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UNO DEI PROBLEMI DELLA CRISI all’attenzione del Presidente incaricato La riforma della Magistratura – di Angiolo Alerci

UNO DEI PROBLEMI DELLA CRISI
all’attenzione del Presidente incaricato
La riforma della Magistratura

Molti sono i temi all’attenzione del Presidente Draghi posti da tutti i rappresentanti delle varie componenti politiche per risolvere questa particolare crisi di governo.
Uno dei problemi più importanti quello della riforma della Magistratura che, indirettamente ha causato la crisi, per evitare la non approvazione della relazione di riforma predisposta dal Ministro della Giustizia Bonafede.
Riforma che si trascina da oltre cinquant’anni e che, per motivi facilmente intuibili, non è stata mai fatta.
Un problema da me trattato più volte sia per una mia esperienza personale, che per la mia esperienza professionale nella qualità di dirigente bancario.
Nella qualità di Presidente dell’Ospedale civile di Enna, dopo avere rinunziato al compenso di L.100.000 mensili per dieci anni, compenso corrisposto al mio predecessore, mi venne notificato un avviso di garanzia per peculato di distrazione della somma di L.250.000, provvedimento che determinò le mie immediate dimissioni da Presidente dell’Ospedale e un processo che durò circa 10 anni con l’assoluzione “perchè il fatto non costituiva reato”
Avviso di garanzia notificatomi, con la puntualità svizzera, alla vigilia delle elezioni regionali.
Questa imputazione comportò da una parte il blocco della mia carriera bancaria e, dall’altra, la mia rinuncia alla candidatura alle elezioni per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana,candidatura maturata per il largo consenso avuto un occasione della precedente tornata, con oltre 13000 voti di preferenza
L’8 maggio 2012, in una mia nota pubblicata su diversi giornali on line e inserita alla pagina 19 del mio primo volume di “Cronaca e riflessioni sulla politica italiana” scrivevo:

LA DURATA DEI PROCESSI IN ITALIA

-È di questi giorni la notizia che in Italia vi sono circa nove milioni di processi in corso, così come è di questi giorni la notizia che l’ex Vice Presidente della Regione Bartolo Pellegrino è stato assolto dalla Corte di Cassazione dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, in quanto la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura Generale.
Bartolo Pellegrino era stato già assolto in primo grado, con sentenza appellata dalla Procura del tribunale, assolto in appello con sentenza appellata dalla procura dalla Corte di Appello, ritenuta inammissibile dalla Suprema Corte.
Per ottenere questo risultato ci sono voluti oltre dieci anni di processi, impegnando molti magistrati e compiendo migliaia di atti formali.
Fra le tante proposte allora fatte dall’On. Berlusconi una riguardava proprio quella di considerare definitiva la pronuncia di assoluzione in sede di appello, fermo restando la possibilità del ricorso soltanto alla difesa in caso di condanna.
Con altra nota del 31 luglio 2016, pubblicata sempre su diversi giornali on line e inserito alla pagina 83 del mio secondo volume il scrivevo:

SOFFERENZE BANCARIE E STRESS TEST

Nessuno si è soffermato un po’ per considerare il fatto che, a parte la responsabilità degli amministratori nella gestione di molte banche, una parte di responsabilità è del sistema “Magistratura”, dal momento che le azioni legali per il recupero dei crediti bancari hanno tempi lunghissimi.
Dai sei agli otto anni per la definizione di una azione diretta di recupero, ad oltre dieci/quindici anni nel caso di fallimento.
In questo periodo il debito continua a crescere con interessi di gran lunga superiori a quelli convenuti per contratto.
Un esempio “vero” di quanto accadeva trenta anni fa ad una azione legale per il recupero di un credito di lire 10.000.000, al tasso convenuto del 23,75% trimestrale:
debito iniziale L. 10.000.000 interessi 1° trimestre L. 593.750, spese conto L. 40.000, commissione max scoperto L. 100.000 ammontare debito alla fine del 1° trimestre
L. 10.733.750 .
Con lo stesso sistema interessi e spese 2° trimestre L.780653 . Interessi e spese 3° trimestre L.839,089, interessi e spese 4° trimestre L. 902.301. Debito complessivo alla fine dell’anno L.13.255.797.
Interessi convenuti al 23,75% interessi applicati al 32,5%, ed il contenzioso durato oltre cinque anni.
Ho preferito fare questo esempio e non riportare un altro caso, verificatosi nello stesso periodo, per uno scoperto in c/c di circa 30/milioni, al termine della procedura coattiva di recupero durata circa 10 anni, il debitore era stato condannato al pagamento di una somma di circa L. 700/milioni!
I ritardi della Magistratura determinano, tra l’altro, che l’adeguata garanzia inizialmente richiesta dalle banche non copra più il credito vantato, creando grosse perdite agli Istituti di credito.
Nessuno parla in modo serio di organizzare la struttura giudiziaria per dare una corsia preferenziale alla trattazione di questo tipo di controversie.
Inoltre non si deve essere sempre consenzienti alle continue richieste dei curatori fallimentari di differire le date delle relative udienze, utilizzando vari pretesti.
La lunga durata dei processi è una delle cause per le quali i grossi imprenditori stranieri, preferiscono restare lontani dal nostro Paese.

angiolo alerci

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