Taormina, scontro sul TPL. Crisafulli: Vendita digitale già prevista, il vero problema sono
fermate a nostro avviso irregolari e tempi di percorrenza e di carico/scarico irreali
Il problema del trasporto pubblico a Taormina non può essere ridotto alla vendita dei biglietti a bordo e,
soprattutto, non può essere scaricato sugli autisti.
È netta la presa di posizione della FAISA CISAL, che interviene dopo le dichiarazioni del dirigente Interbus
Mario Nicosia sul rapporto tra trasporto pubblico, viabilità e tempi di fermata.
Condividiamo un principio: servono meno auto private e più trasporto pubblico dichiara Salvatore
Crisafulli, Coordinatore Regionale Autolinee Private FAISA CISAL Sicilia. Ma proprio per questo il
servizio deve essere organizzato in modo serio, con fermate regolari e sicure, tempi di percorrenza
realistici e condizioni di esercizio adeguate.
Il sindacato ha già trasmesso una formale richiesta agli Enti competenti chiedendo di verificare, per le
fermate interessate, ordinanze, autorizzazioni, nulla osta, planimetrie, segnaletica e conformità
rispetto al Codice della Strada.
Prima di parlare dei minuti persi alla fermata – afferma Crisafulli – qualcuno deve dimostrare che quelle
fermate siano realmente autorizzate e sicure. Non basta tracciare uno spazio sull’asfalto o installare una
palina. Un autobus deve poter accostare, far salire e scendere i passeggeri, aprire le bagagliere e ripartire
senza creare pericolo.
Inoltre Si continua a indicare la digitalizzazione come possibile soluzione. Ma occorre ricordare che la
vendita online e tramite biglietterie è già prevista dal recente affidamento ed è già operativa.
Lo stesso affidamento prevede inoltre la vendita dei titoli di viaggio attraverso apposite emettitrici
elettroniche presso le fermate, sistemi digitali di acquisto, paline intelligenti e ulteriori strumenti
tecnologici destinati a facilitare l’accesso dell’utenza al servizio tutto questo ancora non introdotto.
Non stiamo quindi parlando di soluzioni nuove da introdurre: stiamo parlando di strumenti già previsti
nell’organizzazione del servizio. Presentare oggi la digitalizzazione come la risposta alle criticità della
viabilità significa, ancora una volta, spostare l’attenzione dal vero problema».
Agli autisti non viene chiesto soltanto di vendere il biglietto. Le aziende impongono di fatto anche il
controllo sistematico dei titoli di viaggio di tutti i passeggeri, oltre alla gestione della salita e discesa e
del carico e scarico dei bagagli. Tutto questo richiede tempo e deve essere contabilizzato nei tempi di
percorrenza continua Crisafulli, La FAISA CISAL alza quindi il livello dello scontro istituzionale.
Abbiamo chiesto documenti e verifiche precise. Se non arriveranno risposte complete, se dovessero
emergere irregolarità o se dovessero permanere situazioni di pericolo, siamo pronti a trasmettere
tutta la documentazione alla Procura della Repubblica affinché valuti eventuali profili di
responsabilità. Siamo pronti anche ad avviare ricorsi nelle competenti sedi amministrative e giudiziarie.
Sulla sicurezza non faremo passi indietro.
Visite: 87

