No, non è una festa di quartiere, ma quella del Compatrono e Concittadino Girolamo de Angelis !
Arriva la festa del Beato Girolamo de Angelis e arrivano puntuali il freddo, il brutto tempo, la nebbia. Quasi come se fosse un “contrappasso” il giorno del martire carbonizzato caratterizzato, al contrario del suo martirio, da freddo pungente e pioviggine.
Non è però questo ciò che penso in questo giorno in cui la città “dovrebbe” onorare uno dei suoi cittadini più illustri, e dico dovrebbe con cognizione di causa.
La nebbia probabile, il vento e il freddo, sono certo, non fermeranno coloro che sono legati al missionario gesuita, e non saranno da ostacolo per lo scendere lungo le strade della nostra città per omaggiarlo.
Il Beato avrà la sua gente a seguito, ancor meglio alle celebrazione, anche se non abbastanza per ciò che merita. Ha dalla sua parte gli sforzi di una parrocchia, quella di San Bartolomeo, considerata rionale ma che ne custodisce il culto, e la sua Venerabile Confraternita dello Spirito Santo – Enna che con cura e zelo ogni anno, con grandi sforzi e sacrifici, ne organizza la festa, lottando contro burocrazie ,i rinvii, i dinieghi, le delusioni, la mancanza di supporto,la stanchezza di una città troppo spesso sorda. Forti di una fede, di una testimonianza , del loro impegno.
Dispiace vedere una figura tanto luminosa assai marginalizzata, non conosciuta, a volte ignorata, anche da chi dovrebbe avere a cuore l’organizzazione dei suoi festeggiamenti, il fasto che manca, la solennità che gli si addice. É il Compatrono. È Festa patronale. Da cosa si evince?
Ad ogni modo, oggi è festa per Enna, in un periodo di grande contraddizione e difficoltà, materiale, economica , sociale , spirituale.
La figura del Beato Girolamo de Angelis non può rimanere nascosta,va posta sul “candeliere” perché continui a risplendere .
Figura importante, come padre , fratello e compatrono per chi crede, cittadino illustre per la cultura e la storia della nostra gente, missionario e geografo tra i primi a studiare le terre nipponiche.
Girolamo passerà nel suo teschio, ciò che ne rimane dopo la sua eroica testimonianza di fede, il martirio, per le strade della sua città : non una processione come le altre con delle statue, ma quella di un cittadino, come noi.
Quel “Nemo propheta in patria” troppo spesso vero ed evidente, non valga anche per lui, uno dei fiori all’occhiello della nostra terra, uno di noi .


