Finanza: Anche i potenti sbagliano
Ultimamente abbiamo assistito a due importanti incontri il cui tema da discutere è stato “il clima”.
Nel primo a Roma durante il G20 si è raggiunto un nulla di fatto perché oltre agli assenti Cina e Russia, anche l’india ha fatto saltare gli accordi dichiarando di essere disposta ad abbassare le emissioni di carbonio sino al 50% solo entro il 2070 anziché entro il 2050 come era stato proposto.
Anche nel secondo incontro a Glasgow durante il cosiddetto Cop 26 i grandi sembrano essere stati poco inclini al raggiungimento di un accordo globale che possa salvare il pianeta da un tragico surriscaldamento.
Nella giornata di lunedì scorso 15 Novembre si sono poi incontrati i leader di Usa e Cina che hanno fatto tirare un sospiro di sollievo decidendo di venirsi incontro sia per quanto riguarda il tema Clima sia per altri interessi di carattere commerciale.
Al di là di tutto questo il tema rimane importante dal punto di vista strategico per molti asset managers che vedono nel settore enormi investimenti.
Ma la notizia della settimana riguarda l’uomo più ricco al mondo, il proprietario di Tesla, Elon Musk che per un errore di valutazione deve pagare al fisco americano 12,5 miliardi di dollari, equivalenti al Pil di molte economie emergenti, per una plusvalenza derivata da acquisti di opzioni sui titoli Tesla effettuati nel 2012, quando il titolo quotava 6,24 dollari e l’esercizio degli stessi oggi che valgono 1200 dollari circa.
Se Musk avesse deciso di esercitare l’opzione man mano che maturava il diritto nel corso di questo decennio gli esperti di Fortune calcolano che avrebbe pagato tasse per 680 milioni di dollari circa.
Dott. Alberto Dottore
Consulente Finanziario


