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  • Ambiente

Poligono Militare di Tiro: Movimento per la difesa dei territori scrive ai sindaci dei Comuni di Nicosia, Sperlinga e Gangi.

Riccardo Maggio 16, 2023 6 minuti letti

Poligono di tiro, richiesta informazioni e valutazione rischi benefici
Egregi Signori Sindaci e Assessori,
In relazione al recente accordo da voi firmato con le forze armate, che hanno richiesto la concessione
di un’area dei nostri territori per la realizzazione di un poligono militare, vi invitiamo a valutare quanto
segue.
Premesso che siamo coscienti delle potenziali ricadute economiche positive che un indotto di centinaia
di militari (anche se per la stragrande maggioranza non stanziali) potrebbe portare ai nostri territori e
che sappiamo che all’accordo seguiranno valutazioni ambientali e poi un protocollo e contratti specifici
prima di diventare operativo,
considerato che il poligono di tiro occuperà un’area di circa 33,5 Km2 a una distanza dal perimetro di
1 Km dal centro del Comune di Sperlinga (sulla destra) e di circa 4 Km dal centro dei Comuni di Gangi
(in alto a sinistra) e Nicosia (in basso a destra), come da mappa in figura:
In questa prima istanza vi chiediamo di convocare un’assemblea pubblica per informare la cittadinanza
sui dettagli dell’accordo da voi siglato con le forze armate, con particolare attenzione alle presenze
giornaliere previste nell’arco dell’anno e il calendario e la tipologia delle attività programmate;
E in particolare vi chiediamo se avete valutato con attenzione anche i potenziali svantaggi, quali ad
esempio:
Nicosia 16/05/2023
Associazione di promozione sociale
Vicolo I Trappeto S. Agata n. 19 – 94014 Nicosia
Cod. fisc. 91053160866
Il Presidente – ing. Fabio BRUNO
fabio.t.bruno@gmail.com – 3477271992
1. Rumore: I poligoni di tiro possono generare un elevato livello di rumore, a causa degli spari
delle armi da fuoco, nei periodi di esercitazione previsti. Questo rumore può essere fastidioso
e disturbare la quiete e la tranquillità della zona circostante (rendendo ad esempio impossibili
pascolo e allevamento fino ad alcuni chilometri di distanza dal poligono). Il costante rumore di
spari in particolare può essere altamente stressante durante le sessioni di addestramento
intensivo o notturno.
Dalle nostre ricerche risulta che, senza condizioni atmosferiche perturbatrici, a 1500 metri di
distanza gli spari di un semplice fucile da caccia hanno una intensità di circa 60 decibel (dB)
(come il rumore di una strada trafficata) e a 4 Km di circa 50 dB, e ovviamente spari di mitra,
cannoni e mortai, e scoppi di granate e altri esplosivi, generano un rumore di gran lunga
superiore; questi ultimi ad 1 km di distanza (ovvero a Sperlinga), in condizioni ideali, possono
produrre un rumore che varia da circa 130 a 160 decibel (dB). L’intensità di rumore ovviamente
dipende dall’orografia del territorio, dalle caratteristiche del terreno, dal tipo di arma e dalla
quantità di polvere da sparo utilizzata e diminuisce al crescere della distanza (6 dB per ogni
raddoppio della distanza) e se ci sono ostacoli frapposti (una riduzione di 10-20 dB per una
collina di 200 metri che scherma totalmente la linea di fuoco), ma il rumore percepito nelle tre
cittadine non sarà sicuramente trascurabile.
2. Sicurezza: Anche se i poligoni di tiro militari sono progettati con misure di sicurezza adeguate
per prevenire incidenti, esiste sempre il rischio di incidenti imprevisti o errori umani. Questi
incidenti potenzialmente potrebbero comportare pericoli per la sicurezza delle persone che
vivono nelle vicinanze del poligono.
3. Inquinamento ambientale: L’uso di munizioni e armi da fuoco nei poligoni di tiro può
comportare un inquinamento ambientale, in particolare per quanto riguarda i residui di piombo
e altri metalli. Questi residui possono infiltrarsi nel terreno, nelle acque sotterranee o essere
trasportati da vento e pioggia, inquinare i fiumi (in questo caso il fiume Salso), potenzialmente
causando problemi ambientali e per la salute delle persone e degli animali.
4. Valore immobiliare: la vicinanza a un poligono di tiro militare può influire negativamente sul
valore delle proprietà immobiliari e le strutture ricettive nella zona circostante. Alcune persone
potrebbero essere riluttanti ad acquistare o affittare una casa vicino a un poligono di tiro a causa
del rumore, delle preoccupazioni per la sicurezza o dell’effetto negativo sull’ambiente.
5. Limitazioni di accesso: Oltre all’area perimetrata, a seconda delle politiche e delle norme di
sicurezza, potrebbe essere imposto un accesso limitato alle aree circostanti i poligoni di tiro,
durante le sessioni di addestramento. Questo potrebbe comportare restrizioni per i residenti
locali, come limitazioni all’utilizzo di strade o aree ricreative nelle vicinanze.
Vogliamo anche sottolineare che l’indotto economico generato da un poligono di tiro non è neanche
lontanamente paragonabile a quello generato da una caserma. Anche se potenzialmente (da ciò che si
evince dalle interviste) potrebbe ospitare fino a 800 militari, solo una cinquantina saranno stanziali, la
stragrande maggioranza si eserciteranno per brevi periodi, della durata che va da un solo giorno a
qualche settimana, inoltre di volta in volta per lo più si tratterà di gruppi di dimensione massima di un
paio di centinaia di unità, che restando confinati nel poligono per la durata del campo avranno una
piccolissima, se non nulla, ricaduta economica sui nostri territori.
Chiediamo altresì che la popolazione dei territori dei Comuni limitrofi di Sperlinga, Gangi e Nicosia
venga resa parte attiva del processo decisionale prima di procedere con la stesura e la firma dell’accordo
definitivo.
Associazione di promozione sociale
Vicolo I Trappeto S. Agata n. 19 – 94014 Nicosia
Cod. fisc. 91053160866
Il Presidente – ing. Fabio BRUNO
fabio.t.bruno@gmail.com – 3477271992
Infine chiediamo che tipo di compensazioni, per mitigare gli effetti negativi e fornire benefici alle
comunità locali (ad esempio potenziamento infrastrutture, opportunità lavorative, compensazioni
economiche, bonifiche ambientali, riforestazioni per creare aree cuscinetto), e che limitazioni (ad
esempio, se possibile, divieto di utilizzare alcune tipologie di armi pesanti o divieto di tenere
esercitazioni con arma da fuoco notturne o in determinati periodi dell’anno, o la possibilità di recedere
anticipatamente dall’accordo nel caso in cui divenga evidente una incompatibilità del poligono con il
nostro territorio o non vengano rispettati gli accordi) sono stati previsti per il nostro territorio
nell’eventualità di conclusione positiva dell’accordo.
In sintesi vi chiediamo di acquisire ogni tipo di informazione necessaria (ad esempio consultando altre
comunità che convivono con poligoni militari) anche ai sensi dell’art. 10 del Trattato CEDU, e di dotarvi
della consulenza di esperti terzi, per valutare attentamente pro e contro, e di non prendere in autonomia
decisioni affrettate che potrebbero compromettere per il prossimo trentennio altri scenari di sviluppo
futuro per i nostri territori, come ad esempio quello turistico paesaggistico ed enogastronomico, e
danneggerebbero alcuni degli esistenti settori economici, come ad esempio l’allevamento ma anche il
settore agroalimentare o anche la cac

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Riccardo

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