
“Se non fosse stato per l’alta professionalità ma soprattutto il senso di responsabilità e l’amore per il proprio lavoro oggi rischieremmo di raccontare un’altra storia – commentano – ma era per noi doveroso far sapere che c’è anche una buona sanità che merita di essere citata”.
P.S. Anche il sottoscritto diverse volte negli anni passati ha avuto la necessità insieme alle mie sorelle di recarmi al pronto soccorso per mia madre che tra l’altro aveva delle gravi patologie. Ed in ogni occasione malgrado ci trovassimo una una struttura da film tipo “medici in prima linea” abbiamo sempre ricevuto il massimo servizio sia medico sanitario che umano.
Per quanto riguarda il reparto di pediatria, in un momento di massima gravità che la storia della sanità italiana abbia mai vissuta come quella del Covid sono stato costretto a ricoverare mia figlia. Ed anche con i rigidi protocolli imposti in quel periodo, a partire dal Pronto Soccorso per la prima diagnosi sino al reparto con sempre la dottoressa Anna Maria Millauro abbiamo trovato delle persone veramente speciali. Grazie per quello che fate quotidianamente per tutta la collettività.


