Sanità, Consulta boccia il ricorso del Governo nazionale. ANMED: «Vittoria storica di Schifani per l’autonomia, ma l’aggregato 2026 resta incapiente: si rischia il blocco delle analisi a metà mese».
La Presidente Elisa Interlandi: «Plauso al Governo regionale, ma senza l’incremento del budget le nuove tariffe LEA esauriranno i fondi in pochi giorni. Serve il criterio della produzione certificata,per accertare l’ effettivo fabbisogno territoriale di prestazioni sanitarie ».
PALERMO, 10 marzo 2026 – L’ANMED (Associazione Nazionale Medici e Centri Specialistici), nella persona della sua Presidente Elisa Interlandi, accoglie con soddisfazione la sentenza n. 26 della Corte Costituzionale. La Consulta ha respinto il ricorso del Governo nazionale, confermando la legittimità della norma siciliana che adegua le tariffe della specialistica ambulatoriale.
La Presidente Interlandi esprime un forte apprezzamento per la linea seguita dalla Regione:
«Esprimiamo il nostro più vivo plauso al Presidente Renato Schifani per aver difeso con fermezza l’autonomia siciliana contro l’impugnativa del Governo nazionale. La sua visione politica, supportata dall’eccellente lavoro dell’Ufficio legislativo e legale della Regione, restituisce dignità al comparto e garantisce il diritto alla salute dei cittadini. Come sottolineato dal Presidente, questa è una vittoria che avvicina la sanità ai bisogni reali della gente».
Nonostante il successo giuridico, ANMED lancia un grido d’allarme sulla sostenibilità finanziaria. L’adeguamento dei rimborsi ai valori LEA, pur essendo un atto di giustizia, renderà l’aggregato di spesa 2026 drammaticamente incapiente.
«Senza un intervento immediato sui tetti di spesa — avverte Elisa Interlandi — il budget mensile si esaurirà molto prima del solito, potenzialmente già entro il giorno 10 o 15 di ogni mese. I laboratori di analisi cliniche operano da sempre con un senso etico altissimo, erogando prestazioni consapevoli che non verranno retribuite pur di non incorrere nel reato di interruzione di pubblico servizio. Non possiamo però permettere che la salute del cittadino — laddove un ritardo diagnostico causi morte o invalidità permanente — diventi materia di contenzioso giudiziario per la cronica mancanza di fondi».
Per evitare la paralisi dell’assistenza, l’Associazione avanza richieste precise:
● Criterio della “Produzione Certificata”: -È l’unico parametro oggettivo per definire il reale fabbisogno territoriale. I laboratori hanno garantito la salute pubblica oltre i budget assegnati; quel volume di attività deve essere la base per il nuovo aggregato.
● Definizione Aggregato solo per il 2026:
-È improrogabile definire la spesa esclusivamente per l’anno in corso (non per un biennio), riversando integralmente l’incremento del 2,5% sull’aggregato di spesa corrente. Ciò consentirà ai governi regionale e nazionale di reperire le risorse necessarie per il 2027.
● Equità nella ripartizione:
-Occorre individuare immediatamente un criterio di ripartizione tra le branche che tenga conto dell’effettiva erogazione dei servizi.
«La vittoria del Presidente Schifani alla Consulta deve ora tradursi in stabilità operativa — conclude la Presidente Interlandi —. Chiediamo al Governo regionale di agire con urgenza sull’aggregato 2026: solo così l’adeguamento tariffario sarà un vero beneficio per i cittadini e non un paradosso contabile che blocca le cure».


