CRISAFULLI – FAISA CISAL: “DOPO UNA GARA MILIONARIA IL TPL FA ACQUA DA TUTTE
LE PARTI” SCIOPERO DI 24 ORE IN INTERBUS, SEGESTA, RUSSO ED ETNA TRASPORTI
La FAISA CISAL proclama lo sciopero di 24 ore per venerdì 16 gennaio 2026, quarta battuta di sciopero e terzo sciopero di 24
ore, che coinvolgerà il personale delle aziende Interbus, Etna Trasporti, Segesta Autolinee e Autoservizi Russo.
Nella stessa giornata del 16 gennaio, la FAISA CISAL sta organizzando un sit-in di protesta, i cui dettagli organizzativi saranno
comunicati a breve, per dare voce pubblica ai lavoratori e denunciare apertamente una situazione che ha ormai superato ogni
limite di tollerabilità.
Siamo arrivati alla quarta azione di sciopero perché ogni segnalazione, ogni richiesta di intervento e ogni tentativo di
confronto sono rimasti senza risposte, mentre, a fronte di una gara di affidamento milionaria, il servizio di trasporto pubblico
locale in Sicilia mostra carenze strutturali diffuse e in molti casi risulta persino peggiorato, con effetti diretti e gravissimi sulla
sicurezza dei dipendenti e dell’utenza.
Le aziende continuano a operare nonostante sanzioni già elevate dalle forze dell’ordine, numerose segnalazioni trasmesse agli
organi competenti e una sentenza del Tribunale di Palermo che ha chiarito l’illegittimità di precise organizzazioni del lavoro,
senza che nulla sia cambiato, nel silenzio assordante delle istituzioni, di chi dovrebbe vigilare e dei consorzi vincitori di gara.
Alle criticità già note si aggiunge un ulteriore elemento di estrema gravità che si sta registrando proprio in questo periodo, in
quanto con la scusa della sospensione delle linee scolastiche durante il periodo natalizio, le aziende stanno svolgendo un
servizio fortemente ridotto, con accorpamenti e soppressioni di corse che, secondo quanto risulta alla scrivente
organizzazione sindacale, non sono episodici ma diffusi, con pesanti ricadute sia sull’utenza sia sui lavoratori.
Tali scelte organizzative gravano ulteriormente sui dipendenti, aumentando carichi di lavoro, stress operativo e criticità sulla
sicurezza, in un contesto già segnato da violazioni contrattuali e normative, tra cui la violazione degli articoli 3 e 4 del CCNL
Autoferrotranvieri 1976, il superamento sistematico dei limiti massimi dell’orario di lavoro con l’impiego di turni di lavoro che
superano anche le 14 ore complessive, una condizione incompatibile con qualsiasi principio di sicurezza, che espone gli
operatori d’esercizio a livelli di stanchezza e stress tali da costituire un grave nocumento per la sicurezza stradale, per la
salute dei lavoratori e per l’incolumità dell’utenza, il mancato adeguamento dei contratti part-time, il mancato pagamento
dei corsi e delle ore di formazione per il rinnovo della CQC, la mancata applicazione del Regolamento CE 561/06 e tempi di
percorrenza del tutto inadeguati.
La FAISA CISAL chiede formalmente all’Assessorato regionale competente se siano state effettuate le dovute verifiche sulle
numerose linee segnalate a partire dal mese di settembre ad oggi che risultano non essere state svolte regolarmente e se, a
fronte di tali mancate effettuazioni, siano state applicate sanzioni eContestualmente, si chiede di verificare la legittimità degli accorpamenti e delle soppressioni di corse che si stanno
registrando in questo periodo e se tali pratiche siano compatibili con i contratti di servizio e con la tutela della sicurezza dei
lavoratori e dell’utenza, considerato che tali scelte stanno ulteriormente aggravando condizioni di lavoro già critiche.
Dichiarazione di Crisafulli Salvatore, Coordinatore Regionale FAISA CISAL Sicilia:
«Dopo una gara milionaria assistiamo a un servizio che perde pezzi, a corse soppresse, accorpamenti arbitrari
e a un’organizzazione del lavoro che continua a mettere a rischio la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia.
Sanzioni, segnalazioni e sentenze sono rimaste lettera morta. Oggi chiediamo conto anche delle risorse
pubbliche già erogate per servizi che non risultano svolti. Se le istituzioni continueranno a tacere, qualcuno
dovrà assumersi fino in fondo la responsabilità di ciò che sta accadendo».
Lo sciopero del 16 gennaio 2026 e il sit-in annunciato rappresentano un atto di denuncia e di responsabilità, non solo
sindacale ma civile, di fronte a un sistema che continua a ignorare regole, sicurezza e diritti.
In assenza di risposte immediate, verifiche reali e interventi concreti, la FAISA CISAL annuncia che la mobilitazione
proseguirà e sarà ulteriormente inasprita, perché sulla sicurezza, sulla legalità e sull’uso delle risorse pubbliche non sono
ammessi compromessi.
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