Sanità X Tutti, iniziative del M5S a Catania e nell’Ennese
Doppio appuntamento dell’iniziativa del Movimento 5 Stelle: In mattinata presidio davanti all’ARNAS di Catania e nel pomeriggio al Chiello di Piazza Armerina.
Catania 28 luglio 2026 – Proseguono senza soluzione di continuità i presìdi del Movimento 5 Stelle davanti agli ospedali siciliani nell’ambito dell’iniziativa ‘Sanità X Tutti’, dove attivisti e deputati del M5S, incontrano cittadini e operatori della sanità, per raccogliere spunti e denunce di disservizi del sistema sanitario regionale. Nella mattinata di lunedì 28 luglio, il Gruppo Territoriale M5S Catania Ovest unitamente alla deputata regionale Lidia Adorno, al deputato nazionale Luciano Cantone e al vice presidente dell’ARS Nuccio Di Paola, si sono dati appuntamento all’Ospedale ARNAS Garibaldi Centro di Catania, per ascoltare segnalazioni, proposte di cittadini, pazienti e operatori sanitari che ogni giorno fanno i conti con liste d’attesa interminabili, pronto soccorso al collasso, carenze di personale e servizi sempre più in difficoltà.
“La sanità deve essere pubblica, accessibile a tutti, libera dalle interferenze e dalle lottizzazioni della politica – hanno detto i deputati -. Siamo pronti a riformare radicalmente il sistema della sanità nell’Isola: Basta a nomine condizionate dalle segreterie di partito, basta a scelte che non premiano merito, competenze e risultati.
I siciliani hanno diritto ad ospedali efficienti, tempi di attesa accettabili e servizi che funzionino davvero.
Superiamo il sistema delle 9 ASP, diventate oramai centri di potere e di gestione del consenso e non strumenti di servizio. Fuori la politica dalla sanità”- hanno sottolineato.
Il vice presidente Ars Di Paola si è spostato nell’Ennese dove insieme ai senatori Ketty Damante e Pietro Lorefice ed il gruppo territoriale di Piazza Armerina- Valguarnera , hanno effettuato un presidio davanti all’ospedale Chiello di Piazza Armerina. “Non possiamo tollerare che vi siano sempre più pazienti che non possono permettersi di curarsi perché costretti da lungaggini e disservizi, hanno come unica alternativa quella di rinunciare alle cure se non possono permettersi la sanità privata o addirittura lasciare il proprio territorio per curarsi magari al nord Italia, con aggravio sia per le famiglie che per le ASP territoriali” – ha concluso Di Paola.


