Sono trascorsi venticinque anni dalla scomparsa di Giovanni Becchina, in arte Gianbecchina, tra i più autorevoli pittori siciliani del Novecento.
Nell’occasione, il “Centro d’arte Raffaello” ha voluto omaggiare il grande Maestro con una mostra, inaugurata lo scorso sabato 9 maggio alla presenza di numerose autorità istituzionali.
“Gianbecchina, poeta dell’identità siciliana”, è il titolo dell’esposizione allestita negli spazi della Chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano, che sorge a Palermo in vicolo San Michele Arcangelo, all’interno del Complesso Monumentale di Casa Professa.
Le opere, una trentina di lavori realizzati nell’arco di sessant’anni, rimarranno fruibili fino al prossimo 24 maggio con ingresso gratuito: martedì dalle 9:30 alle 13:30, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9:30 alle 13:30 e dalle 15:00 alle 18:00, con ultimo ingresso al pubblico alle ore 17:30.
Sabato e domenica, invece, orario continuato dalle 10:00 alle 17: 00, con ultimo ingresso al pubblico fissato per le ore 16:30.
“Gianbecchina, poeta dell’identità siciliana” è visionabile anche sul sito raffaellogalleria.com alla voce “Mostra in corso”.
Il vernissage – che ha presentato la mostra in anteprima ad addetti ai lavori e amanti dell’arte – ha registrato una presenza numerosa e qualificata da parte del pubblico, accorso numeroso anche nella giornata successiva di domenica 10 maggio: i visitatori hanno partecipato con entusiasmo al secondo evento della rassegna celebrativa che il “Centro d’arte Raffaello” ha organizzato nell’anno in cui taglia il traguardo del quarantesimo anno di attività.
Il ciclo di incontri “Storie e dialoghi”, ideato dal direttore artistico della galleria Sabrina Di Gesaro – figlia del fondatore Angelo Di Gesaro – e dal critico e storico d’arte Tanino Bonifacio, ha preso il via lo scorso 11 aprile con una bipersonale dedicata a Salvador Dalì e Nicholas Stedman, tenutasi nella sede di via Emanuele Notarbartolo 9/E che ospiterà anche i prossimi appuntamenti della kermesse artistica, in programma fino al 19 dicembre prossimo.
L’evento dedicato a Gianbecchina è pertanto l’unico a tenersi fuori dai consueti spazi espositivi del “Centro d’arte Raffaello” – la cui sede “storica” si trova ancora in via Resuttana 414 – e, nello specifico, in un luogo pregno di significati che trascendono l’arte e la cultura stesse: fu proprio tra le mura della vicina Biblioteca Comunale, ricadente nello stesso Complesso di Casa Professa, che il giudice Paolo Borsellino tenne l’ultimo discorso pubblico il 25 giugno del 1992, poche settimane prima della sua tragica scomparsa.
È stato Giampiero Cannella, già vicesindaco di Palermo e attuale sottosegretario di Stato alla Cultura, a volere fortemente che la personale si tenesse nella Chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano, ormai divenuta uno dei poli cittadini più ambiti e apprezzati per lo svolgimento di eventi artistici e iniziative di alto profilo.
Al vernissage hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il consigliere comunale Antonio Rini, Claudia Fucarino e Raimondo Liotta, rispettivamente funzionaria culturale e segretario generale del Comune di Palermo.
L’avvocato Raimondo Liotta, nello specifico, ricopre anche il ruolo di commissario straordinario del Comune di Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento: il luogo dove Gianbecchina nacque nel 1909 e si spense all’età di novantadue anni.
Durante i lavori di apertura ufficiale della mostra, la dottoressa Sabrina Di Gesaro ha ringraziato sentitamente l’amministrazione comunale per la concessione degli spazi della Chiesa, un gioiello esistente dal 1149: originariamente dedicato a San Leonardo, l’edificio, ricostruito nella seconda metà del XIX secolo, fu successivamente intitolato ai Santi Crispino e Crispiniano, dal nome dei protettori della Maestranza dei Calzolai che vi si trasferì nel 1620.
Un luogo carico di suggestioni, come ha sottolineato lo stesso primo cittadino esaltando il tratto identitario dell’artista ed evidenziando il ruolo di primo piano che il “Centro d’arte Raffaello” svolge a beneficio della cultura in città.
“Gianbecchina, poeta dell’identità siciliana” ha preso il via, non a caso, nel giorno di apertura del programma ufficiale del 2026 della Settimana delle Culture del Comune di Palermo, che ha dato il patrocinio all’intero ciclo di appuntamenti a cura del “Centro d’arte Raffaello”.
“Le opere esposte – spiega Sabrina Di Gesaro – raccontano i vari linguaggi del Maestro siciliano: fanno parte della collezione della galleria e sono il frutto della collaborazione che, negli anni, abbiamo instaurato con Gianbecchina”.
Si tratta di lavori unici, oli su tela, oli su masonite e acquerelli.
“Al nucleo di quelle da noi custodite, il più consistente dell’esposizione – aggiunge – si sono aggiunte altre quattro opere, gentilmente fornite dall’Archivio Gianbecchina, nella persona del figlio Alessandro Becchina”.
Quest’ultimo ha partecipato all’evento, a testimonianza di un impegno culturale sempre vivo nella volontà di trasmettere l’immensa eredità umana e artistica lasciata dal padre.
“Con questa mostra – dichiara Tanino Bonifacio – si apre il sipario sullo scenario dell’opera di Gianbecchina, che racconta dell’umanità e della natura in Sicilia: una terra dura e difficile, contrassegnata da un paesaggio di grande bellezza, tra colori, forme, odori, presenza del sacro e del divino”.
Il calendario di “Storie e dialoghi” proseguirà con Mario Schifano e Dario Schelfi dal 6 al 23 giugno e con Joan Mirò e Navarra dal 26 ottobre al 14 novembre.
L’ultimo appuntamento è previsto dal 23 novembre al 19 dicembre, con Renato Guttuso e Marco Favata.
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