Cultura ed eventi. E’ il nome del “Pozzo di San Patrizio” del bilancio comunale di Enna e che nelle previsioni di inizio anno valeva oltre 200 mila euro. Questo capitolo di spesa dovrebbe servire per la programmazione di tutti gli eventi che si svolgono in città a partire dal Venerdì Santo al 2 luglio. Ma a quanto pare invece non è affatto così come afferma il consigliere comunale del Pd Marco Greco.
“Il capitolo per eventi e cultura è unico e comprende di tutto , dalla festa patronale alle feste religiose, dalla stagione teatrale al Natale. In teoria il Consiglio Comunale approva in bilancio un’unica somma di denaro comprensiva di tutto. Il potere del Consiglio Comunale finisce qui perché poi la discrezionalità di spesa è tutta della Giunta che dunque può attingere da questo capitolo come meglio crede. Addirittura può anche capitare (ed è successo spessissimo) che da questo capitolo si attingano somme anche per spese diverse da quelle per cui si è espresso il Consiglio Comunale. Ci tengo a sottolineare che tecnicamente operazioni del genere sono consentite ma un metodo del genere politicamente lascia molte perplessità, per non parlare del fatto che sacrifica in toto una seria programmazione”
Cosa comporta una mancata programmazione economico finanziaria di questo tipo?
“Può capitare ad esempio (come successo quest’anno) che l’amministrazione chieda al consiglio comunale di inserire all’interno della voce del bilancio “eventi e cultura” 40.000 euro per il Premio Neglia già ad Aprile. Poi succede che questa stessa somma venga nuovamente richiesta a Giugno, in sede di assestamento di bilancio, perché nel frattempo le somme previste ad Aprile sono state spese diversamente”
Un capitolo che a quanto pare non prevede nessun regolamento per l’assegnazione delle somme e dove tutti vanno a battere cassa.
“Proprio così – continua Greco – non c’è un vero criterio di assegnazione, nessun parametro oggettivo, nessuna suddivisione delle somme in maniera chiara e puntuale fatta a inizio anno. E’ tutto lasciato alla discrezionalità dell’amministrazione. Quindi può capitare che l’associazione o confraternita x sia più fortunata dell’associazione o confraternita y e ottenga un contributo maggiore sulla base di valutazione puramente discrezionali demandate alla Giunta e su cui il Consiglio Comunale non può pronunciarsi in maniera vincolante. A mio avviso sarebbe opportuno approvare a inizio anno un calendario delle feste religiose e degli eventi, stabilire a monte le somme da destinare ad ogni confraternita o associazione sulla base dell’offerta culturale proposta, darsi delle regole.
Capisco che bisogna essere anche flessibili in alcuni casi, ma la programmazione è fondamentale se non si vuole arrivare a vedere lo scempio visto quest’anno con la Festa Patronale, ad esempio”.
“Cosa è successo?”
A fine Giugno ci siamo trovati costretti a celebrare un Consiglio Comunale in fretta e furia per destinare delle somme extra necessarie alla festa patronale. Parlo di somme extra perché ovviamente queste somme erano già state preventivate ad Aprile, per tempo, all’interno della macro voce “eventi e cultura” di cui vi parlavo prima ma poi evidentemente sono state spese in altro modo e ci siamo ritrovati senza soldi a ridosso della festa patronale. In quel Consiglio le opposizioni votarono la mini manovra per senso di responsabilità verso la città ma avremmo potuto anche non farlo visto che l’amministrazione aveva avuto già quelle somme ad Aprile. Come si pretende un concerto di caratura nazionale per la festa patronale se a pochi giorni dal 2 Luglio non si hanno neanche le somme in bilancio per organizzarlo?”
Importante deve però essere anche il ruolo dei privati…
” Certamente. Per alcune iniziative come sovvenzionatore non si può cercare solamente il Comune. Se si vogliono organizzare determinati eventi che siano di promozione complessiva della città anche i privati devono fare la loro parte. L’amministrazione ha il compito però di mettere a sistema tutti: imprenditori, confraternite e promotori culturali. Deve fare da collante insomma. Bisogna fare squadra come avviene in tanti piccoli comuni siciliani che offrono, non si offenda nessuno, un’offerta culturale di gran lunga migliore della nostra. Basti guardare al Mosaico Fest di Piazza Armerina o alla stagione estiva troinese o agli spettacoli organizzati a Capizzi per la festa di San Giacomo. Tutti comuni più piccoli di Enna che riescono ad offrire molto di più ai propri concittadini perché hanno capito, prima di noi, che facendo squadra si ottengono grossi risultati.
Purtroppo tutto ciò non è avvenuto e l’assenza di programmazione, prima di tutto economica, inevitabilmente porta all’improvvisazione che ha caratterizzato l’estate ennese”


