“Mediterraneo da remare #PlasticFree #NoLitter – 30×30 Target by 2030”. “Alleanza” tra mondo della ricerca, sport, istituzioni, società civile e imprese per il 30% di mare protetto entro il 2030.
Evento al CNR con il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “Impegnati nel raggiungimento degli obiettivi, avanti su coinvolgimento espressioni della società: Mare Nostrum è responsabilità comune”.
Andrea Lenzi, Presidente CNR: “Al centro dell’impegno del Cnr c’è la scienza dell’acqua, un approccio integrato e imprescindibile per preservare il Mediterraneo”.
Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Fondazione UniVerde: “È necessaria un’alleanza trasversale fondata sulla volontà condivisa di tutelare il Mediterraneo e lasciarlo in salute per le future generazioni”.
Carmen Di Penta, Direttore Fondazione Marevivo: “Il mare è la risorsa più preziosa che abbiamo, il vero motore della vita sul Pianeta, per questo abbiamo il dovere di proteggerlo”.
XVI edizione della campagna promossa da Fondazione UniVerde e Marevivo, con l’adesione del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con il patrocinio di UNEP/MAP.
Campaign partner Almaviva Group. Presentate le best practice dei partners Castalia, Marnavi e Seas Geosciences.
(ROMA, 16 giugno 2026) – Accelerare l’istituzione di nuove Aree Marine Protette, promuovere best practice nazionali e internazionali capaci di garantire la conservazione e la gestione di almeno il 30% degli ecosistemi marini, insulari, costieri e dei corpi idrici interni italiani tutelando biodiversità, servizi ecosistemici e integrando la sostenibilità con il rispetto delle comunità locali verso la “scadenza” internazionale del 2030.
È questo il messaggio lanciato ieri, lunedì 15 giugno, a Roma, dalla Sala Marconi del CNR, dove è stata ufficialmente presentata la XVI edizione della campagna “Mediterraneo da remare #PlasticFree #NoLitter – 30×30 Target by 2030”, promossa dalla Fondazione UniVerde in collaborazione con Fondazione Marevivo, con l’adesione del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ad imprimere un’ulteriore valenza internazionale a questo percorso è la recente elezione della Fondazione UniVerde all’interno della Commissione Mediterranea per lo Sviluppo Sostenibile (MCSD) di UNEP/MAP e il prestigioso patrocinio internazionale del Piano d’Azione del Mediterraneo – Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP/MAP).
Con il sostegno istituzionale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, guidato dal Ministro Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto all’evento, e del mondo della ricerca scientifica d’eccellenza ― che vede, insieme all’adesione del CNR, la partecipazione di ISPRA e Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli ― oltre alla forza comunicativa dello sport con il coinvolgimento del CONI, la campagna 2026 ― supportata dal campaign partner Almaviva Group e dai partners Castalia, Marnavi e Seas Geosciences ― è dedicata all’Obiettivo 30×30 con il focus: “coste, mari e isole da proteggere e restaurare”.
L’evento ha sancito la nascita di un’alleanza strategica senza precedenti che ruota attorno all’urgente necessità di raggiungere, con azioni concrete, entro il 2030, il Target 3 del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (composto da 23 obiettivi e approvato nel 2022 da 195 Paesi e dall’UE nell’ambito della Convenzione ONU sulla Diversità Biologica), anche alla luce del Target 2, focalizzato sul ripristino del 30% di tutti gli ecosistemi degradati e ripreso dalla Strategia europea che ha reso alcuni traguardi, vincoli normativi, attraverso il Nature Restoration Regulation dell’Unione Europea.
L’apertura è stata affidata al saluto di benvenuto di Andrea Lenzi (Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche): “Siamo molto felici che la XVI edizione della campagna ‘Mediterraneo da remare’ parta proprio dal Consiglio Nazionale delle Ricerche: la sua straordinaria multidisciplinarietà e capacità, all’interno della grande alleanza promossa da Fondazione UniVerde, è al servizio della tutela e della salute del Mediterraneo, verso gli Obiettivi 2030 e oltre. Le campagne condotte su Gaia Blu, la nave oceanografica del CNR, insieme a tutti i progetti di ricerca scientifica che riguardano il Mare Nostrum, sono basati su un approccio integrato in grado di coniugare gli aspetti ecosistemici con quelli della crescita dell’economia blu, di cui il nostro Paese è protagonista”.
Hanno fatto seguito gli interventi:
Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente della Fondazione UniVerde): “Mediterraneo da remare dedicherà nei prossimi anni tutte le sue energie al raggiungimento dell’obiettivo del 30% di Aree Marine Protette entro il 2030. È un obiettivo ambizioso che l’Italia ha la piena capacità di raggiungere e persino superare. La straordinaria ricchezza di biodiversità custodita nei nostri mari, e lungo le nostre coste, conferisce al nostro Paese un ruolo strategico a livello globale nella difesa degli ecosistemi e della biodiversità. La tutela del mare dalla dispersione da plastiche e da ogni altra forma di inquinamento, rappresenta una sfida cruciale e di centralità assoluta. In questo percorso la collaborazione con le numerose realtà del mondo sportivo, specialmente quelle che svolgono attività in acqua nel pieno rispetto dell’ambiente, diventa fondamentale. Grandi eventi internazionali, come la prossima America’s Cup a Napoli, devono trasformarsi in occasioni concrete per promuovere l’educazione ambientale tra cittadini, imprese e Istituzioni. È d’altronde intollerabile che esistano ancora territori privi di depuratori, o che una mole enorme di rifiuti continui a riversarsi nei fiumi e nei mari. Oggi disponiamo delle tecnologie necessarie per vincere questa sfida: con gli strumenti della transizione EcoDigital possiamo unire la sostenibilità ecologica all’innovazione digitale per monitorare l’ambiente e intervenire in modo tempestivo ed efficace. È necessaria un’alleanza trasversale, fondata sulla volontà condivisa di tutelare il Mediterraneo e lasciarlo in salute per le future generazioni”.
Carmen Di Penta (Direttore della Fondazione Marevivo): “Questa sedicesima edizione di Mediterraneo da remare rappresenta un’ulteriore, preziosa occasione per ribadire un concetto fondamentale: difendere il mare non significa soltanto proteggere la natura, ma tutelare noi stessi e la nostra sopravvivenza. Il mare è la risorsa più preziosa che abbiamo, il vero motore della vita sul pianeta: produce oltre il 50% dell’ossigeno che respiriamo e assorbe un terzo dell’anidride carbonica generata dalle attività umane. Per questo, ogni ecosistema costiero, marino o insulare degradato ferisce direttamente il benessere delle nostre comunità. Non possiamo più permetterci di considerare il mare come un semplice luogo di vacanza o una risorsa infinita da sfruttare, né, peggio ancora, come una discarica invisibile per i nostri rifiuti. Oggi la scienza ci mette davanti a una realtà incontestabile: l’inquinamento da microplastiche ha superato i confini dell’emergenza ambientale ed è entrata nel nostro organismo, minacciando la salute con danni potenzialmente gravissimi. In questo scenario, il focus di quest’anno su coste, mari e isole da proteggere e restaurare e il traguardo del Target 30×30 sono sfide cruciali che abbiamo il dovere assoluto di vincere entro il 2030. Per riuscirci, serve un’alleanza concreta e trasversale tra istituzioni, associazioni, comunità locali, aree marine protette, categorie di settore, mondo della ricerca scientifica e medica. Dobbiamo far comprendere che preservare l’ambiente marino non è un’opzione o un capriccio ecologista, ma l’unico modo per garantire un futuro all’umanità”.
Alberto Tripi (Presidente di Almaviva): “Oggi abbiamo un alleato strategico per proteggere il mare: l’innovazione tecnologica che permette di trasformare il dato in conoscenza, la conoscenza in decisione, la decisione in azione. In questo passaggio si gioca una parte importante della qualità dello sviluppo. E quando il digitale svolge questa funzione, non è soltanto innovazione: è infrastruttura del bene comune”.
Gilberto Pichetto Fratin (Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica): “L’Italia è fortemente impegnata nel raggiungimento dell’obiettivo internazionale ed europeo, in coerenza con la nostra Strategia Nazionale al 2030. Assieme all’impegno istituzionale, che vuol dire tutela a tutti i livelli e solida cooperazione internazionale, serve il coinvolgimento attivo delle diverse espressioni della società: ricerca, mondo produttivo, sport, associazioni. Il ‘Mare Nostrum’, come patrimonio naturale, culturale ed economico, va pienamente percepito come una responsabilità comune: proteggerlo significa coniugare conservazione della biodiversità, contrasto all’inquinamento, sicurezza della navigazione, pianificazione sostenibile degli usi del mare e impegno dei cittadini”.
A seguito del keynote speech del Ministro Pichetto Fratin, sono intervenuti:
Amm. Isp. Vincenzo Leone (Vice Comandante Generale Capitanerie di porto – Guardia Costiera): “Dove c’è mare e costa non può non esserci la Guardia Costiera. Per questo abbiamo aderito con convinzione a ‘Mediterraneo da remare’, affiancando istituzioni, mondo della ricerca, associazioni e cittadini in un’alleanza concreta per la tutela dell’ambiente marino. Proteggere il mare significa investire nel futuro del Paese e garantire alle prossime generazioni un patrimonio naturale più sano, sicuro e resiliente”.
Luciano Buonfiglio (Presidente del CONI), in videomessaggio, ha sottolineato: “La sostenibilità rappresenta uno dei pilastri strategici che orientano l’azione dello sport, in piena coerenza con la visione delineata dal Comitato Olimpico Internazionale attraverso l’Agenda 2020 e l’Agenda 2020+5, configurandola come una delle direttrici fondamentali per lo sviluppo del movimento olimpico. In questo contesto, il CONI è impegnato a promuovere iniziative concrete volte a integrare i principi della sostenibilità nell’organizzazione delle attività e degli eventi che ci riguardano. Il protocollo d’intesa sottoscritto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica si propone, in tal senso, di rafforzare la diffusione della cultura della sostenibilità nel mondo dello sport e di accrescerne il contributo per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Le atlete e gli atleti, in particolare coloro che vivono il mare attraverso le discipline acquatiche, sono osservatori privilegiati di questi cambiamenti che interessano gli ecosistemi marini e possono svolgere un’importante funzione di sensibilizzazione verso comportamenti sempre più responsabili e rispettosi delle risorse naturali”.
Tatjana Hema (Coordinatore del Piano d’azione per il Mediterraneo del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP/MAP): “La regione mediterranea ha definito obiettivi chiari e ambiziosi per la protezione e la conservazione della biodiversità marina nell’ambito del sistema della Convenzione di Barcellona dell’UNEP/MAP, e in particolare del Protocollo SPA/BD. È stato il primo Programma dei Mari Regionali ad allineare, a livello regionale, l’agenda e gli obiettivi del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (GBF), attraverso l’adozione del SAPBIO post-2020 e della Strategia regionale per le Aree Marine Costiere Protette (MCPA) e le OECM nel Mediterraneo. Il raggiungimento dell’obiettivo 30×30 attraverso le Aree Marine Protette (AMP) e le OECM rappresenta un forte impegno dell’UNEP/MAP e delle sue Parti Contraenti, e sono in corso sforzi coordinati per dare concreta attuazione a tale impegno”.
Maria Alessandra Gallone (Presidente ISPRA e SNPA): “ISPRA, grazie al progetto PNRR MER, di cui è soggetto attuatore, ha tra le diverse attività, la rimozione di reti da pesca abbandonate sul fondo del mare in 20 siti distribuiti su tutto il territorio nazionale, per un totale di oltre 20 tonnellate di plastica riciclata e trasformate in biogas per la produzione di energia elettrica. Sono stati inoltre realizzati oltre 3000 punti di ormeggio nelle aree marine protette e siti natura 2000 per impedire gli ancoraggi sul fondo, a tutela di habitat marini di pregio, andando a rafforzare l’obiettivo internazionale ‘30×30’ e fornendo un quadro conoscitivo completo e aggiornato dello stato di salute dei nostri mari e dei suoi habitat. Fiore all’occhiello del progetto è la nuova nave oceanografica Arcadia, un vero e proprio laboratorio galleggiante, che sarà varata a breve e che consentirà di monitorare profondità marine mai raggiunte prima”.
Silvestro Greco (Vice Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli): “È ormai di tutta evidenza che il mare è l’unica possibilità che ha la specie umana di mantenere i livelli qualitativi della propria esistenza su questo pianeta. Dall’energia al cibo, dalle medicine alla regolazione del clima, passando per il 50% dell’ossigeno che respiriamo: mantenere l’efficacia e l’efficienza del sistema mare significa salvare la nostra specie”.
Le best practice per la tutela del mare sono state illustrate da:
Carmelo Barone (Amministratore Delegato di Castalia): “La tutela del mare richiede un approccio integrato che unisca prevenzione, monitoraggio e capacità di intervento. Ogni giorno la flotta Castalia opera lungo le coste italiane per contrastare l’inquinamento marino e supportare le istituzioni nella salvaguardia degli ecosistemi. Ma sappiamo che una parte significativa dell’inquinamento arriva dai fiumi e dai territori interni: per questo è fondamentale agire a monte, intercettando i rifiuti prima che raggiungano il mare. L’obiettivo 30×30 rappresenta una sfida ambiziosa ma necessaria, che può essere raggiunta solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, ricerca, imprese e cittadini. Proteggere il Mediterraneo significa investire nel futuro del nostro Paese, nella biodiversità e nelle nuove generazioni”.
Francesco Aliberti (già Professore presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e consulente Marnavi): “Le fasce marine costiere sono tra gli ecosistemi più preziosi e fragili del Mediterraneo: ospitano habitat prioritari come le praterie di Posidonia oceanica, che producono ossigeno, fissano carbonio e fanno da “nursery” per gran parte delle specie ittiche. Proprio su questi ambienti l’impatto antropico è più pesante – squilibrio delle catene trofiche, desertificazione dei fondali, pressione crescente su risorse ittiche e idriche – e la sfida è massima negli arcipelaghi, dove garantire acqua potabile alle comunità insulari non dovrebbe tradursi in consumo di suolo e infrastrutture dal forte impatto paesaggistico.
Tra le soluzioni possibili, il Dissalatore Mobile Marino sviluppato da Marnavi presenta vantaggi misurabili sul piano ambientale. È una nave cisterna che dissala a bordo, captando al largo e restituendo la salamoia in acque profonde, dove la diluizione e il moto delle eliche ne abbattono la concentrazione. L’assenza di impianti a terra eviterebbe così non solo il consumo di suolo in contesti spesso protetti, ma anche lo scarico della salamoia attraverso le condotte sottomarine in prossimità della costa, dove gli ecosistemi sono più sensibili all’aumento di salinità. La modularità, infine, consentirebbe di condividere un’unica unità tra più isole, invece della moltiplicazione di impianti, fino a coprire il fabbisogno di un intero arcipelago.
La solidità del progetto vincitore di un bando Horizon, poggia su un riconoscimento scientifico-istituzionale: già nel 2017 il Consiglio Nazionale delle Ricerche ne ha attestato l’elevata qualità e un impatto ambientale nettamente inferiore rispetto alla dissalazione tradizionale.
La tecnologia, brevettata in Italia, è oggi una realtà operativa che ha già suscitato l’interesse delle Istituzioni nazionali – a Napoli con la visita a bordo dell’unità pilota Attilio Ievoli Jr da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ed il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera – e internazionali con la presentazione ad Atene, in sede UNEP/MAP, dove ha suscitato l’interesse dei delegati dei Paesi mediterranei con inserimento della dissalazione mobile nei NAPs del prossimo decennio. Un modello replicabile in tutto il Mediterraneo, dove molte isole abitate chiedono soluzioni efficienti e sostenibile”.
Paolo Casciotti (Presidente di Seas Geosciences): “La tutela del mare inizia dalla sua conoscenza. Ogni intervento sostenibile in ambiente marino, dalla protezione degli ecosistemi allo sviluppo delle infrastrutture necessarie per la transizione energetica, richiede dati scientifici affidabili, raccolti con tecnologie avanzate e con il massimo rispetto dell’ambiente. In Seas Geosciences operiamo quotidianamente per fornire questa conoscenza attraverso attività di indagine, monitoraggio e ricerca applicata che consentono di comprendere meglio il fondale marino e di ridurre gli impatti delle attività offshore. Crediamo che la crescita economica e la tutela ambientale debbano procedere insieme e che la scienza rappresenti il ponte tra questi due obiettivi. Per questo abbiamo scelto di investire direttamente in Italia con la realizzazione del nuovo laboratorio geotecnico di Roma, destinato a diventare un centro di eccellenza europeo a supporto della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile del Mediterraneo. Il raggiungimento del Target 30×30 richiede un’alleanza tra istituzioni, comunità scientifica e imprese responsabili: Seas Geosciences è orgogliosa di contribuire a questo percorso mettendo competenze, tecnologie e investimenti al servizio della conoscenza e della protezione del mare”.
All’incontro hanno inoltre preso parte Giordano Giorgi (Responsabile Centro Nazionale Coste, ISPRA) e lo storico testimonial della campagna, Bruno Mascarenhas. Il campione olimpico di canottaggio ha ribadito quanto sia importante conciliare i valori dello sport alla tutela degli ecosistemi e all’educazione ambientale, sottolineando come l’amore per la disciplina sportiva debba sempre tradursi in rispetto per la natura affidando alle nuove generazioni la responsabilità di diventarne le principali custodi.
L’evento, moderato da Donatella Bianchi (Giornalista e conduttrice televisiva) e trasmesso in diretta streaming su Radio Radicale, è stato anche occasione per rilanciare lo straordinario successo della call to action “Mare Nostrum”, il video ideato e prodotto, lo scorso anno, dalla Fondazione UniVerde per celebrare il 15mo anniversario della campagna. Il filmato, che esplora la straordinaria bellezza, ma anche la fragilità, degli ecosistemi costieri e marini della nostra Penisola, ha superato il traguardo di oltre un milione di visualizzazioni sulle piattaforme social e ha ricevuto il prestigioso riconoscimento per la sostenibilità ambientale nell’ambito del “Sorriso Diverso Venezia Award” 2025, premio collaterale ufficiale (diretto da Paola Tassone e presieduto da Diego Righini) dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Con il lancio della nuova edizione di “Mediterraneo da remare” l’obiettivo comune è mobilitare le coscienze di tutto il Bacino Mediterraneo per il suo elevato valore ecologico, geopolitico, turistico, economico e storico-culturale attraverso iniziative concrete che siano frutto del dialogo tra ricerca e innovazione, sport e cultura del mare, società civile e giovani, imprese e finanza sostenibile, sotto l’egida delle Istituzioni nazionali ed internazionali preposte alla sua tutela.


