E’ terminato il periodo più intimo della settimana santa, quello delle ore di adorazione, che coinvolge tutti i quartieri della città, attraversati dai suoni solenni delle marce (attesi e nello stesso tempo inaspettati).
Allo stesso tempo, ci siamo lasciati alle spalle lo scirocco insistente e sono entrate le correnti a componente atlantica che stanno portando valori in quota sotto la media. Gli effetti maggiori, sul piano delle precipitazioni, li avremo nella Sicilia occidentale e in parte settentrionale mentre da noi arriveranno nuclei meno incisivi: il tempo rimarrà comunque a tratti abbastanza inclemente e la prossima notte, quella dei sepolcri, sarà fredda e probabilmente aspra, su valori tardo invernali.
Venerdì santo, ormai lo abbiamo più volte scritto, vedrà un netto miglioramento rispetto ad oggi e la processione dovrebbe svolgersi in un clima perfettamente nella media, freddo il giusto, diciamo così.
Sabato santo e Pasqua saranno giornate interlocutorie, variabili, e quindi penso godibili, con temperature in risalita. Resta una certa incognita per la fine della giornata di Pasqua, in quanto potrebbe preparare il peggioramento previsto per pasquetta. Ci dovremo tornare.
Prima di chiudere, un breve accenno alla particolarità dello scirocco a Enna nella parte dell’anno che va dall’autunno alla primavera. Come ho spesso scritto, la natura perturbata di questo vento, da noi, sta nel fatto che le correnti umide, arrivando da est, incontrano Enna, e gli Erei in genere, come primo vero ostacolo. Sbattendo contro i monti, si ha un effetto stau: la corrente risale, si raffredda e si condensa dando vita a nubi basse che diventano nebbie. Basti pensare che, ad esempio, martedì santo nel tardo pomeriggio, mentre da noi avevamo 11 gradi con una nebbia impenetrabile, le coste sperimentavano valori sopra i 20 gradi e sui 25-27 gradi sulla costa tirrenica, a causa della ricaduta degli stessi venti di scirocco dagli appennini. Ne riparleremo.
Al prossimo aggiornamento.
Luca Alerci


