Il settore edile, sul territorio di Enna cresce del 22,60% rispetto allo stesso periodo del 2019 però, nonostante la ripresa, il comparto a causa delle lacune del sistema e del malgoverno diventa estremamente vulnerabile alle infiltrazioni criminali e agli appetiti delle mafie.
Infatti, causa la debolezza economica delle imprese già pià piegate dalle due ondate Covid e dal rincaro dei materiali da costruzioni, il settore può diventare estremamente permeabile all’usura per prestiti paralleli con i clan.
L’intera rete istituzionale deve fare fronte unico contro le mafie nel denunciare qualsiasi fenomeno distorsivo del sistema e contrastarlo con i mezzi a disposizione e ciò indipendentemente dalla ampiezza della faglia nel sistema.
Quasi sempre a fronte della debolezza finanziaria delle imprese è noto che anche soggetti sani rischiano di essere fagocitati dai clan che in cambio di denaro non ne pretendono spesso la restituzione ma la gestione di parte delle attività per assicurarsi il controllo del territorio.
Certo è che il mancato pagamento delle imprese da parte della Regione Sicilia che ha bloccato i pagamenti da circa 10 mesi per definire il piano di attribuzione dei residui attivi rischia di mettere far crollare o consegnare nelle mani del sistema criminale il fragile sistema imprenditoriale del nostro territorio.
Molte aziende, infatti, denunciano di avere difficoltà nell’adempimento dei contributi erariali e nel pagamento dei fornitori mentre quasi tutti gli istituti di credito stanno chiedendo l’immediato rientro delle anticipazioni erogati alle imprese.
Il settore rischia di crollare e nel crollo, prima del rilancio definitivo, rischiano di venire meno i principi cardine della tenuta democratica.
Facciamo appello alle Istituzioni tutte e ai rappresentanti politici di farsi carico insieme a noi di questa delicata questione che va risolta.
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