Lettera aperta diretta ai Sindaci e alle Comunità di tutto il Distretto Sanitario Leonforte-Assoro-Nissoria-Agira-Regalbuto e Gagliano C.to
L’Ospedale di Leonforte Ferro Branciforti-Capra, CHIUDE e torna a essere inquadrato nuovamente Ospedale di Comunità come nel 2015. Cosa che accade dopo un annoso, progressivo e inarrestabile processo di declassamento, cui l’intera comunità rappresentata dai suoi sindaci e soprattutto dalla società civile e dalle associazioni impegnate sul territorio si é, fin dalle prime avvisaglie, strenuamente opposta. É del primo febbraio infatti la notizia che la Regione Sicilia ha già predisposto e inviato, con “solerzia” e notevole anticipo rispetto alla scadenza del 28 febbraio, un Piano Operativo dettagliato, completo di Schede di intervento, per l’utilizzo dei fondi del PNRR destinati alla Sicilia per il settore sanitario e socio sanitario. In tale programmazione che prevede la creazione di strutture nuove, Case di Comunità, Ospedali di Comunità, COT (Centrali Operative Territoriali), é incluso appunto il definitivo declassamento della nostra struttura a Ospedale di Comunità.
Tutto ciò senza nessuna concertazione con le Istituzioni e le forze politiche e sindacali rappresentanti i territori. Cosa grave che ha giá portato a forti proteste nella stessa maggioranza di governo nei confronti dell’assessore Razza.
Il nostro Ospedale che aveva tutti i reparti e relativi ambulatori, ha subito nel tempo un processo di ridimensionamento che ha portato a una prima ” seria ” minaccia di chiusura nel 2015, scongiurata grazie alla protesta dei sindaci del distretto e del comitato pro-salute di cui ero coordinatore. Eppure a quella data, dai rilievi ufficiali in possesso sia dalla Direzione dell’ASP n. 4 di Enna sia dall’Assessorato Regionale alla Salute, se pur depotenziato l’Ospedale “Ferro-Branciforti-Capra” di Leonforte rilevava una produttività superiore rispetto agli altri presidi ospedalieri di Nicosia,Piazza Armerina e addirittura Enna. Il che si evince dai dati ufficiali del reparto di Chirurgia dove si registrava il più alto numero di ricoveri rispetto a tutti gli altri tre ospedali della Provincia di Enna. Laddove il più basso numero di interventi chirurgici effettuati si doveva alla mancanza di medici anestesisti che costringeva i pazienti dopo un breve ricovero ad ‘emigrare’ presso le strutture ospedaliere della provincia e di Catania.
Appare chiaro dunque come si siano creati i presupposti per il declassamento di una struttura che in tutti questi anni è invece stata preferita dai pazienti (che rappresentano il vero indicatore, come avviene nei paesi in cui la sanità è privata e chi paga sceglie) in disprezzo alla normativa nazionale e a totale discapito della salute di oltre 40.000 cittadini che si vedono, ogni giorno, privati dell’ospedale, in cui ripongono fiducia e con il più ampio bacino geografico della provincia di Enna che ricomprende le aree montane.
Nel 2019, colpiti prima i servizi di chirurgia e medicina generale, si sostituisce il servizio di radiologia con teleradiologia remota, per cui un medico situato in un’altra città fa una diagnosi usando le piastre radiologiche inviate da qui. Qualcosa di applicabile solo a un trauma osseo, ma insufficiente per trattare altre emergenze mediche come può essere ad esempio un ictus. Impossibile garantire un normale servizio di pronto soccorso.
La questione é che si é preferito “abbandonare” il nostro presidio ospedaliero – chiusura di reparti, mancanza di figure professionali come cardiologi e anestesisti, di ambulanza ed emoteca – parallelamente potenziando invece altro presidio ospedaliero situato in zona montana e svantaggiata. Il che configura l’unico caso in tutto il territorio nazionale in cui non si è applicata volutamente una Legge Nazionale, e precisamente la seconda parte del Decreto Balduzzi. Si ha il sospetto che, quanto qui espressamente stabilito riguardo agli Ospedali situati in zone particolarmente svantaggiate e montane (quale è quello di Nicosia), nonché quanto frutto di specifico accordo Stato-Regioni, sia stato appositamente stravolto per quanto attiene gli ospedali presenti all’interno dell’ASP n. 4, individuando quale ospedale di riferimento, nell’ambito degli ospedali riuniti del Distretto Enna 2, l’Ospedale Basilotta di Nicosia e non, come avrebbe dovuto essere in applicazione della predetta Legge, l’ospedale “Ferro-Branciforti-Capra” di Leonforte. L’ospedale di riferimento infatti dovrebbe essere quello più facilmente raggiungibile e non quello spesso non raggiungibile a causa di fenomeni atmosferici quali neve e ghiaccio, o a causa di frane o smottamenti che rendono le strade non percorribili.
La salute é un diritto, che in un sistema di complicità e negligenze, diventa in fretta un diritto negato. La nostra comunità é mortalmente ferita da quest’ultimo colpo inferto. Mi appello alla coscienza pubblica di tutti i cittadini di queste nostre Comunità, affinché non si rimanga indifferenti.
E mentre l’assessore Razza cerca di raffreddare gli animi sostenendo che le Schede inviate a Roma siano solo una traccia, una proposta, con spazi per ulteriori approfondimenti e valutazioni – é il momento che tutti, a partire dai sindaci del nostro territorio facciano sentire forte e chiara la loro voce, prima che sia troppo tardi. E’ FINITO IL TEMPO DELLE CHIACCHIERE !!!
ALFREDO VASTA


