Ieri nella prestigiosa sede del ๐๐๐ซ๐ฅ๐๐ฆ๐๐ง๐ญ๐จ ๐๐ข ๐๐๐ฅ๐ญ๐ sono intervenuto nell’ambito della Conferenza internazionale su “๐๐๐๐๐ ๐๐ง๐ ๐๐ข๐๐ฅ๐จ๐ ๐ฎ๐ ๐ข๐ง ๐ญ๐ก๐ ๐๐๐๐ข๐ญ๐๐ซ๐ซ๐๐ง๐๐๐ฆ ๐ฌ๐ฉ๐๐๐”.
Un momento di straordinario confronto che ha visto la partecipazione di politici, accademici e diplomatici provenienti da 14 Paesi del Mediterraneo: dall’Algeria alla Spagna, dalla Turchia all’Arabia Saudita, dalla Bosnia alla Tunisia, dall’Egitto alla Palestina.
Ho voluto dare al mio intervento un taglio storico partendo dalle riflessioni sul Mediterraneo di Fernand Braudel ed Henri Pirenne, per poi approdare ai temi di attualitร che riguardano il nostro tempo: da Gaza al Libano, dall’Iran alla Libia.
Sbaglia chi pensa che questi siano conflitti ‘locali’. Un’onda d’urto a Beirut o a Tel Avivi rischia di arrivare, prima o poi, sulle coste di Malta, della Sicilia e della Provenza.
La pace non รจ soltanto il silenzio delle armi. Va costruita ogni giorno attraverso la diplomazia, la tutela della democrazia, la lotta alle diseguaglianze sociali, il contrasto ai cambiamenti climatici.
La pace vera e duratura non puรฒ mai nascere dalle macerie, ma solo dal riconoscimento reciproco del diritto all’esistenza e dal rispetto della dignitร umana.
Chi calpesta il diritto internazionale, chi delegittima gli organismi internazionali, chi utilizza la retorica della distruzione e della violenza non vuole la pace dei popoli.
Mi piace pensare che a salvare il Mediterraneo e a coltivare i valori della pace in questo lembo di mare e di terra saranno proprio i giovani. Quei giovani che non hanno vissuto le tragedie del Novecento, ma che sono scesi in piazza in favore del popolo palestinese. Quei giovani che fanno parte dei movimenti ecologisti e vedono il Mediterraneo non come una frontiera ma come un ecosistema dal salvare. Quei giovani che non hanno paura del diverso, ma che, studiando e viaggiando, sono aperti alla contaminazione.
Dobbiamo affidare proprio ai giovani la fiaccola della speranza per una umanitร nuova.
Un sentito ringraziamento al Presidente del Parlamento di Malta Angelo Farrugia, al Presidente del Centro studi “Med Mez” Paolo Garofalo e al Presidente del Centro studi “Emir Abdrlkader” Abdelhafid Kheit per aver promosso e organizzato questo importante evento che ha portato alla firma della Carta del Mediterraneo.


