Liste d’attesa, Ternullo: “Il Governo ha fornito gli strumenti. Ora la Regione Siciliana li usi per produrre buone pratiche”
«Il nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa 2026-2028, approvato in Conferenza Stato-Regioni, è uno strumento che il Ministro Schillaci ha giustamente definito una bella notizia per il Servizio Sanitario Nazionale. Da Roma la linea è chiara: governo della domanda, appropriatezza prescrittiva, trasparenza delle agende, presa in carico reale del cittadino. Sono stati forniti criteri, risorse e tempistiche precise. Ora la palla passa alla Regione.»
Così la vicecapogruppo di Forza Italia al Senato, Daniela Ternullo, commentando i dati sulla Sicilia contenuti nel nuovo PNGLA.
«I numeri dicono che la Sicilia ha margini di miglioramento importanti. Sulle prestazioni programmate la situazione è accettabile, con percentuali spesso superiori al 90%. Ma sulle classi urgenti e brevi, quelle che pesano di più sulla vita quotidiana dei cittadini, i dati sono preoccupanti: nelle visite urgenti entro 3 giorni, gastroenterologia rispetta i tempi solo nel 50% dei casi, pneumologia al 52,6%, endocrinologia al 54,5%. Sono numeri che raccontano l’ansia di chi aspetta una risposta e non la riceve in tempo.»
«La Regione Siciliana avrà 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto per adottare il proprio Piano regionale. Il SovraCUP esiste già, coinvolge tutti i 18 enti sanitari del Servizio sanitario regionale ed è collegato a un finanziamento di oltre 26,6 milioni di euro per l’ammodernamento dei sistemi di prenotazione – aggiunge Ternullo. Le risorse ci sono. Gli obiettivi sono scritti, con tappe precise: 40% di alimentazione del SovraCUP nel 2026, 70% nel 2027, piena interoperabilità entro il 2028.»
«Adesso serve la capacità amministrativa e politica di trasformare questi strumenti in risultati concreti per i siciliani. Significa alimentare correttamente le agende, rispettare le classi di priorità, garantire che un quesito diagnostico urgente non si perda nella burocrazia. Significa, soprattutto, che quando un cittadino non riesce a prenotare nei tempi previsti, sia l’Azienda sanitaria a trovargli una soluzione, non il contrario.»
«Il Governo nazionale ha fatto la sua parte: ha scritto le regole, ha previsto le sanzioni per chi non rispetta i LEA, ha messo a disposizione i fondi – conclude la Senatrice. Ora la Regione Siciliana ha tutti gli strumenti per dimostrare che può essere un esempio di buona amministrazione sanitaria, non l’ennesimo caso di occasioni mancate.»


