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Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia, Cateno De Luca portavoce unico della lista per le Politiche. Meloni: «La vostra crescita è una risorsa per l’intera nazione»

Riccardo Ottobre 29, 2026 8 minuti letti

Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia, Cateno De Luca portavoce unico della lista per le Politiche. Meloni: «La vostra crescita è una risorsa per l’intera nazione»

Si chiude a Roma la convention “L’Italia dei Territori” con la presentazione del simbolo elettorale e l’avvio della nuova fase politica nel centrodestra nazionale. De Luca: «Non abbiamo chiesto posti garantiti. Vogliamo essere un valore aggiunto e portare i sindaci in Parlamento». Interventi di Crosetto, Galvagno e dei rappresentanti della federazione.

Roma, 29 ottobre 2026 – Si è conclusa oggi a Roma la convention nazionale “L’Italia dei Territori”, promossa da Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia, con l’ufficializzazione di Cateno De Luca quale portavoce unico della lista che parteciperà alle prossime elezioni politiche nell’ambito della coalizione di centrodestra e la presentazione del nuovo simbolo elettorale.

Tre giornate di confronto politico e istituzionale che hanno visto la partecipazione di rappresentanti del Governo, del Parlamento, delle istituzioni regionali e di amministratori locali provenienti da tutta Italia. Un percorso culminato nella definizione della nuova fase organizzativa della federazione, che punta a trasformare le esperienze maturate nei Comuni in una proposta politica nazionale, mantenendo al centro autonomia, identità territoriali e capacità amministrativa.

A caratterizzare la giornata conclusiva è stato l’intervento, in collegamento da Palazzo Chigi, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha riconosciuto il valore della sfida politica avviata da Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia.

«Vi devo riconoscere una bella dose di coraggio per questo, forse addirittura un pizzico di follia», ha dichiarato Meloni, richiamando le difficoltà di costruire e radicare un nuovo soggetto politico a pochi mesi dalle elezioni.

La presidente del Consiglio ha rivolto un ringraziamento particolare agli amministratori locali, definiti «eroi della politica», sottolineando come i sindaci rappresentino il primo punto di riferimento dei cittadini e svolgano quotidianamente un ruolo fondamentale nel rapporto tra istituzioni e comunità.

Meloni ha quindi evidenziato il significato politico del nuovo progetto, riconoscendo le differenti provenienze ed esperienze amministrative che lo compongono.

«L’Italia non si governa contro i territori e non si governa senza i territori, si governa con i territori ed è per questo che la vostra crescita e il vostro contributo sono una risorsa per noi, sono una risorsa per l’intera nazione, perché più forte sarà la voce dei territori, più unita, coesa e competitiva sarà la nostra Italia».

Nel suo intervento Meloni ha inoltre richiamato le principali linee dell’azione del Governo, con particolare riferimento allo sviluppo del Mezzogiorno, agli investimenti, alle infrastrutture, alle politiche di coesione, all’economia del mare e alle misure contenute nella nuova legge di bilancio. Centrale anche il tema delle opportunità per i giovani e della necessità di creare le condizioni affinché possano scegliere di restare o tornare nei territori di origine.

La nomina di Cateno De Luca a portavoce unico è stata annunciata nel corso di un momento pubblico che ha visto protagonisti il deputato Francesco Gallo, la presidente di Sud chiama Nord Laura Castelli, il presidente di Sindaci d’Italia Ernesto Magorno e Carlo Bottani.

«Mettere insieme le nostre competenze e conoscenze per raccontare a questo Paese quello che poi effettivamente vuole, quindi una classe dirigente che sappia di che cosa si parla quando si parla di comuni, territori, norme, riforme», ha affermato la presidente di Sud chiama Nord Laura Castelli.

Nella relazione conclusiva Cateno De Luca ha ripercorso le tappe della propria esperienza politica, dalla nascita di Sicilia Vera nel 2007 alla costituzione di Sud chiama Nord nel 2022, fino all’incontro con Sindaci d’Italia e alla scelta di partecipare alla prossima competizione elettorale nazionale all’interno del centrodestra.

«Noi siamo il partito dei sindaci, siamo il partito dei territori», ha affermato De Luca, ribadendo come il progetto non nasca da un’operazione costruita esclusivamente in funzione delle elezioni, ma da un percorso amministrativo e politico consolidato negli anni.

Il leader di Sud chiama Nord ha spiegato le ragioni della nuova alleanza, sottolineando la volontà di contribuire alla costruzione di una proposta politica nazionale senza rinunciare alla propria identità autonomista.

«Noi siamo pronti ad esprimere la nostra identità all’interno di una strategia di centrodestra», ha dichiarato, evidenziando come l’obiettivo sia rappresentare un contributo riconoscibile e autonomo.

Un passaggio particolarmente significativo della relazione ha riguardato il rapporto con il centrodestra nazionale e le condizioni dell’accordo politico.

De Luca ha ribadito di non aver chiesto garanzie preventive di rappresentanza parlamentare né accordi finalizzati ad assicurare seggi alla propria formazione.

«Con noi volete conquistarli, siete benvenuti», ha affermato, respingendo la logica delle candidature garantite e sottolineando come la federazione debba misurarsi sul consenso e sulla capacità di costruire un progetto credibile.

«Noi non possiamo diventare la brutta fotocopia di altri», ha aggiunto, spiegando che la scelta di costruire una nuova lista alla vigilia delle elezioni risponde alla volontà di offrire un contributo politico effettivo alla coalizione.

De Luca ha inoltre ricostruito il percorso che ha portato alla nascita di Sindaci d’Italia, riconoscendo i limiti di espansione nazionale di un movimento autonomista a forte radicamento meridionale e la necessità di affiancargli una rete capace di rappresentare l’intero Paese.

Da qui il coinvolgimento di amministratori provenienti da esperienze politiche differenti, accomunati dalla conoscenza diretta delle esigenze dei Comuni e dalla volontà di rafforzarne il ruolo nelle scelte nazionali.

Il leader di Sud chiama Nord ha rivolto un ringraziamento a Ernesto Magorno, Paolo Amenta, Carlo Bottani e agli altri protagonisti della costruzione della federazione, richiamando le radici sturziane di un progetto che pone al centro le municipalità e il principio di sussidiarietà.

Sul piano istituzionale, De Luca ha distinto il nuovo percorso nazionale dalla situazione politica siciliana, precisando che Sud chiama Nord continuerà a collocarsi all’opposizione del Governo regionale guidato da Renato Schifani.

«Noi siamo all’opposizione e all’opposizione rimarremo», ha ribadito, chiarendo come l’adesione alla strategia del centrodestra nazionale non comporti automaticamente un cambiamento degli equilibri politici in Sicilia.

Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto tra amministrazioni locali, Regioni e Stato, alla necessità di rafforzare le autonomie e di superare gli ostacoli burocratici che rallentano la realizzazione degli interventi.

De Luca ha richiamato, in particolare, le proposte avanzate in Sicilia per il trasferimento di competenze, il rafforzamento del ruolo dei sindaci e l’incremento delle risorse destinate agli enti locali, indicando nella riforma del sistema delle autonomie uno dei principali terreni sui quali la federazione intende misurare la propria capacità di incidere.

Tra i temi affrontati anche la legge elettorale e il ritorno alle preferenze, rispetto al quale De Luca ha ribadito l’importanza di ricostruire un rapporto diretto tra cittadini ed eletti, garantendo una rappresentanza parlamentare riconoscibile e radicata nei territori.

Nel ricostruire il percorso di avvicinamento al centrodestra, De Luca ha riconosciuto il ruolo svolto dal presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno e dal presidente del Senato Ignazio La Russa, ringraziandoli per il confronto politico e istituzionale che ha accompagnato questa fase.

Il ruolo centrale degli amministratori locali, il rapporto tra Comuni, Regioni e Stato e la necessità di restituire ai territori strumenti e risorse adeguati alle crescenti responsabilità hanno rappresentato il filo conduttore anche degli altri contributi della giornata conclusiva, aperta dalle testimonianze di Fausto Torelli, sindaco di Montecchio Emilia, Melangela Scolaro, sindaca di Barcellona Pozzo di Gotto, e Adriana Poli Bortone, sindaca di Lecce.

Un confronto nel quale la conoscenza diretta dei problemi delle comunità locali si è intrecciata con la richiesta di una maggiore centralità dei sindaci nelle scelte politiche e istituzionali. Tra le questioni emerse, il peso della burocrazia, le difficoltà nei rapporti tra Comuni e Regioni e i ritardi nell’utilizzo delle risorse destinate ai territori, con una riflessione, proposta in particolare da Adriana Poli Bortone, anche sulla revisione del Titolo V della Costituzione.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervistato dal direttore di Adnkronos Davide Desario, ha aperto il proprio intervento ricordando l’esperienza personale da sindaco di un piccolo Comune piemontese e manifestando rispetto per il lavoro degli amministratori locali.

Crosetto ha sottolineato come i cittadini si rivolgano ai Comuni per ottenere risposte ai problemi quotidiani, mentre i sindaci dispongono spesso di poteri e risorse insufficienti. Ha quindi evidenziato la necessità di accelerare i tempi della pubblica amministrazione, soprattutto di fronte alle trasformazioni tecnologiche e alla crescente competizione economica internazionale.

L’intervista ha affrontato anche i temi della sicurezza, della difesa, dell’innovazione tecnologica, delle opportunità per le piccole e medie imprese, del ruolo strategico del Mediterraneo e delle principali crisi internazionali.

La dimensione politica e istituzionale del percorso avviato dalla federazione ha trovato spazio anche nel contributo del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno, con un richiamo al rapporto politico e personale con De Luca e al valore del confronto tra esperienze differenti.

La convention si è chiusa con la relazione di Cateno De Luca e con un richiamo alla necessità di riportare il confronto politico su un terreno di responsabilità, rispetto e capacità di discernimento.

«Oggi parte questo viaggio», ha affermato De Luca nella parte conclusiva del suo intervento, indicando nella nuova federazione lo strumento attraverso il quale contribuire alla coalizione di centrodestra e portare in Parlamento la voce dei sindaci e dei territori.

Con la nomina del portavoce unico e la presentazione del simbolo elettorale, Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia avviano dunque una nuova fase politica nazionale, con l’obiettivo di costruire una rappresentanza capace di collegare l’esperienza amministrativa locale alle scelte legislative e di Governo.

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