Tra le pagine più affascinanti della storia sportiva ennese occupa un posto speciale il celebre Giro della Cravatta, manifestazione automobilistica che, nel secondo dopoguerra, trasformò la città in un punto di riferimento del motorismo italiano. Molti cittadini conservano ancora il ricordo di quelle giornate di festa che, tra il 1949 e il 1955, richiamarono appassionati e campioni provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero.
Considerata tra le più antiche competizioni automobilistiche italiane, la corsa rappresentò un evento di straordinaria importanza per Enna. Il successo delle varie edizioni contribuì in maniera determinante a maturare l’idea che avrebbe portato, pochi anni più tardi, alla realizzazione dell’Autodromo di Pergusa.
Il circuito si sviluppava prevalentemente all’interno del tessuto urbano cittadino e aveva il suo fulcro in Piazza Vittorio Emanuele. La partenza e l’arrivo erano collocati lungo la strada che costeggia la Chiesa di San Francesco, mentre nelle vicinanze trovavano posto la direzione di gara, l’infermeria e il servizio di cronometraggio. Qui una grande struttura in legno permetteva al pubblico di seguire l’andamento della competizione attraverso l’aggiornamento dei tempi giro dopo giro. Le vetture venivano invece preparate nei box allestiti nell’attuale Piazza Scelfo.
Dal centro della città le automobili affrontavano il percorso in senso opposto rispetto all’attuale circolazione, dirigendosi verso il Belvedere e passando davanti allo storico Caffè del Marro. Da lì iniziava la discesa lungo via Roma fino alla Balata, per poi imboccare la via Pergusa, caratterizzata all’epoca da due spettacolari tornanti che mettevano a dura prova piloti e mezzi. Attraversata la zona del Pisciotto, il tracciato proseguiva verso Sant’Anna e successivamente in direzione del bivio Misericordia.
La parte finale della gara prevedeva la risalita verso Enna passando dal bivio Kamut, dal tornante della Casina Bianca e dall’attuale Strada Provinciale n. 2. Dopo aver percorso via Sant’Agata, i concorrenti ritornavano nel cuore della città per tagliare il traguardo tra gli applausi di una folla sempre numerosa ed entusiasta.
Il Giro della Cravatta non fu soltanto una competizione sportiva, ma un autentico fenomeno sociale che contribuì a far conoscere il nome di Enna nel panorama automobilistico nazionale, lasciando un’eredità ancora oggi viva nella memoria collettiva della città.
Sarebbe non poco bello pensare ad una rievocazione storica in un territorio che ha sempre amato le automobili e le corse automobilistiche.
Pagina Facebook Sebastian Feudale


