Nessuna novità dal fronte ospedaliero di Leonforte
In Sicilia sono diminuiti i casi Covid. Nelle ultime 24 ore l’incidenza dei test positivi è passata dal 14, 2% al 5,1%. Sono bastati due giorni di zona gialla a far abbassare il numero dei ricoveri in regime ordinario e stabilizzare quelli in intensiva. La provincia più colpita resta Catania mentre Leonforte nell’ultimo comunicato ufficiale registrava 98 positivi. Di questi non è dato sapere quanti sono i non vaccinati. Sarebbe più proficuo analizzare i numeri invece che limitarsi a darli per indurre gli scettici a fare il vaccino, che protegge il vaccinato e l’intera comunità. Nei giorni scorsi erano stati dichiarati 101 positivi, che hanno indotto i leonfortesi a invocare la zona rossa. Resta infatti altissima la preoccupazione per la mancanza di assistenza sanitaria territoriale e il prolungato silenzio sul Ferro/Branciforti/Capra. Il 30 luglio scorso, in un accalorato comizio, il sindaco Barbera denunciava Musumeci e Razza e scagliava strali contro i vertici dell’Asp di Enna, accusandoli di inefficienza e superficialità e apostrofando il dott. Iudica e il dott. Cassarà come “il gatto e la volpe” minacciava l’occupazione degli uffici dell’Asp ennese, essendosi rivelata insufficiente quella leonfortese per altro condannata dal Tar. A oggi però niente di nuovo giunge dal fronte ospedaliero . Le stanze del F/B/C restano vuote e inutilizzate eccezion fatta per pochi casi, insufficienti al bacino d’utenza che vi afferisce. La popolazione dell’ennese è certamente spaventata dalla nuova peste, ma non manca di domandare quali conseguenze potrebbe portare la nube nera sollevatasi da Cozzo Vuturo per il rogo di tonnellate di spazzatura, che dal 28 agosto e per diversi giorni ha “ripulito” la vasca B1 della discarica. La discarica sorge lontano dal centro abitato, ma vicino la zona agricola che è zona di calanchi ed è soggetta a frane nei due valloni naturali che convogliano le acque piovane verso il torrente Matrona. Nel gennaio del 2020 il geologo Francesco Paolo Patrinicola denunciava l’inquinamento dei percolati e dei fluidi in genere della falda fruita dai coltivatori della zona e ora a questo inquinamento dobbiamo aggiungere anche quello scaturito dalla diossina?
Gabriella Grasso


