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Industria agroalimentare: Gustibus innovazione e Know how, internazionalizzazione e Made in Sicily

Industria agroalimentare: innovazione e Know how, internazionalizzazione e Made in Sicily
le parole dell’ordine dell’azienda Gustibus negli obiettivi 2021
a ottobre 2021, il lancio della linee di legumi, vellutate e minestroni

Assoro , 22 marzo 2021 – La programmazione 2021-2022 dell’azienda Gustibus Alimentari prosegue sulle linee già tracciate dell’innovazione, dell’internazionalizzazione e del consolidamento del rapporto con il territorio (materia prima – produttori locali) per un piano di investimenti che negli ultimi 2 anni si è aggirato sui 13 milioni di euro.
L’azienda ha fatto della sostenibilità e della tipicità del prodotto un caposaldo nelle scelte aziendali sin dalla nascita e proseguirà per tutto il 2021 e 2022. Il presidente Francesco Pecorino spiega: “Nonostante il difficilissimo momento di crisi sanitaria ed economica che la pandemia ha determinato, noi continuiamo a portare avanti strategie competitive che guardano tanto al know how quanto al legame dell’azienda con la Sicilia nel suo processo di valorizzazione delle materie prime locali, con un’ idea di export che punta a far conoscere le peculiarità della regione anche oltre i confini nazionali”.
Anche per questo, l’azienda Gustibus Alimentari è guardata con interesse da investitori, pronti a sostenere le imprese siciliane che vogliono continuare a crescere in Italia e all’Estero. In cinque anni dalla sua costituzione, Gustibus Alimentari ha interamente automatizzato i processi produttivi all’interno dello stabilimento di 20 mila metri quadrati, 7 dei quali a superficie coperta, nel quale lavorano una settantina di dipendenti, tra fissi e stagionali. Oggi lo stabilimento produce ogni giorno circa 200 mila vasi, destinati alla grande distribuzione sia del mercato Italiano (65%) che Estero (35%); il 90% dei quali a marchio privato (Private Label).
Per Il presidente Pecorino: “La competitività del mercato diventa per noi una sfida, più che una criticità, è la capacità di intercettare per ogni Paese le preferenze di gusto e le nuove tendenze dei consumatori, come ampliare la gamma con prodotti innovativi, per esempio, con i pesti vegani e bio”. Intanto, l’azienda ha confermato il lancio della nuova linea dei legumi, vellutate e minestroni, già a partire dal prossimo ottobre.
L’azienda ha chiuso il bilancio 2020 con un fatturato complessivo di oltre 30 milioni di euro, registrando un aumento dei volumi di affari rispetto all’anno precedente di quasi il 40%. Se si analizza il rapporto tra il primo mese dell’anno con quello precedente dell’ultimo triennio (gennaio 2019-20 e gennaio 20-21) il trend di crescita è stato costante: quest’anno addirittura del 45%.
Il prossimo impegno sul fronte dell’innovazione assunto dall’azienda agroalimentare, è l’ampliamento dello stabilimento che a passerà a 80 mila metri quadrati, con 25 mila metri quadrati di superficie coperta, una parte della quale sarà attrezzata con cucine e aree di sterilizzazione dedicate per consentire il prima possibile, nei primi mesi del 2022 il lancio della prima linea del “fresco” di salse di pomodorino ciliegino e datterino, prodotti 100% siciliani, con una shelf-life breve e destinata per questo al mercato italiano.
Contestualmente, si lavora al primo impianto in Sicilia per il confezionamento in doypack. Un’idea che ha una doppia valenza, in quanto intercetta da un lato le preferenze dei consumatori stranieri, dall’altro avrà un enorme impatto sul versante della sostenibilità ambientale. “Un investimento che garantirà di raddoppiare il fatturato nei successivi 24 mesi”, assicura Pecorino.
Il gusto 100% italiano, con le materie prime prevalentemente siciliane, è già presente, oltre che nel Nord Europa (soprattutto Germania, Belgio, Inghilterra) nelle principali catene internazionali di distribuzione presenti negli Stati Uniti, Emirati Arabi, Giappone e Corea del Sud.
Il presidente Francesco Pecorino: “Sono quattro aree strategiche nelle quali abbiamo concentrato studi di settore e investimenti per i prossimi 2 anni. Puntiamo su queste aree perché guardano con sempre maggiore interesse alla cucina ai prodotti italiani. Il made in Italy è sinonimo di qualità. Inoltre, la presenza degli italiani all’Estero, e soprattutto in queste aree, è sempre più consistente. L’operazione di marketing che stiamo portando avanti è quella di unire la tradizione Italiana, che ha una riconoscibilità in tutto il mondo con l’eccellenza di materie prime siciliane provenienti da una filiera certificata e rigorosa, intercettando le tipicità che ogni popolo esprime nel proprio paniere d’acquisto, mixando i nostri ingredienti con i sapori del luogo creando un prodotto che sia di nicchia, gourmet, disponibile negli scaffali”.
Non stupisce come le 2 referenze più performanti siano due must della cucina mediterranea: i sughi di pomodoro 100% siciliano al Ciliegino e Datterino e i pesti al basilico con e senza aglio, che insieme costituiscono quasi l’80% dell’intero fatturato. Ma, allo stesso tempo, per il mercato americano è nato il sugo al formaggio, in Corea del Sud a vincere, tra le varietà di sughi al pomodoro, sono le referenze all’aglio e alla ricotta, negli Emirati Arabi, dove c’è molta richiesta di prodotti a base di tartufo arriverà a breve anche il pesto di tartufo. Pronte già le nuove etichette di sughi che arriveranno in Israele.
L’interesse è crescente anche per il mercato on-line, Gustibus guarda ai colossi come Alibaba, con cui l’azienda ha firmato un accordo per aprire una vetrina: si parte con 6 prodotti, per salire presto a 15, con l’obiettivo di gestire una vetrina con una cinquantina di prodotti a marchio.
Gustibus getta le basi, dunque, per poter competere con i colossi della grande distribuzione nazionale. E lo fa con tutte le carte in regola, letteralmente. Non ultime, quelle che hanno permesso di ottenere di recente la certificazione 231, un modello organizzativo che rende le procedure interne più trasparenti, che costituisce, non solo un’occasione di crescita e sviluppo per l’impresa, ma anche un presidio di legalità. Il protocollo infatti, imporrà che tutti i fornitori Gustibus debbano rispondere a precisi requisiti.
Una certificazione che si aggiunge alle altre già ottenute: IFS International Food Standard; BRC, British Retail Consortium; ISO 22005; UTZ; RSPO; FDA; HACCP.

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