Desidero esprimere il mio più sentito ringraziamento agli uomini e alle donne della Polizia
Penitenziaria che oggi, con coraggio e senso dello Stato, hanno riportato l’ordine nella Casa
Circondariale di Enna senza che si registrassero feriti tra il personale e i detenuti. È doveroso
fare chiarezza su quanto accaduto. La rivolta non è stata provocata da un malfunzionamento
della telefonia, come erroneamente riportato da alcune ricostruzioni. Il temporaneo
disservizio è stato infatti ripristinato nell’immediatezza. I disordini sono invece iniziati a
seguito dell’intercettazione, da parte della Polizia Penitenziaria, di pacchi provenienti
dall’esterno contenenti materiale illecito. I detenuti coinvolti sono stati circa trenta, tutti
ristretti nel piano terra del padiglione interessato, e non cento come inizialmente diffuso.
Grazie al tempestivo intervento di circa quaranta agenti provenienti anche da altri istituti
penitenziari, la situazione è stata rapidamente riportata sotto controllo. Sette dei principali
responsabili sono già stati trasferiti presso altre strutture. I facinorosi hanno provocato ingenti
danni agli impianti di videosorveglianza ed elettrici del padiglione più datato dell’istituto. Per
questo padiglione erano già previsti interventi di ristrutturazione, finanziati anche con uno
stanziamento di 1,5 milioni di euro destinato all’efficientamento energetico. Quanto accaduto
rende oggi tali lavori ancora più urgenti e non più procrastinabili. Il problema del
sovraffollamento carcerario, tuttavia, non è certamente una criticità nata oggi, ma il risultato
di decenni di politiche inadeguate che non hanno affrontato in modo strutturale le esigenze
del sistema penitenziario. È quindi necessario continuare a investire nelle infrastrutture, nella
sicurezza e nel potenziamento degli istituti. Sarà mia priorità promuovere un ulteriore
confronto con il Provveditore regionale e con il Sottosegretario Balboni per pianificare nel
più breve tempo possibile il trasferimento dei detenuti attualmente ospitati nel vecchio
padiglione, così da consentire l’avvio degli interventi di ristrutturazione in condizioni di
massima sicurezza e con la necessaria rapidità. Continuerò a seguire personalmente
l’evolversi della situazione affinché vengano garantite le migliori condizioni di sicurezza per
il personale della Polizia Penitenziaria, per i detenuti e per l’intera struttura.


