Corruzione: Mannino ( Cgil Sicilia), certificato ancora una volta il degrado morale delle istituzioni regionali
“L’unica risposta sensata è un’autoriforma che ridia alla regione il ruolo di programmazione e indirizzo invece di quello improprio di gestione senza regole della spesa pubblica. Ma il governo finora non è voluto andare in questa direzione”
Palermo, 16 gen- “L’ultima vicenda giudiziaria, che coinvolge il deputato di Fi Mancuso, certifica ancora una volta il degrado morale delle istituzioni siciliane. Di fronte a questo la prima domanda da porsi è come sia possibile che un singolo deputato riesca a incidere su scelte e processi amministrativi. E la risposta è semplice: la regione siciliana si è trasformata in un centro di gestione della spesa pubblica al di fuori di ogni regola”. Lo dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, che aggiunge: “Questo sta determinando storture e illeciti, con una spesa pubblica finalizzata non a fare crescere la Sicilia ma al consenso politico e agli arricchimenti personali. C’è perlatro una questione morale che va anche al di là dei profili penali che si vanno aprendo”. Per Mannino dunque la seconda domanda da porsi è “se la politica è in grado di produrre una rottura con questo sistema , con una autoriforma che ridia alla regione il ruolo di programmazione e indirizzo, togliendo ogni possibilità ai maneggioni della spesa pubblica. Solo così – sottolinea- può affermarsi una nuova idea di Sicilia. E’ questa l’unica risposta sensata che ci aspetteremmo”. Il segretario della Cgil ricorda che “più volte il sindacato ha rilevato che il governo a guida Schifani non è all’altezza della situazione e non affronta i problemi di fondo. La dimostrazione – sottolinea- è anche il non avere voluto accogliere le richieste di regole più stringenti per la spesa pubblica, come ad esempio quelle contenute nel protocollo di intesa su appalti e legalità proposto dalla Cgil ”. Mannino rileva che “ finchè proseguirà questo sistema senza regole di gestione della spesa pubblica, scavalcando anche gli enti territoriali, si continuerà a parlare di questione morale e di inchieste penali e , cosa ancora più grave, le risorse pubbliche, che dovrebbero servire per promuovere sviluppo, occupazione e benessere collettivo, saranno piegate a interessi particolari e personali. E’ dunque un sistema da interrompere- conclude il segretario della cgil, ed è questa la risposta che dovrebbe venire dalla politica, una risposta che temo non arriverà certificando nuovamente l’inadeguatezza di chi è al governo. Mi auguro di essere smentito”.


