Madonie, Rapè (PD Enna): “Chiarezza sugli elicotteri militari USA. In uno scenario internazionale sempre più teso la Sicilia non può diventare una base operativa senza trasparenza”
Enna, 16 marzo 2026 – «Quanto accaduto nelle Madonie, con l’atterraggio di elicotteri militari statunitensi nel cuore di un’area di straordinario valore naturalistico come il Parco delle Madonie, solleva interrogativi seri sul piano istituzionale, ambientale e della sicurezza».
Lo dichiara Katya Rapè, segretaria provinciale del Partito Democratico di Enna.
«Ringraziamo l’onorevole Valentina Chinnici e tutto il gruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana per aver presentato un’interrogazione urgente al presidente della Regione Renato Schifani, chiedendo di chiarire se le istituzioni regionali e locali fossero state preventivamente informate e quali autorizzazioni siano state eventualmente rilasciate».
«La preoccupazione – prosegue Rapè – cresce ulteriormente alla luce delle notizie relative all’attacco che ha colpito la base militare di Ali Al Salem, in Kuwait, dove è presente anche un contingente italiano e dove sarebbe stato distrutto un drone “Predator/Reaper” dell’Aeronautica militare italiana».
«Si tratta di segnali che confermano quanto il quadro internazionale sia oggi estremamente delicato e come anche il nostro Paese possa essere esposto a rischi e ritorsioni nel contesto delle tensioni geopolitiche in corso».
«Per queste ragioni chiediamo la massima mobilitazione istituzionale e politica affinché il Governo italiano chiarisca con nettezza che l’Italia non può essere trascinata o coinvolta in un conflitto armato che rischia di svilupparsi al di fuori del diritto internazionale. Il nostro Paese deve continuare a operare nel solco della legalità internazionale, del multilateralismo e della diplomazia».
«La sicurezza dei cittadini e il rispetto delle istituzioni democratiche devono restare priorità assolute. La Sicilia non può essere percepita come una piattaforma operativa di decisioni assunte altrove, senza trasparenza e senza il necessario coinvolgimento delle comunità e delle istituzioni locali».


