LA STORIA SIAMO NOI (gli Ebrei a Castel di Lucio)
La Storia è rappresentata da fatti e accadimenti da cui dipende il presente.
Siamo tutti figli del nostro passato inteso sia in senso stretto e personale che in senso lato collettivo.
Conoscere la STORIA serve a trarre insegnamenti e cercare di non commettere più gli stessi errori.
In pochi conoscono quale sia la vera storia del popolo ebraico.
Dopo la diaspora di Tito del 66 DC, gli ebrei sopravvissuti si rifugiano in varie regioni dell’impero romano. La più numerosa comunità ebraica si insediò in Sicilia, che gli ebrei amavano per il clima simile a quello della terra promessa. Palermo, Catania, Siracusa, Agrigento, Enna ospitarono comunità ebraiche già dal primo secolo dopo Cristo. A Catania ad esempio, il quartiere della Giudecca nacque in prossimità del fiume Judicello, un tempo navigabile, oggi a decorso sotterraneo dopo stravolgimenti geologici dovuti a eruzioni e terremoti. Iudicello dunque è un cognome di origine ebraica, in cui il prefisso Iudi deriva da Judex= giudeo.
Quindi la Sicilia oltre a subire dominazioni varie di conquistatori è stata fortemente influenzata dall’attività economica del popolo ebraico che si è sempre distinto oltre che per la fede verso il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe anche per la laboriosità, intelligenza e senso degli affari.
È stato un popolo da sempre perseguitato e discriminato e i principali nemici furono i cattolici in quanto li ritenevano colpevoli dell’uccisione di Cristo.
Resto abbastanza perplessa di fronte all’ignoranza di oggi che pensa che siano stati gli islamici i principali nemici degli ebrei.
Questi ignoranti non sanno ad esempio che durante la dominazione araba siciliana, gli islamici concessero agli ebrei la libertà di culto, tanto che le sinagoghe costruite vennero chiamate dagli ebrei “Meskite” cioè moschee in onore degli arabi.
Anche durante il regno di Federico II gli ebrei continuarono ed essere liberi di professare la propria fede. Per secoli dunque gli ebrei fecero della Sicilia la loro patria, tra alti e bassi, fino all’arrivo dei cattolicissimi dominatori spagnoli, e infatti nel marzo del 1492 ( anno della scoperta dell’America) , Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia emisero un editto, il decreto dell’ Alhambra in cui diventava obbligatoria l’espulsione delle comunità ebraiche dai regni spagnoli e dai loro possedimenti a partire dal 31 luglio di quello stesso anno.
Tutte le comunità ebraiche del regno subirono pertanto una seconda diaspora, molti fuggirono in Europa, quelli rimasti furono costretti alla conversione forzata al cattolicesimo, provando a cancellare anche la loro memoria, ma è difficile cancellare la storia.
A Castel di Lucio ad esempio non esiste nessun documento ufficiale della presenza degli ebrei, tutto è andato distrutto e non ricercato, però sicuramente noi siamo anche figli della loro presenza.
Faccio un esempio di cognomi di origine ebraica presenti a Castel di Lucio: Iudicello, Amato, Giordano, Salerno, Scicli, Salamone, Presti.
Tenaci lavoratori della terra, commercianti di caciocavallo, abili tessitori di stoffe, esperti nella lavorazione del ferro, conciatori di pelle, queste sono solo alcune caratteristiche con cui venivano descritti gli ebrei di Sicilia. Qualcuno tra i castelluccesi si riconosce in questa definizione? Abbiamo il quartiere della Conceria, “cunzuria”, tipica attività di cui si occupavano gli ebrei.
Siamo l’unica comunità del circondario che festeggia il carnevale la prima domenica della quaresima ( cannaluvaruni), simile alla festa del Purim ebraica in cui gli uomini si travestivano da donna e le donne da uomini.
La stessa leggenda della visita di Sant’Antonio a Castel di Lucio non è servita forse a giustificare la conversione forzata di una comunità, magari trasformando la loro sinagoga in chiesa? Oppure addobbare un altare con gli agrumi, unica nel circondario, non potrebbe ad esempio derivare da una tradizione ebraica? Tuttavia questi sono solo dei miei cattivi pensieri e mi piacerebbe tanto che qualche appassionato di Storia potesse smentire o confermare con documenti reali.
La STORIA non si cancella e rimane impressa nei nostri nomi e nelle nostre usanze che si possono cambiare, ma non distruggere.
Nessuno, nemmeno con le armi e la violenza è riuscito mai a sterminare un popolo, ma questo ancora non lo abbiamo imparato.


