Sicilia Express: a bordo anche turisti, stranieri e ospiti di lusso!
Stazione Centrale di Palermo, 31 luglio 2025
Oggi, davanti alla Stazione Centrale di Palermo, si è tenuta una manifestazione che non può passare sotto silenzio. È stata la voce di migliaia di siciliani che, ancora una volta, si sono sentiti presi in giro dalle scelte di chi governa la nostra Regione. Sotto lo slogan “Non è il nostro treno”, abbiamo voluto accendere i riflettori su una vicenda che ha il sapore della beffa.
Il cosiddetto “Sicilia Express” sarebbe dovuto nascere come risposta concreta alle difficoltà dei siciliani che ogni anno, tra voli alle stelle e infrastrutture carenti, faticano a tornare nella loro terra e ad abbracciare i propri cari. La realtà è stata ben diversa: il Sicilia Express si è trasformato nell’ennesima vetrina promozionale, costata oltre 200.000 euro di soldi pubblici, di cui 40.000 euro bruciati solo in comunicazione e feste a bordo. Soldi dei siciliani, usati per pagare concerti, influencer e pubblicità, mentre le vere esigenze di chi dovrebbe essere aiutato sono rimaste sul binario morto.
Ma la beffa più grande è un’altra: un treno pensato e annunciato come simbolo del ritorno dei siciliani, alla fine è stato aperto a tutti. Non solo siciliani lontani, ma anche turisti, benestanti, perfino ospiti di hotel di lusso – come chi, partito da Bergamo e arrivato comodamente a Palermo, si è poi goduto un soggiorno a cinque stelle a spese (indirette) della collettività. Così, il Sicilia Express ha regalato vacanze low cost a chi viene in Sicilia per turismo, mentre chi ci vive e vorrebbe tornare ha dovuto ancora una volta rinunciare.
Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, lo ha ribadito con forza:
«Questo non è il treno dei siciliani, è l’ennesimo spot pagato a caro prezzo con soldi pubblici. Migliaia di nostri conterranei restano lontani dalle famiglie perché voli e traghetti sono inaccessibili, e invece di soluzioni vere si preferisce investire in iniziative scenografiche e inutili.»
Alfio Mannino, segretario generale della CGIL Sicilia, ha dichiarato:
«Ancora una volta la Regione preferisce lo spettacolo ai fatti. Si spendono centinaia di migliaia di euro per un treno-evento che non risolve nulla. Il diritto al ritorno dei siciliani non può ridursi a un’operazione di marketing.»
Giuseppe Trovato di Generazione Sicilia ha sottolineato:
«Siamo qui a rappresentare il disagio di chi si vede sottrarre, anno dopo anno, la possibilità di tornare a casa. I soldi pubblici dovrebbero essere investiti per aiutare chi davvero ne ha bisogno, non per iniziative di facciata.»
E la domanda è una sola: fino a quando i siciliani dovranno subire questa presa in giro?
L’assessore Aricò e questa giunta regionale continuano a promettere soluzioni che non arrivano mai. Oggi, con il Sicilia Express, hanno solo dato una mano di vernice sopra un problema che resta immutato: il ritorno a casa è ancora un privilegio per pochi, mentre per tanti resta un sogno irraggiungibile.
Noi non ci arrendiamo. Chiediamo una legge organica sulla continuità territoriale e più tutele per gli studenti fuori sede, quindi rispetto per la nostra gente, investimenti veri nelle infrastrutture e nella mobilità, tariffe eque per i siciliani che vivono fuori.
Basta sprechi, basta spot, basta spettacoli. Vogliamo fatti, non vetrine.
Perché il diritto al ritorno non si conquista con una festa, ma con serietà e responsabilità.


