Pnrr e digitalizzazione, ANCI Sicilia incontra i Comuni
“Performance straordinarie sui bandi con 145 milioni finanziati
Prossima sfida i processi interni degli enti”
Palermo – I Comuni siciliani si confermano protagonisti della transizione tecnologica nazionale, superando in molti comparti la media italiana per adesione ai bandi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). La sfida si sposta ora sulla riforma dei processi organizzativi interni e sull’evoluzione culturale della macchina amministrativa. In Sicilia, infatti, sono stati stanziati complessivamente 145 milioni di euro per la digitalizzazione dei Comuni, con performance straordinarie sui bandi, ma il 40% dei Comuni ha digitalizzato esclusivamente il front office. È quanto emerge dai dati della “Mappa dei Comuni Digitali” presentati oggi all’Assemblea regionale siciliana da ANCI nazionale, dal dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con ANCI Sicilia. Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con due workshop con PagoPA, Agid (Agenzia per l’Italia digitale e Acn (Agenzia per la cybersicurezza nazionale). Un’indagine che scatta una fotografia dettagliata sullo stato di salute organizzativo e tecnologico delle amministrazioni dell’Isola.
All’evento, dopo i saluti istituzionali del presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, hanno partecipato il segretario generale di ANCI Sicilia, Mario Emanuele Alvano, Daniele De Bernardin, responsabile delle relazioni istituzionali del dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Mauro Savini, responsabile dipartimento Innovazione, transizione digitale e giovani di ANCI Nazionale e Valentina Lo Voi, capo della divisione Formazione di Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn). Presente anche l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino.
La trasformazione digitale dei Comuni siciliani vive una fase di profonda transizione strutturale, divisa tra l’avanzamento tecnologico delle infrastrutture esterne e le storiche carenze di organico e competenze nei processi interni. I dati rivelano che il 70% dei Comuni ha già avviato la dismissione dei propri server fisici locali verso soluzioni cloud. Tuttavia, le barriere principali restano la carenza di risorse economiche e il deficit di competenze specialistiche: nei piccoli centri al di sotto dei 5 mila residenti, la figura del Responsabile dei sistemi informativi, quando c’è, è ricoperta nel 64% dei casi da personale con profilo puramente amministrativo e privo di background tecnologico.
Un capitolo cruciale della trasformazione è rappresentato dalla cybersicurezza, non più una spesa opzionale per i bilanci comunali, ma una precondizione di legalità e di democrazia. La minaccia cyber cresce a ritmi vertiginosi e la pubblica amministrazione locale è oggi un bersaglio primario perché custodisce dati sensibili e governa servizi essenziali. Nel contesto nazionale, gli attacchi informatici hanno registrato un incremento del 53%, colpendo duramente gli enti pubblici. Per i Comuni dell’Isola, la vulnerabilità cyber è accentuata dall’uso di sistemi obsoleti e dalla carenza di figure tecniche dedicate.
Il segretario generale di ANCI Sicilia, Mario Emanuele Alvano, ha sottolineato come “la trasformazione digitale rappresenti una grande opportunità per incidere anche sui processi organizzativi degli enti. Certamente la grande sfida è quella dell’intelligenza artificiale, perché non possiamo consentire che il gap tra l’utilizzo dei privati e quello delle pubbliche amministrazioni sia troppo ampio”.


