ORDINE DEGLI ARCHITETTI.
Nella giornata di ieri si è svolto un interessante incontro nella sede dell’Ordine degli Architetti per fare luce sulla SP28. Il destino della strada sembra essere ancora incerto, soprattutto alla luce della conferenza tenuta ieri. A parlare è stato Sebastiano Fazzi, membro dell’Ordine e portavoce di una battaglia non solo sociale ma anche giuridica, improntata sulla disciplina controversa dell’appalto pubblico.
Andando per gradi: tre giorni fa la Vice-Ministra Teresa Bellanova era giunta ad Enna per discutere con i membri della sede locale di Italia Viva sulle condizioni della SP28. Dopo l’incontro svoltosi in comune, si è passati al sopralluogo della strada, dal quale è emerso il reale stato della struttura: “Serve un progetto che sia staticamente valido. I piloni esistenti non possono reggere ulteriormente”. La conseguenza: il progetto presentato un anno fa è irrealizzabile, ne serve uno nuovo.
Ad Enna tutti conoscono la storia della Panoramica. L’idea di una prima progettazione è risalente agli anni venti dello scorso secolo, l’effettiva realizzazione agli anni cinquanta del novecento. Dagli anni sessanta è un monumento cittadino che dimostra la forza di Enna; poi, circa un decennio fa, il crollo con il conseguente giallo sulla ricostruzione. Secondo teoria la strada dovrebbe essere stata già completata da un pezzo ma numerosi errori di gestione hanno complicato ulteriormente le cose; dunque, nella pratica, non ci sono stati passi in avanti, ma solo ulteriori peggioramenti o buchi nell’acqua. Secondo Sebastiano Fazzi alla base del fallimento vi sarebbe il tipo di appalto. Per la costruzione di opere pubbliche, secondo il nuovo Codice dei Contratti rilasciato nel 2016, è possibile utilizzare due sistemi: l’appalto integrato ed il concorso di progettazione in due gradi. “L’appalto integrato non funziona secondo molti. Raramente vede portare avanti il tema della realizzazione del progetto. La società che vince la gara è la stessa che redige il progetto. Mentre il concorso di progettazione a due gradi è un concorso di idee, a cui possono partecipare tutti. Alla fine viene selezionato solo un progettista. Il progetto non viene quindi realizzato dall’impresa” ha spiegato Fazzi. La differenza, oltre che essere normativa (i due metodi vengono, dunque, regolate da norme differenti. Per ulteriori chiarimenti consultare le ultime versioni degli artt. 59 e 154, c.4 Codice dei Contratti Pubblici), è soprattutto qualitativa, poiché il secondo metodo illustrato garantisce una maggiore chiarezza e più vantaggi per le amministrazioni. Inoltre, il concorso di progettazione in due gradi consente di poter partecipare anche ai giovani architetti, indipendentemente dal fatturato. “Gli architetti nostrani emigrano, così potrebbero dare un contributo al territorio” ha sottolineato sempre Fazzi.
Oltre ai metodi, si è discusso anche sul come potrebbe figurare la nuova struttura: “Potrebbe prevedere sistemi all’avanguardia quale una salita meccanizzata, parcheggi. La Panoramica non è un asse di collegamento ma di servizi. Per questo sarebbe utile pensare, oltre ad un progetto centrale, anche ulteriori idee” le quali, in parole povere, potrebbero essere di “Contorno”. Tuttavia sono tutti esempi, nulla di concreto e la realizzazione finale dipenderà molto dalle richieste dell’Amministrazione. Ovviamente l’augurio è sempre quello di “Imbattersi in una giuria super partes ed in un progetto realmente valido”. In ogni caso l’Ordine si è detto disponibile per offrire il suo contributo, mettendo a disposizione anche una piattaforma online. “Anche la Vice-Ministra ha ascoltato con molto interesse ed ha assicurato che studierà bene la casistica per garantire la realizzazione dell’opera. Molto però dipende da noi: l’esperienza ci suggerisce di non utilizzare più il sistema dell’appalto integrato. A tal proposito siamo aperti anche ad un confronto con il Libero Consorzio. Ad oggi siamo, forse, una delle poche fonti specializzate ed affidabili per la realizzazione oggettiva dell’opera” ha concluso Fazzi.
Matteo Franco Russo.


