Cinquant’anni di Valle del Dittaino, la cooperativa di agricoltori che nel 1976 creò il primo stabilimento di panificazione verticale in Europa, portando la pagnotta di “casa” già confezionata e tagliata oltre lo Stretto
Oggi l’azienda guarda al futuro con investimenti per il triennio 2025-28 di 23 milioni di euro
Sforna ogni anno 8 mila tonnellate di pane che arrivano nelle tavole di milioni di italiani
Assoro, 24 maggio 2026 – La Cooperativa Valle del Dittaino compie cinquant’anni e celebra la sua lunga storia di passione, di sacrifici e di lungimiranza, nata attorno alla produzione del grano duro siciliano. Una “festa del grano” quella organizzata sabato scorso all’interno dello stabilimento trasformato per l’occasione in un granaio dei tipici paesaggi rurali estivi, tra spighe gialle, balle di fieno, banconi di legno in cui decine di bambini hanno giocato a fare il “pane”, come lo facevano le nonne in casa. E ancora musica, ritmi di oggi, mixati a melodie antiche scandite da marranzani e tamburelli dei tradizionali canti contadini che accompagnavano un tempo i momenti della mietitura e la trebbiatura per la fatica ed auspicare un buon raccolto. Oltre 500 persone hanno partecipato all’evento: Tra loro, gli 85 dipendenti con le loro famiglie, i collaboratori, gli amici e 3 generazioni di soci fondatori che il 22 maggio del 1976 firmarono l’atto costitutivo con cui gettarono il seme di quello che da lì a breve (1985) sarebbe diventato il primo stabilimento di panificazione in Europa che realizzava il cosiddetto processo di verticalizzazione degli impianti, condensando, cioè, in un’unica linea la raccolta del grano, lo stoccaggio e la conservazione, la molitura, l’impasto e la cottura, il confezionamento.
Coraggiosi produttori di grano che sotto la spinta rivoluzionaria e visionaria dell’agronomo Antonino Tusa cambiarono il volto di quelle terre “siccagne” dell’entro terra siciliano, dimostrando come un gruppo di agricoltori era capace anche di fare impresa e far nascere qualcosa di straordinario per quegli anni. Un modo per affrontare la crisi di mercato che rischiava di schiacciare nella morsa di una concorrenza spietata i piccoli produttori siciliani che sembravano così lontani dai circuiti internazionali dei primi anni Ottanta.
Dal pane fresco di grano duro con lievito madre Criscenti, ma fatto in produzione industriale, la cooperativa riuscì presto a compiere un altro piccolo miracolo: realizzare la prima pagnotta confezionata in atmosfera modificata, già tagliata a fette, che oltrepassava lo stretto di Messina finendo sulle tavole delle famiglie del nord Italia, affacciandosi così alla Grande Distribuzione.
Un’altra conquista dei produttori è stato il riconoscimento della Pagnotta del Dittaino DOP nel 2009. Sabato è stata anche “La pagnotta del Dittaino DOP Day”, un’occasione per accendere un focus con esperti di settore, sulle opportunità offerte dalle certificazioni europee, il ruolo dei disciplinari di produzione, oltre ad evidenziare l’importanza dell’aggregazione tra operatori, elemento chiave per superare le criticità strutturali e costruire strategie comuni di sviluppo.
Con la materia prima di eccellenza, il grano duro siciliano, la cooperativa Valle del Dittaino ha costruito la sua storia, ma con il passare del tempo accanto al prodotto di punta, ha affiancato nuovi prodotti, che ancora di più rispondono alle nuove esigenze dei consumatori, realizzati soprattutto con il grano tenero. Le ultime novità sfornate sono: il Pan brioches e il Panino gourmet, ideale per realizzare gli smash-burger, molto apprezzati soprattutto dai più giovani.
Oggi la cooperativa è un’azienda leader in Italia nel settore della panificazione con grano di filiera, tra i principali fornitori a marchio privato della Gdo, con un fatturato che ha raggiunto nel 2025, i 22 milioni di euro. “Stiamo lavorando per rafforzare l’organizzazione commerciale per presidiare nuovi canali di vendita come il Foodservice/Horeca”, ha sottolineato il presidente Biagio Pecorino. Il management ha lavorato negli anni ad importanti investimenti: oltre alla costruzione di secondo mulino di grano tenero, realizzando di fatto la prima filiera di grano tenero siciliano, per il triennio 2025-28 sono stati previsti investimenti per 23 milioni di euro per la realizzazione una nuova sala impasti, un magazzino di circa 3 mila metri quadrati, destinato alla logistica per l’ottimizzazione dei flussi, e due linee produttive per prodotti da forno anche al fine di aumentare la quantità e, soprattutto la qualità, delle produzioni conseguite. Ogni anno ben 8.000 tonnellate di pane escono dagli stabilimenti per giungere nelle tavole di milioni di italiani. “Parallelamente –ha detto il presidente Biagio Pecorino – vi è un impegno ad aumentare il livello del capitale umano, ampliando l’organico con diverse figure per supportare al meglio gli aspetti tecnici e di mercato. Oggi più che mai nel raccontare i nostri primi cinquant’anni di storia, prepariamo la strada per i prossimi 50 anni”.


