IL POPOLO ENNESE IN ATTESA DELLA GRANDE FESTA DEL SIGNORE DI PAPARDURA
Si prepara la grande festa dell’Esaltazione della Croce, ad Enna chiamata in dialetto, “U Signuri”. La solennità si celebra presso il Santuario di Papardura nella omonima incantevole vallata ed è gestito dalla deputazione dei “Massari”, i contadini, coloro che col sudore della propria fronte ci forniscono la materia prima per il nostro sostentamento, il grano. Il depositario è il costruttore oltre che contadino Paolo Savoca, che quest’anno si appresta al secondo anno del suo mandato. Savoca, si sta rivelando particolarmente dinamico e sta privilegiando i momenti tradizionali di preparazione alla festività, come la preparazione delle “cuddureddre” e altre manifestazioni culturali corollario alla ricorrenza. Le cuddureddre sono dei biscotti composti da acqua e farina, quindi dei pani azzimi intrecciati in tre parti in un disegno simbolico che evoca la Santissima Trinità e sono preparate dalle mogli dei contadini. Va rammentato l’importante significato teologico di una delle letture della Messa, l’episodio biblico dell’Esodo quando il popolo d’Israele nel deserto viene morso da serpenti velenosi e il Signore ordina a Mosè di fabbricarsi un serpente di bronzo cosicché tutti coloro i quali una volta morsi lo avrebbero guardato non sarebbero periti. Il serpente di bronzo verrà sostituito nel Nuovo Testamento da Gesu Crocifisso e tutti coloro i quali guarderanno alla Santa Croce e al suo significato, ovviamente si salveranno. Il momento. Interessante in questi giorni il girovagare per le vie della città dei zampognari che insieme ai massari hanno fatto la raccolta delle oblazioni da parte dei cittadini che sono molto devoti all’immagine miracolosa di Gesù Crocifisso scoperta da una suora e da altre donne in una parete rocciosa in contrada Papardura. Da allora la devozione è stata sempre in crescendo e di questa se ne sono sempre occupati i “Massari” i quali anche negli ultimi anni hanno curato il Santuario (ma di questo ce ne occuperemo in un pezzo specifico) e i margini esterni, rendendolo una “bomboniera”. Vanno segnalati nell’attuale gestione il depositario Paolo Savoca, il presidente Gaetano Cammarata e l’ineffabile padre Angelo Lo Presti. Pubblichiamo infine anche una dichiarazione del già depositario Santo Calzetta che tiene a far sapere: “Ci siamo occupati, insieme alla deputazione anche della pulizia delle vasche dell’acqua limitrofe al Santuario”. Per onestà va ricordato che anche l’ex assessore Giovanni Contino nel passato ha fatto ciò. Mario Antonio Filippo Pio Pagaria

