Finanza: Si avvicina l’ora della stretta
La Federal Reserve (Banca Centrale Americana) non ha apportato modifiche alla politica monetaria nella sua ultima riunione di mercoledì 28 luglio, ma ha fatto intendere che si stanno verificando le condizioni per un graduale ritiro degli acquisti mensili, da 120 milioni di dollari al mese, in considerazione di una economia che ha compiuto notevoli progressi sia sul fronte dell’occupazione sia su quello della stabilità dei prezzi.
Il dato relativo al Pil (prodotto interno lordo) del secondo trimestre 2021 è stato del 6,5% inoltre Jerome Powell ha riconosciuto che, visto le dinamiche economiche, l’inflazione potrebbe risultare più alta e persistente delle attese.
Nello stesso giorno il Fondo Monetario internazionale ha confermato le stime di crescita del Pil per il 2021 al 6% e stimando al 4,9%, in crescita rispetto alle precedenti del 4,4%, del 2022.
Sottolineando peraltro una netta disparità di crescita tra i paesi in cui la popolazione risulta maggiormente vaccinata rispetto ai paesi cosiddetti emergenti nei quali la percentuale di popolazione vaccinata risulta ancora all’11% circa.
La settimana è stata ricca di dati visto che le grandi multinazionali tecnologiche hanno diramato le loro trimestrali che risultano essere in grande rialzo, basti pensare che aziende come Microsoft, Apple ed Alphabet hanno più che raddoppiato gli utili rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
La curiosità della settimana arriva dall’Italia dove dopo un decennio circa di negoziazioni pare che sia stato raggiunto l’accordo per l’acquisto di Mps da parte di Unicredit, finalmente, aggiungo, si risolve un annoso nodo del sistema bancario italiano.
Dott. Alberto Dottore
Consulente Finanziario



Grazie Alberto,
Sei un chiarissimo divulgatore di economia…
Complimenti e buona giornata
Luigi