Energia: l’arti.177 del codice degli appalti avrebbe conseguenze devastanti per l’isola di Ustica . Filctem: “Peculiarità delle isole minori ignorate dal legislatore”
Palermo, 20 lug- L’applicazione dell’ art.177 del codice degli appalti “avrebbe conseguenze devastanti per l’isola di Ustica, questa scelta provocherebbe infatti la destrutturazione del processo verticalmente integrato di produzione, distribuzione e vendita dell’energia elettrica nell’isola e di conseguenza verrebbe meno la garanzia stessa di qualità e continuità del servizio elettrico erogato ai cittadini usticesi”. Lo denuncia la Filctem Cgil Sicilia che con i segretari generali regionale e di Palermo Gacomo Rota e Calogero Guzzetta e il segretario regionale Francesco Lannino ha tenuto nei giorni scorsi assemblee dei lavoratori, che il 30 giugno hanno aderito in massa allo sciopero nazionale unitario indetto dai sindacati. Gli esponenti della Filctem rilevano che “ le peculiarità delle isole minori, che si configurano come sistemi isolati perchè non collegati alla rete di trasmissione nazionale, quasi sempre sono sconosciute al legislatore, che deve sostenere e non disgregare un servizio che ha raggiunto il livello di eccellenza”. L’’isola di Ustica ha tra i suoi primati anche quello di avere raggiunto anticipatamente e addirittura superato gli obiettivi fissati dal ministero al 31 dicembre 2020 per la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili. “Parliamo dunque di un’eccellenza- dicono Rota, Guzzetta e Lannino- che va consolidata, non destrutturata”. La Filctem rileva anche la necessità di accelerare l’iter autorizzativo per consentire l’avvio dei lavori preliminari al trasferimento della Centrale elettrica D’Anna e Bonaccorsi ”una scelta fondamentale e coerente sia con la necessità di collocare la centrale in una specifica area industriale che con le ineludibili esigenze di carattere tecnico, proprie del nuovo sistema energetico”. “L’esperienza usticense – affermano Rota, Guzzetta e Lannino- dimostra la possibilità concreta di sviluppare una logica strategica di sistema che per valorizzare la transizione energetica coerentemente con gli indirizzi nazionali ed europei, nella imprescindibile direzione ambientalmente e socialmente sostenibile, deve scongiurare le pericolose ed incomprensibili distonie rappresentate dall’art 177 del codice degli appalti e normalizzare gli iter autorizzativi, altrimenti non compatibili con gli standard del Pnrr”.


