Enna Press

Testata giornalistica Online

«Rivitalizziamo il cavallo siciliano!» Lo desiderano allevatori, associazioni e istituzioni dell’Isola

«Rivitalizziamo il cavallo siciliano!»
Lo desiderano allevatori, associazioni e istituzioni dell’Isola

Il ritmo degli zoccoli e l’eco del nitrito: è bello godere il territorio dell’Isola
ad altezza di sella, il più utile e suggestivo distanziamento anticovid.
Ora l’antica e ricca storia del cavallo in Sicilia nell’identità siciliana
mira anche al riconoscimento dell’Unesco come patrimonio dell’umanità

Proseguono le attività della Società Italiana del Cavallo e dell’Ambiente onlus (Sica onlus) nell’ambito del progetto Sicilia Parco Equestre del Mediterraneo che ha la finalità di riaccendere i riflettori sul “Sistema Cavallo” in Sicilia. L’incontro di ieri, 22 gennaio, è ora nella fase conoscitiva e di raccordo di tutti i portatori di interesse sotto il coordinamento di Rodolfo Lorenzini. Sono stati istituiti sei gruppi di lavoro
Il settore coinvolge oltre 16.000 allevatori, ha una base di circa 35.000 soggetti tra cavalli e asini, impiega circa 5000 addetti e ha un valore, senza considerare tutto l’indotto e il capitale zootecnico investito, di oltre 30 milioni di euro all’anno. Il mondo equino ha bisogno di una forte rivitalizzazione verso il mercato e nel rispetto della peculiare biodiversità delle razze siciliane. Si deve intervenire con decise e trasparenti politiche di sostegno.
Alla quarta riunione in videoconferenza del Tavolo Zootecnico di ieri hanno partecipato, oltre alla Sica onlus che ha coordinato i lavori, le rappresentanze del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dell’Istituto di Incremento Ippico per la Sicilia, dell’Istituto Sperimentale per la Zootecnia per la Sicilia, della Federazione Allevatori Sicilia, dell’Associazione Nazionale Allevatori Razze Equine ed Asinine Italiane, delle Università di Catania e Messina, del Board Allevatori del Comitato Regionale Federazione Italiana Sport Equestri e delle Associazioni dei cavalli Puro Sangue Orientale, Sanfratellano, Siciliano, Real Razza di Ficuzza.
Nell’incontro si è preso atto delle vigenti disposizioni legislative in materia, che sono state illustrate dal MIPAF, dopo il riordino del settore avvenuto a seguito di emanazione del Reg. UE 2016/1012 e del D.lgs 2018/52. Dopo un’ampia discussione (un totale di oltre 7 ore in due riunioni, a dimostrazione del profondo interesse e della vitalità del sistema), si è giunti a gettare le basi per un patto di partenariato che apra prospettive nazionali per la produzione equina siciliana.
«Il superamento dei particolarismi, la forte coesione e l’unità di intenti – ha dichiarato il coordinatore Rodolfo Lorenzini – servono a ricreare le condizioni produttive verso un mercato certificato di qualità, ma anche per non disperdere e anzi ricostituire, grazie alla formazione dei giovani, quel patrimonio di risorse umane e professionali che sono fondamentali per garantire la filiera».
Sono stati istituiti 6 gruppi di lavoro. Al via, nei prossimi giorni, anche l’attività del Tavolo Turismo Verde e del Tavolo Giovani e Sociale in cui si parlerà anche di interventi assistiti con gli animali e di ippoterapia.
I risultati di tutte le attività saranno concentrati in un Rapporto Tecnico dal titolo “Stati Generali del Cavallo in Sicilia. Realtà e Prospettive di Sviluppo” che sarà presentato alle istituzioni ed al pubblico in diretta streaming nazionale dalla Casina Reale di Ficuzza, il prossimo 9 e 10 marzo.
In concomitanza anche la presentazione del libro “Gente e Cavalli di Sicilia – Storia presente e futuro di una identità millenaria” e la presentazione della candidatura all’UNESCO per il riconoscimento del rapporto identitario tra Sicilia e Cavallo tra i beni immateriali dell’umanità.
Tutte le attività avvengono senza il sostegno di fondi pubblici.

Visite: 163

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *