QUANDO IL LAGO DI PERGUSA era solo malaria e caccia
Oggi parliamo del Lago solo per il ricordo delle manifestazioni automobilistiche e nautiche che, purtroppo, non si fanno più.
Ma il Lago era da sempre conosciuto sia per la ricchezza della fauna acquatica che vi si stanziava annualmente, dai primi giorni di dicembre fino alla fine di marzo, che per essere responsabile della malaria che, specie per Enna, rappresentava una grave malattia che contagiò migliaia di nostri concittadini.
Malaria che si sviluppava solo con il calore estivo e che giustificò il comportamento delle famiglie, come la mia, che avevano a Pergusa la cosiddetta casa di campagna, a fare la villeggiatura nel mese di maggio.
A causare questo malanno era una zanzarea, l’anofele che si sviluppava tra le alghe del lago nel periodo estivo, la quale poteva trasmettere all’uomo circa 20 differenti visus, mentre il chinino era il solo prodotto utilizzabile venduto nelle tabaccherie.
Ma nel periodo invernale Pergusa, specie nelle domeniche, veniva assaltata da centinaia di cacciatori che in parte si dilettavano a sparare gli uccelli acquatici dalla riva, utilizzando cani di riporto specializzati per il recupero in acqua della selvaggina uccisa, molti collegatisi in gruppo che, invece, noleggiavano le diverse barche gestite da una sezione pubblica, responsabile della quale era stato per molto tempo mio zio Cesare Fussone.
Normalmente la prima manifestazione veniva fatta dalle autorità di Enna e la selvaggina uccisa, diverse centinaia di uccelli di vario tipo venivano ammassati nell’androne della nostra casa, dove abitava anche lo zio Cesare.
Nell’androne la cacciagione veniva selezionata e suddivisa per essere consegnata a tutti gli enti di beneficienza della città.
Negli anni ’40 gli americani, oltre a portarci la libertà dal fascismo, ci portarono anche il DDT che debellò la malaria, anche se poi ha causato un altro tipo di danno ambientale più pericoloso della malaria.
La creazione della riserva speciale di Pergusa pose fine alla vergognosa stagione della caccia e nel periodo invernale, anche se in misura più ridotta per il lungo periodo in cui il lago si era trasformato in un pantano, la fauna è ritornata a stanziare nel nostro lago.


